Linguaggio: sviluppo e sua comprensione.

Fonte Immagine “Google”

Molti genitori vivono il momento della “prima parola” detta dai propri figli, come un momento denso di apprensione. Mamme, papà e nonni vivono talvolta con ansia il momento in cui il proprio bambino dirà la fatidica parolina magica “mamma”.

Molti pensano che il proprio bambino sia un genio “com’è precoce.. come è avanti con lo sviluppo”.. altri di converso vivono con timore il fatto che “questo/a ancora non parla”..

Come si sviluppa pertanto il linguaggio nei bambini? Scopriamolo insieme.

Buona lettura.

Lo sviluppo del linguaggio nei bambini sembra essere una capacità così precoce, tale da evidenziare una predisposizione biologica nello sviluppo di tale funzione.

Sin dalla nascita, infatti, il neonato riesce a cogliere la simmetria esistente tra i suoni uditi e i movimenti delle labbra di colui che emette il suono. In una ricerca del 1979, Dodd evidenziò come i bambini fossero capaci già a 3 mesi, di distogliere lo sguardo ogni volta che si trovavano innanzi una persona che pronunciava delle parole a cui, non corrispondevano i movimenti delle labbra; è emerso inoltre che i bambini – nello stesso periodo di sviluppo- , tendano a preferire l’ascolto di una persona che nel parlare mantiene le normali caratteristiche del linguaggio parlato (in termini di pause e intonazione), piuttosto che un tipo di linguaggio meno regolare e di converso più confuso.

Intorno ai 6 mesi di vita il bambino riesce a discriminare tutti i contrasti fonetici, anche quelli non presenti nella lingua madre. Questa abilità però dopo gli 8 mesi viene persa poichè il bambino sarà più portato a discriminare i suoni della lingua madre a cui è esposto. A tal proposito- ad esempio- studi sui bambini cinesi dimostrarono che questi bambini dopo gli 8 mesi, non sono più in grado di discriminare la r dalla l in quanto nella loro lingua madre non v’è distinzione tra i due fonemi.

La comprensione del linguaggio ne precede la sua produzione: prima di parlare infatti, comprendiamo.

Secondo Markman (1980) nel procedere con la comprensione di una parola, un bambino costruisce e segue tutta una serie di ipotesi che sono biologicamente predeterminate. All’inizio il bambino procede seguendo l’oggetto interno per cui apprenderà che un “nome di”, riferisce a quell’oggetto nella sua globalità; dopo aver appreso il nome, si passa alla generalizzazione secondo cui quel nome non è legato solo a quel dato oggetto, ma a tutti gli oggetti a lui simili. Successivamente si passerà a discriminare e ampliare attraverso sinonimi o classi quella parola appresa da altre che possono poi significare altre cose:

La parola margherita indica inizialmente quello specifico fiore indicato così dagli altri (oggetto interno); successivamente con la generalizzazione, il termine margherita viene estesa a tutto ciò che essa circonda “erba, terreno” a tutto ciò che con essa si può fare “profumarla, regalarla” e a tutti gli altri fiori che le somigliano. Con la discriminazione il bambino capirà che “margherita” non sostituisce la parola “fiore”, ma che la comprende così come “infiorescenza”.

Secondo gli studiosi (Markman e Hutchinson, 1984), queste capacità non sono apprese tramite le osservazioni, ma sono inscritte nei geni e si sono evolute insieme all’uomo stesso.

Se noi siamo pronti ad ascoltare, i bambini parlano… eccome se parlano!

“Finisce bene quel che comincia male”

Dott.ssa Giusy Di Maio.

19 pensieri su “Linguaggio: sviluppo e sua comprensione.

  1. Stefano Ligorio

    Salve…visitando il vostro blog dal browser, e non dall’applicazione di wordpress (da cui, a quanto pare, non si rilevano molte cose…), ho notato che avete pubblicato alcuni libri, ma, se non ho rilevato male, solo su LULU.
    Se non lo avete già fatto potrei consigliarvi un modo semplice e del tutto gratuito per pubblicarli anche su Amazon, e attraverso una piattaforma anche sul Play Store (comodamente presente su tutti gli smartphone e, dunque, accessibile a molti) e, contestualmente, su tanti altri.
    Anche le mie opere sono su LULU, ma la mia personale esperienza con questo store mi ha insegnato che in Italia, diversamente da altri Stati, viene poco frequentato, mentre Amazon è davvero un colosso per la vendita di libri…
    È davvero un peccato, inoltre, che attraverso l’applicazione wordpress non si riescano a vedere tanti altri aspetti di un blog, perdendosi così molto…
    Fatemi sapere se volete maggiori info…
    Buona giornata

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    1. Giusy Autore articolo

      Ma grazie mille Stefano! davvero. Non conoscevamo la possibilità di poter usufruire anche di amazon o play store gratuitamente! Ti ringraziamo davvero di cuore per l’informazione 🙂

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      1. Stefano Ligorio

        Di nulla…Per quanto riguarda Amazon basta ivi registrarsi come autore…, mentre per Play Store e tanti altri bisogna iscriversi sulla piattaforma Streetlib…
        Le indicazioni nel dettaglio saranno accessibili a registrazione effettuata.
        Buona serata e auguroni…

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      1. Alessandro Gianesini

        Probabilmente “Quanto mai” è una forma dialettizzata della locuzione italiana, col significato di “Maledetta la volta che”. Me la suono, me la canto e me la parafraso! 😛

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    1. Giusy Autore articolo

      Una bella discussione si aprirebbe, in merito. Spesso problemi legati all’emissione e/o alla mancata comprensione di alcuni suoni, viene anche da lì.. oltre che all’uso smodato di ciucci e affini.. ma guai a dirlo!😅 che poi mi danno della terrorista. Lieta che ti sia piaciuto il post 😊

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      1. Giusy Autore articolo

        let’s say that we should try to expose children to the “correct” sounds right away. Music in this is a “master”, especially when it is instrumental music because it provides our hearing with a clean and perfect sound.

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  2. jazzyoutoo

    Children and music -the perfect combination.
    Being exposed or getting myself exposed to music made me choose my favourite sounds.
    You learn the language, you get familiar with the words, you try to understand them, yet you can’t speak them if you’re just a mere listener.

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    1. Giusy Autore articolo

      passive exposure (as in all things) is an end in itself. after the exposition there must come the part where you “play” with the sounds. I am a pianist and I work with children, so I understand what you are saying, unfortunately music is still little considered in development 😦

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  3. minghina55

    E’ sempre emozionante per un genitore sentire la prima parolina detta dal proprio bebe’, d’accordissimo sul fatto di parlare ai bambini in modo chiaro e non stravolgere le parole con strani suoni e sberleffi.

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    1. Giusy Autore articolo

      posso immaginare 😀 sì.. in qualche modo bisognerebbe presentare i suoni in modo abbastanza puro; la musica classica può aiutare, ad esempio, come supporto di quel processo che terminerà con l acquisizione del linguaggio

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