Il verde e la natura migliorano le capacità cognitive dei bambini?

I lunghi periodi di clausura forzata che hanno caratterizzato il 2020 e che caratterizzeranno probabilmente ( spero meno possibile) anche il 2021, mi hanno portato ad una profonda riflessione sulla conseguenza delle privazioni di alcune attività quotidiane che apparentemente, per molti, avevano un aspetto secondario se non addirittura terziario nelle nostre vite. Qualcosa a cui potevamo rinunciare, subito e a cuor leggero.

Tra le varie esperienze di privazione, che determinano inesorabilmente piccoli esordi di disagio psicologico, ce n’è una che più di tutte mi è balzata agli occhi e riguarda la mia esperienza clinica con i bambini e i genitori. Qual è ? Molto semplice.. la possibilità per i bambini di frequentare e giocare nei parchi, nei giardini pubblici e privati, le zone verdi delle città, anche i campetti di calcio. Le attività in questi contesti naturali hanno un grosso impatto positivo, psicologico, emotivo e cognitivo sui bambini di tutte le età.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA – immagine personale – Monaco di Baviera

Ecco un piccolo esempio, molto esplicativo; Un ragazzino preadolescente che seguo da qualche mese, durante il periodo del lockdown, della prima ondata pandemica (marzo-aprile scorso), ha vissuto l’immobilità forzata in un primo momento abbastanza positivamente (poteva svegliarsi tardi e non andare a scuola). Dopo però un primo periodo di apparente vacanza (un paio di settimane, forse tre) l’impatto emotivo è stato decisamente di senso opposto. Il ragazzo era diventato triste, non dormiva, aveva aumentato le ore passate sulle applicazioni tecnologiche (nonostante fosse iniziata la didattica a distanza), mangiava tanto, era nervoso e arrabbiato. Insomma non se la passava affatto bene e nemmeno i genitori. Quando, verso giugno, il ragazzino ha potuto rifrequentare (seppure solo per un paio di mesi) il parchetto vicino casa, con il campo di calcetto e i giochi, la bicicletta il monopattino..il suo umore è totalmente cambiato, la sua ansia e la sua rabbia era sparita, riusciva a seguire le ultime settimane di didattica a distanza con più facilità, migliorando sin da subito il suo rendimento e le sue ore di studio.

Cosa era successo?

Ci sono delle ricerche che dimostrano che la presenza e la frequentazione degli spazi verdi per i bambini svolge un ruolo molto importante per il consolidamento delle capacità cognitive dei bambini e anche per la stabilità dell’umore. La presenza degli spazi verdi, almeno prima della pandemia, era una discriminante importante per valutare la qualità della vita di una città. Una ricerca spagnola di circa cinque anni fa, pubblicata su “Proceedings of the National Academy of Sciences”, sottolinea l’importanza, per lo sviluppo cognitivo, dell’esposizione agli spazi verdi nei bambini in età scolare.

Lo studio in questione è stato fatto su circa 2500 studenti tra i 7 e i 10 anni di Barcellona. i bambini sono stati monitorati per un anno. Durante e dopo questo periodo sono state misurate le capacità cognitive dei bambini (memoria di lavoro, attenzione), mettendole in relazione all’esposizione e alla vicinanza delle aree verdi, che i bambini potevano frequentare, nei dintorni della scuola, di casa e del percorso a piedi che dovevano fare. Il risultato della ricerca chiarisce che la presenza dei parchi e dei giardini poteva essere associata ad un miglioramento delle capacità cognitive, nel corso dei 12 mesi di monitoraggio.

Immagine personale – Ischia . Giardini la Mortella

Insomma è molto chiaro che la presenza del verde e la possibilità di frequentarlo aumentano inevitabilmente l’attività motoria dei bambini, che inoltre possono beneficiare del contatto con la natura, con il sole, con minore quantità di inquinamento atmosferico e acustico.

