Paura o indifferenza? Il caso di Kitty Genovese e l’assunzione di responsabilità.

Quanto delle nostre azioni dipende dalla paura e quanto dall’indifferenza?
Buona lettura.

ilpensierononlineare

Nel 1964 a New York, un triste caso balzato alle cronache diede il via a tutta una serie di ricerche nell’ambito della psicologia sociale. Una donna di nome Kitty Genovese venne aggredita durante la notte da un uomo che armato di coltello la colpì ripetutamente, fino a lasciarla a terra agonizzante. Kitty Genovese urlò così tanto, da svegliare 38 persone che ben presto si affacciarono alla finestra. Queste persone riuscivano a vedere cosa stesse accadendo in strada e si vedevano l’un l’altro; nonostante ciò, nessuno di loro chiamò la polizia prima di mezz’ora. Durante questo tempo di stallo però, l’assassino non stette parimenti con le mani in mano, ma anzi.. ebbe tempo di ritornare indietro e continuare ad infliggere ulteriori coltellate alla donna la quale, ben presto morì.

Salvo ulteriori specificazioni, Fonte Immagine “Google”.

Cosa era accaduto?,Perché nessuna di quelle 38 persone chiamò la polizia non appena Kitty Genovese…

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47 pensieri su “Paura o indifferenza? Il caso di Kitty Genovese e l’assunzione di responsabilità.

    1. Giusy Autore articolo

      ciao 🙂 dare una opinione indipendentemente dal contesto, è sempre complesso. In generale però posso dirti che essere empatico o avere cura di situazioni o persone, non è sbagliato di per sè. Consideriamo il discorso di Kitty.. è assurdo se ci pensiamo.. che tante persone non siano intervenute ed anche piuttosto deludente se pensiamo al “genere umano” in toto.. diciamo così.
      Per tornare alla tua domanda, se tu senti (in certe situazioni) di poter o dover intervenire, fallo pure 🙂 Buona serata 🙂

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      1. Giusy Autore articolo

        comprendo il tuo disagio e sconforto. Purtroppo il concetto di “giusto” non è il medesimo per tutti e anche qui.. è strano.. dovrebbe essere semplice e facile capire dove “sta la cosa giusta” e invece.. dal punto di vista psichico strutture e sovrastrutture, percorsi di vita, dinamiche inter e intrapsichiche intervengono largamente sull’espressione del comportamento umano.

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      2. Giusy Autore articolo

        Posso comprendere; credo tuttavia che il discorso sia molto molto complesso e di difficile disquisizione telematicamente perchè facilmente fraintendibile.
        In linea generale se si giudica crudele qualcuno, difficilmente lo si aiuterebbe in caso di sua difficoltà. In caso di forte crudeltà (studi alle mani) è difficile entrare in sintonia/empatia col prossimo in questione. Nel caso in cui qualcuno ci ha fatto un torto, se sentiamo ugualmente l’esigenza di aiutarlo in caso di sua difficoltà, probabilmente non sentiamo realmente quel torto come profondamente avvilente. Non sto assolutamente giudicando quanto tu hai fatto o detto, spero si comprenda ciò, mi limito a fornire una spiegazione del meccanismo psicologico sotteso che, presi dalla “pancia” molti non considerano, fermandosi a banali spiegazioni del “è sempre giusto fare del bene per gli altri”. La psicodinamica purtroppo, dice altro. grazie comunque per i tuoi preziosi feedback 🙂

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      3. Giusy Autore articolo

        🙂 se hai ritenuto giusto, in quel momento, aiutare quella persona nessuno può dirti “hai fatto bene/male o è giusto/ sbagliato”. Siamo troppo portati nella nostra società a voler etichettare i comportamenti e soprattutto sensazioni ed emozioni. Sentimenti, emozioni, sensazioni non possono essere etichettate pertanto se per te (e solo per te, perchè tu conti nel momento in cui attui una scelta per te stesso), quello era il comportamento giusto, allora hai fatto bene. Poco importa di cosa farebbero gli altri 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      Hello! thank you very much for translating the post and for finding it interesting. I’m perfectly agree with you; what happened to poor Kitty is really disappointing when we think of humanity and it is absurd to think that such things happen every day. Thanks again for your valuable feedback 🙂

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      1. Giusy Autore articolo

        if you like, I could dedicate something that is purely designed for the “female” world maybe. I just have some concerns about the use of the language 🙂
        ps- I really love the world of makeup and fashion .. what do you think about a psychology and makeup article?

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  1. anthony7119

    Combien de fois j’ai vu des gens dans le métro enjamber un corps inerte sans même donner l’alerte…
    Aujourd’hui, un feu de bengal explose et nous avons une ruée vers la sortie de secoure, quitte à piétiner des enfants pour s’en sortir !
    Peur ou indifférence, très bonne question Giusy !?!

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    1. Giusy Autore articolo

      Salut Tony, je suis d’accord avec toi. Je trouve décourageant et décevant ce qui se passe à propos de l’indifférence que l’être humain chasse dans la dernière période; mais … je ne perds pas espoir que les choses peuvent changer 🙂

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  2. maxilpoeta

    a questa inconfutabile verità al giorno d’oggi si aggiunge la platea dei social, non è il primo caso di estrema gravità di cui si legge sulle cronache filmato da chi era lì, senza che nessuno chiedesse aiuto. Un tempo c’era solo il fattore che hai spiegato tu, ora si è aggiunto questa nuova crudele verità, in tanto vedono, nessuno agisce. Per fortuna non sempre le cose vanno in questo modo, ma c’è una generale scarsità di empatia verso il prossimo, lo si vede ovunque, a partire dai condomini. Spesso si sentono urla, sfasciano tutto, ma nessuno dice nulla, poi magari ad un’assemblea dopo un anno, fanno presente che l’inquilino tale dei tali fa casino la notte. Non saprei per quale motivo capiti tutto questo, a livello generale si può ipotizzare per paura, ma ci potrebbe essere anche l’assuefazione alle tragedie, della serie la gente ne sente così tante che non se ne cura più. Un po’ come capita appunto nei condomini, dove ognuno alla fine si fa gli affari suoi, con tutte le conseguenze del caso…

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    1. Giusy Autore articolo

      già Max, hai centrato un punto piuttosto angosciante, ovvero il fatto che l’indifferenza dilaghi ormai anche nei contesti di vita più semplici.. banali liti a cui nessuno “fa caso” che poi procedono nell’escalation della violenza generando veri crimini.. Basterebbe così poco, invece. Spesso molti si girano dall’altra parte per paura, timore.. non ci si assume più la responsabilità .. ed ecco che la povera Kitty è ancora profondamente attuale.
      Grazie per l’opinione. ti abbraccio.

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