Sogno per sognare o Sognare per un sogno?

Immagine Personale: ” Vienna, Berggasse 19″, Casa di Freud. Quando” mi sognavo” psicologa

L’essere umano ha costituzionalmente da sempre avuto bisogno di manipolare quel che non poteva fisicamente manipolare. Miti, favole e leggende hanno accompagnato lo sviluppo dell’uomo che, tramite l’ausilio di questi “mezzi”, provava a spiegare e indagare fenomeni che non poteva (con altri mezzi più concreti), manipolare. Analogamente a ciò, nel corso dello sviluppo umano il materiale onirico ha destato sempre interesse, paura, timore o fascino.

Ciò che oggi vorrei fare con voi, è provare ad indagare l’origine e lo sviluppo di tutto ciò che in ambito psicanalitico è stato il sogno. L’approfondimento sarà diviso in almeno due parti iniziando dalle origini e lo sviluppo del concetto tanto caro a Freud e alla psicanalisi stessa.

Buona lettura.

Il sogno: Appagamento di un desiderio.

Partendo dall’autoanalisi Freud comprese l’importanza del materiale onirico; fu infatti nel 1898 che Freud scrisse “L’interpretazione dei sogni”, nato per interpretare e metabolizzare il lutto per il padre. Nel testo Freud comincia ad utilizzare per lo più i propri sogni intuendo come i sogni stessi non appaiano solo come assurdi e insensati. Da quel momento Freud comincerà a formulare l’ipotesi che il sogno sia “l’appagamento di un desiderio” (citazione apparsa nella nota lettera a Fliess del 1895). Il sogno comincia così a diventare materiale scientifico ai fini dell’indagine del mondo inconscio.

Già nel Progetto di una psicologia (1895), una prima idea di Freud indicava il sogno come una scarica dell’apparato psichico dovuta all’impossibilità per lo stimolo a percorrere la via motoria, dato lo stato di sonno (banalmente vuol dire che, se non ho possibilità di muovermi visto lo stato di sonno, non posso attuare una scarica immediata di un certo impulso). Successivamente, con l’Interpretazione dei sogni, Freud aggiungerà alla teoria del sogno come scarica, quella del sogno come mezzo per conoscere il mondo interno del soggetto. Pertanto il sogno e la sua interpretazione, divengono la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita psichica.

L’idea che Freud comincia a coltivare, è quindi che il sogno sia l’appagamento di un desiderio il che, tuttavia, non vuol dire che tutti i sogni abbiano una natura sessuale. Nell’adulto, il sogno, preserva il sonno ma solo perchè vi è una censura che maschera il desiderio rimosso che sarebbe altrimenti così eccitante, da provocare il risveglio. La censura a sua volta, vero organizzatore del lavoro onirico, va a determinare la vera organizzazione del lavoro onirico stesso.

Freud pertanto giungerà alla formulazione della legge del sogno .“Il sogno è l’appagamento (mascherato) di un desiderio (rimosso), sottolineando che ai fini della conservazione del sonno si tratta di velati appagamenti di desideri rimossi.

Ora.. come possiamo vedere da quanto appena scritto, il sogno è ben lontano dall’essere un semplice “se, allora”. Le spiegazioni che la tradizione popolare ci ha spesso fornito, sono piuttosto inconsistenti dal punto di vista dello sviluppo psicodinamico del soggetto. L’appagamento mascherato di un desiderio (rimosso), implica l’andare a scartavetrare un contenuto che a noi appare tale (come vederemo, la scena onirica, il sogno), e andare ad analizzare tutte quelle che sono le equivalenze simboliche.

Quali materiali utilizza l’apparato psichico? Da dove nasce il sogno?

1)Materiale recente e indifferente: si tratta di residui diurni, ovvero materiale più o meno indifferente del giorno prima che può fungere da stimolo al sogno o fornire materiale che serve a dar forma espressiva al sogno. In ogni sogno è possibile trovare un collegamento con le vicende del giorno precedente.

2)Elementi infantili: in ogni sogno dovrebbe essere rintracciato un elemento inerente ad un desiderio infantile rimosso. Bisogna sempre rimarcare che i desideri inconsci rimangono sempre attivi ed è questa, una caratteristica dei processi inconsci: rimanere indistruttibili.