Riguardo alla riflessione che facevo all’inizio dell’articolo, posso dire che fortunatamente i bambini hanno una grande plasticità e possono recuperare abbastanza in fretta il loro equilibrio psico-cognitivo e anche quel il loro diritto a vivere gli spazi aperti e la natura. I genitori non devono spaventarsi e superare le ansie e le paure accumulate in questi mesi difficili, facendo subito riprendere queste attività ludiche all’aperto ai bambini (ovviamente quando sarà possibile farlo in sicurezza e magari chiedendo, quando necessario, un aiuto e un supporto psicologico).

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

18 pensieri su “Il verde e la natura migliorano le capacità cognitive dei bambini?

  1. maxilpoeta

    aggiungerei che queste qualità terapeutiche non riguardano solo i bambini, ma anche gli adulti, ho letto molti articoli riguardo l’importanza di passare anche solo 30 minuti al giorno in un’area verde. Addirittura si dice che chi vive in prossimità di una zona verde stia meglio di chi ad esempio vive in un centro cittadino, lontano da zone verdi, questo indipendentemente da ciò che fa nella vita di tutti i giorni. Io quando posso cerco sempre di fare grandi passeggiate, come si vede anche dalle mie narrazioni. In effetti lo scorso anno e i giorni che sono costretto a stare a casa, sto più male, nonostante non faccia o non abbia problemi particolari. Pensa quest’inverno ho fatto tutti gli esami possibili, devo farne ancora alcuni, per capire se avevo problemi. Tutti i valori erano perfetti, il mio medico ha detto che ho valori invidiabili tanto sono perfetti, e ha aggiunto che il mio “sentirmi non al meglio” poteva dipendere da uno stato ansioso, forse generato proprio dallo stare in casa…

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    1. Gennaro Autore articolo

      Sì Max, ci sono alcuni studi pure di architettura urbana, uniti alle conoscenze di sociologia, ecologia e psicologia che stanno indirizzando la progettazione delle nuove aree urbane proprio valorizzando il concetto del verde. Comunque i benefici che possono portare gli spazi verdi e i parchi sono davvero eccezionali. Anche per gli adulti, giovani e meno giovani. Insomma avere la possibilità di passeggiare e passare del tempo nella natura è vitale e fa benissimo a tutti.

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Speranza. Non posso che essere d’accordo con te, verissimo. Pensa che in alcuni percorsi psicoterapeutici con gli adulti, ho consigliato spesso di affiancare, alla classica psicoterapia, un attività motoria all’aria aperta e nei parchi. I risultati sono stati ottimi e ne ha giovato anche la psicoterapia individuale. Il mare poi è un elemento che addirittura può dare qualcosa in più, per l’aria che si respira quando passeggi sulla spiaggia, per gli odori e per i suoni, un vero toccasana. Io personalmente quando ne ho l’occasione, lo raggiungo e ne resto sempre estasiato e rilassato (fortunatamente sono di Napoli e non abito molto lontano). Grazie mille per il tuo feedback e benvenuta sul nostro blog, spero ti piaccia. A presto!

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      1. Gennaro Autore articolo

        Ciao Speranza, buongiorno. Grazie! Gentilissima. Credo tu abbia probabilmente ricominciato a lavorare in presenza.. in bocca al lupo e davvero buon lavoro. I bambini hanno bisogno di rivivere le relazioni e la scuola e voi insegnanti avete un gran lavoro da fare. Buona giornata. A presto!

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      2. Gennaro Autore articolo

        Si infatti, sono d’accordo, molto meglio della didattica a distanza. Ho qualche bambino e ragazzino in terapia e ti posso dire che l’esperienza della Dad a lungo termine è un disastro. I bambini si annoiano, hanno difficoltà a seguire e a livello emotivo insorgono sentimenti di rabbia e tristezza. Per i ragazzi invece subentra anche la dispersione scolastica. Fanno molte assenze, non seguono, non sono motivati allo studio e al confronto. Insomma è molto complesso.

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