Autolesionismo (Self injury) – Il dolore celato.

Questa sera ripropongo un articolo di qualche tempo fa sull’autolesionismo. Un problema abbastanza diffuso tra i giovani e i meno giovani, che ha un peso specifico non indifferente nelle vite delle persone che ne soffrono. L’espressione fisica di un dolore per lo più celato, non condivisibile.. ma spesso l’impossibilità del non detto e dell’espressione emotiva, diventa emulazione pericolosa. Insomma un problema molto complesso e dalle tante sfaccettature. Buona lettura!

ilpensierononlineare

L’autolesionismo (in adolescenza) si potrebbe definire come una forma di aggressività auto diretta atta a “scaricare e svuotare” una sensazione di “pieno” malessere interiore che può essere legato a situazioni personali o interpersonali.

È
un fenomeno comportamentale già ampiamente trattato e discusso in letteratura.
Ha radici ampie e molto profonde nelle persone, nella società, nelle diverse
culture e religioni.

Negli ultimi anni questo comportamento pare abbia assunto connotazioni differenti. Difatti la diffusione delle immagini e dei video degli “atti” di self injury, attraverso la rete e i social, funge da rapido “veicolo contenitore” e da amplificatore, per le nuove generazioni di adolescenti. Questi “luoghi del virtuale” raccolgono l’espressione di una collettività che vuole restare invisibile, ma che cerca la visibilità e che si serve del mezzo virtuale per trovare altri simili e limitare così la solitudine che…

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10 pensieri su “Autolesionismo (Self injury) – Il dolore celato.

  1. maxilpoeta

    sempre interessante leggere le molteplici parti della personalità, spesso individui apparentemente normali arrivano a compiere azioni, in questo caso anche verso se stessi, che nessuno penserebbe mai. Per fortuna le percentuali di chi arriva a ciò non sono altissime, ma è pur sempre un problema di cui parlare e su cui riflettere…

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Max. Le percentuali non sono altissime, ma forse sono un po’ falsate, perchè tanti ragazzi lo nascondono e purtroppo anche tante famiglie, pur sapendo, hanno vergogna o paura a farsi aiutare. Per esempio è capitato che un paio di famiglie si sono rivolte a me (allo studio e all’ambulatorio dell’associazione con cui collaboro) solo dopo aver avuto un grosso spavento con i rispettivi figli. Rimandavano da mesi, sottovalutando il problema.

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  2. minghina55

    Ma un dolore celato da sempre, parlo di persona adulta che non è mai ricorsa a forme di autolesionismo, un dolore che ti accompagna per tutta la vita, che non sei mai riuscita a esternarlo, un dolore esistenziale risultato di tanti brutti ricordi o scelte sbagliate; mi chiedo se non è anche questa una forma, magari diversa, di autolesionismo? e se sì, si è sempre in tempo per intervenire?

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    1. Gennaro Autore articolo

      Beh in effetti anche il fatto di tormentarsi con pensieri legati a dolori di esperienze passate, può a lungo andare diventare autolesionistico, Se non si prova mai ad intervenire per sciogliere quei nodi dolorosi, quegli stessi nodi diventeranno sempre più stretti e faranno ancora più male. Cmq c’è sempre tempo.

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