19 pensieri su “Malessere e psicopatologia.

  1. Ettore Massarese ( fu Franz)

    analisi lucida in una prospettiva di un durissimo lavoro da affrontare… non da sola, si intende, ma con l’aiuto di strutture territoriali di accoglienza e crescita… laboratori di stimolo creativo, riqualificazione della formazione scolastica, sostegno abitativo alle famiglie (gli ambienti angusti e malandati regalano quotidianità inquietanti).E’ in questo solco di interventi sociali urgenti che bisogna innervare il sostegno alla crescita giusta dei nostri ragazzi smarriti. Questo tu già lo sai… fuori da questo intervento si rischia un volenteroso fallimento…Bisognerà creare aggregazione e gruppi che spingano le mediocri autorità nella direzione giusta… Dico cose ovvie e che tu conosci, ma ridirsele sempre giova, mia cara Giusy 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      “Se non lo vedo, non esiste” questo è quello che da sempre si fa, per certe realtà che sono scomode, brutte e che richiamano al nostro, di fallimento. Fallimento dei governi, dei sociologi, degli urbanisti.. Queste zone periferiche sono “brutte” già visivamente e creano proprio per la loro stessa struttura, del malessere. Ma anche le cose brutte esistono ed è una fortuna perchè si pongono come paragone e ci fanno comprendere la (vera) bellezza; quella nascosta e non quella volgarmente esposta. E’ un lavoro difficile ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Sono consapevole che già quando le cose vanno bene, il rischio di recidiva è altissimo ma personalmente tra il non fare niente e il fallire.. preferisco sempre la seconda.. mal che vada almeno uno ci ha provato 🙂

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      1. Ettore Massarese ( fu Franz)

        sono assolutamente d’accordo. Ragionavo con te su di una direzione… ma credo tu ne sia consapevole… davvero buon lavoro, amica mia…io mi son trovato alla Sanità, con gli auspici e l’appoggio di Zanotelli a vivere una stagione di recupero e lavoro attraverso laboratori. Cinque anno intensi… con l’appoggio delle istituzioni… e risposte forti del territorio…poi nuova giunta… silenzio e disordine e fine dell’esperienza… ma tu troverai nuove energie… davvero, ancora, buon lavoro.

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  2. minghina55

    Come sempre belle e interessanti parole, i giovani sembrano sempre di più sfuggire alle buone regole dettate dalla famiglia (quando c’è) dalla società dalle istituzioni, è vero più sono soli e lasciati senza guida più delinquono e più delinquono più pensano di essere forti, immortali, soprattutto se sono in gruppo (il branco) di contro quando sono da soli solitamente guidati da persone affettuose ed esperte smettono la maschera di duri e si lasciano consigliare e guidare.

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    1. Giusy Autore articolo

      l’argomento andrebbe molto approfondito perchè denso di sfumature ed è proprio nelle sfumature che si celano le maggiori difficoltà. Per anni è valsa la regola “periferia- contesto svantaggiato- delinquente” poi ci si è resi conto che i delinquenti (e di converso i non delinquenti) potevano essere ugualmente presenti, sia che si trattasse di periferia che di “grande città”.. solo che nel frattempo alcune zone sono state abbandonate a se stesse. Mi auguro che prima o poi si decida di fare un lavoro molto più capillare e forte anche in quelle zone che sono state sempre escluse dall’immaginario comune. grazie per l’opinione 🙂

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  3. maxilpoeta

    tutte riflessioni giuste, sta di fatto che vedere giovani teppisti che sfasciano le città o commettono crimini non è una cosa bella. Avranno pure i loro disagi, ma per le vittime è solo violenza gratuita, e non va bene….
    Poi va beh ognuno ha i suoi pareri, questa è solo una mia riflessione basata sulle brutalità delle cronache che si sentono spesso nei tg…

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    1. Giusy Autore articolo

      figurati Max, nessuna opinione è a prescindere giusta o sbagliata e il bello è proprio condividere punti di vista. Ognuno “fa il suo lavoro” e ovviamente a mio modesto parere è preferibile (anche per una questione di tutela pubblica) intervenire prima che poi. chi di dovere dovrebbe capire che investire nel recupero di questi giovani, prima che diventino criminali, è un atto doveroso per il buon funzionamento di tutto lo stato. Quelle che dico io, seppur personali non sono idee utopistiche, ma del tutto attuabili con una buona volontà. Si vede che.. come per tante altre cose, anche qui non conviene lavorare per il recupero di questi giovani. Grazie mille per la tua preziosa opinione.

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      1. maxilpoeta

        figurati, di niente, io sono molto spontaneo nei commenti, quello che penso scrivo, mi scuso se per caso qualche volta esprimerò delle opinioni diverse dalle tue. Ma sappi che in ogni caso io metto sempre la gentilezza e il rispetto davanti a tutto. Ma penso che oramai ti sei già fatta una bella opinione di me e te ne sono grato… 😉

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      2. Giusy Autore articolo

        Esatto😊 anzi come detto, preferisco che ci siano opinioni diverse perché ho modo di far girare il (mio) pensiero e di poter presentare il lavoro dello psicologo che è ancora -molto- sconosciuto. Di te, posso solo che pensare bene 😊😉

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    1. Giusy Autore articolo

      Insieme al mio collega avevamo già in programma degli approfondimenti su questa questione. Nella prossima settimana vedremo di rispondere a queste tue curiosità con degli articoli specifici. Grazie per il tuo commento e grazie per l’attesa😊. Buona serata 😊

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  4. Giusy Autore articolo

    L’ha ripubblicato su ilpensierononlinearee ha commentato:

    Vi ripropongo oggi un post che – a causa della tematica- ho particolarmente a cuore.
    Proviamo a ricordarci sempre – o un po’ di più- che la periferia non va esclusa e tenuta separata “dalla città”, ma che andrebbe considerata il centro da cui far partire ramificazioni e nuova progettualità.
    Buona Lettura.

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