2)Fonti somatiche: da distinguere in stimoli sensoriali esterni (oggettivi) come rumori, tuoni ; stimoli sensoriali interni (soggettivi) dovuti ad eccitamenti interni degli organi di senso; stimoli corporei interni (organici) dovuti a stato di eccitamento (o malattia) degli organi interni che possono dare anche sensazioni dolorose.

Le fonti possono poi essere distinte in:

1)un impulso dell’Es (un desiderio inconscio rimosso o proveniente da un eccitamento somatico in atto)

2)una catena di pensieri conflittuali preconsci

3)un desiderio dell’Io (desiderio diurno) rafforzato da un elemento inconscio

4)un desiderio del Super- Io, come ad esempio accade nei sogni di punizione.

Il nostro piccolo approfondimento continuerà in un prossimo articolo dove, andremo a conoscere da più vicino il lavoro onirico; come il sogno si forma e quali sono i meccanismi di difesa utilizzati dal nostro apparato psichico.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

14 pensieri su “Sogno per sognare o Sognare per un sogno?

  1. minghina55

    Intanto complimenti per l’ interessantissimo articolo. Facilmente la mattina ci chiediamo ma da dove l’avro’ preso questo sogno? e se è un sogno bello la giornata trascorre più serena e leggera.
    Ma se il sogno preserva il sonno perchè ci sono soggetti che dicono di non sognare? Forse non ricordano? E chi sogna riposa meglio? Aspetto con ansia e interesse la seconda parte dell’articolo che penso risponderà a queste mie domande.

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    1. Giusy Autore articolo

      Ciao Minghina e grazie per il complimento; proviamo a comprendere meglio la tua domanda poichè la risposta è un “nì” ed è abbastanza complessa. Andiamo più nello specifico.
      Tecnicamente tutti sognano e non vi sono soggetti che non lo fanno, chi dice di non sognare semplicemente non ricorda. Il discorso però si complica nel momento in cui esistono dei soggetti che non sognano ma sono quelli che hanno subito qualche danno al lobo parietale ovvero, la sede di due importanti aree funzionali del cervello che sono l’area corticale somatosensoriale (deputata all’elaborazione dell’informazione tattile e sensitiva) e la corteccia parietale posteriore (capacità di calcolo, linguaggio oppure memoria e orientamento spaziale) pertanto che cosa accade? che cosa c’entra quanto appena detto con le tue domande? Accade che in conseguenza di un danno in questa zona (dove vengono fisiologicamente prodotti i sogni), il soggetto non sogna. I sogni sono così importanti per l’essere umano che le persone hanno la prova (in un certo senso) dell’aver dormito proprio in conseguenza dell’aver sognato e chi magari al risveglio non ricorda il proprio sogno, ha di converso spesso la sensazione di aver dormito male.
      L’argomento è così complesso e affascinante che tutt’ora sono in atto numerosi studi sul sonno e sul sogno.
      Grazie per essere passata. Buona serata 🙂

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      1. Giusy Autore articolo

        la prospettiva che ho esposto nell’articolo, comunque, è psicanalitica quindi leggermente diversa da quanto stiamo dicendo. In precedenza siamo entrati nel campo fisiologico (mi riferisco alla risposta data a minghina) mentre con te, ci muoviamo nel campo delle ipotesi 🙂 e tutto è valutabile e degno di considerazione

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      2. Giusy Autore articolo

        Ma figurati! ben venga che ci sia modo di fare ipotesi diverse e di far muovere il pensiero.. specie al momento che altro, non si può muovere! Inoltre.. vuoi mettere l’importanza dei ragionieri? 😀

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  2. maxilpoeta

    l’interpretazione dei sogni è sempre la cosa più strana che ci sia, anche per via della difficoltà di arrivarne alla verità più pura. A me capita spesso di sognare persone mai viste, proprio una vita parallela la mia, arrivo a vedere nei dettagli persone che nella vita reale non ho mai visto, con le quali parlo di varie cose, in situazioni molto differenti fra loro….

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    1. Giusy Autore articolo

      E’ molto interessante quello che dici ovvero “sogno persone mai viste, prima” sarebbe bello andare nel dettaglio e scoprirne l’equivalenza simbolica. Diciamo che nell’inconscio nulla si perde un pò come la legge della conservazione della massa di Lavoisier “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Diciamo che è un pò così il senso del funzionamento inconscio, pensa che Freud sostenne che il lavoro dello psicologo sia assimilabile a quello di un archeologo che sapientemente scava. Grazie per i feedback sempre così acuti. buona giornata.

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