Relazioni.

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Quando conosciamo una persona che per un qualsivoglia motivo avvertiamo come noi affine, desideriamo che diventi importante per e nella nostra vita. Si tratta di entrare in-relazione; una relazione in cui si è accettati e conosciuti per quel che si è; una relazione in cui calano i costumi d’uso abituale richiesti dalla quotidianità e senti “casa”, calore, comprensione.

Una relazione profonda è anche quella (come sostengono Holmes e Rempel, 1989) in cui la fiducia rimuove l’ansia e ci si sente liberi di aprirsi senza paura di perdere l’affetto dell’altro.

Dal punto di vista scientifico, la psicologia sociale ha studiato i processi attraverso cui si giunge alla costruzione di una relazione significativa.

Inizialmente le argomentazioni saranno più semplici e meno profonde, per crescere gradatamente e contemporaneamente al senso di fiducia sperimentato da entrambe le parti (teoria della penetrazione sociale: lo sviluppo delle relazioni attraversa alcune fasi che fanno approfondire sempre più la relazione).

Gli esperti hanno studiato cause ed effetti della self-disclosure (svelamento di sè). Quand’è ad esempio che siamo più propensi a rivelare informazioni circa ciò che ci piace di più, ciò che non ci piace oppure ciò di cui abbiamo vergogna?

Riveliamo di più a chi si è aperto con noi. Questa reciprocità è importante soprattutto all’inizio della conoscenza; conoscenza che così facendo diventerà più initima.

E’ una sorta di gioco in cui ad un segreto, rispondo con un altro.. Se tu mi dici una cosa molto intima, io te ne dirò una mia perchè mi sento sicuro, compreso e contenuto. Quando la relazione diventa più profonda, la reciprocità sarà meno evidente lasciando il posto alla responsività.

Le persona infatti desiderano maggiormente essere amate e apprezzate piuttosto che ricevere in cambio, lo stesso tipo di confidenza.

Quando parliamo con un partner o amico procediamo un pò come una danza; punta, piede a martello, gamba tesa, movimento del corpo, passo passo un pò alla volta ci avviciniamo al “corpo” dell’altro fino a fondere i due “movimenti”.

Secondo alcuni studi condotti, i matrimoni più felici sono quelli in cui i coniugi utilizzano un linguaggio speciale; un linguaggio condiviso e comprensibili solo ai due coniugi. Più questo linguaggio è usato, più sono felici (Bell, Buerkel- Rothfuss e Gore, 1987).

Si tratta di due sè che si connettono; che si aprono. Due sè fusi e mai confusi, simili e diversamente uguali. Clinker.. due sostanze che si amalgamano senza fondere, diretti a diventare cemento.

Fidarsi e affidarsi correndo anche il rischio di inseguire un’ immagine nell’acqua che forse alla fine, era solo il nostro riflesso.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

26 pensieri su “Relazioni.

  1. anthony7119

    Très intéressant cette réflexion Giusy.
    Nous avons tous des secrets que nous gardons cachés aux yeux du monde. Des amitiés que l’on prétend ; des relations que l’on cache ; mais les plus dangereux secrets qu’une personne puisse déterrer sont ceux qu’on garde en nous.
    Revenge – Emily Thorne
    Des bisous Giusy, je te souhaite un agréable weekend.
    Tony, un vieil ami de France ahahahahaha…

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  2. Ettore Massarese ( fu Franz)

    e termini con la quota di Narciso in amore… sai cosa penso? Che bisognerebbe riconvertire il mito in quello che io chiamo “il narciso orizzontale”, ossia far degli occhi dell’altro specchio della propria bellezza, in somma rifrangersi bellezza in parità di sguardi e perdersi, come nel mito, ma per rinascere, insieme, ancora più belli 🙂 “Ed elli a me degli occhi suoi fe’ spegli” Tasso G.L. Canto XIV

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    1. Giusy Autore articolo

      lo sguardo dell’altro sarà sempre il mio sguardo ed il mio, sarà il tuo.. nasciamo dalla specularità e nella specularità troviamo materia essendo gettati di solo calco, sulla terra.
      Non a caso “come sono per te? come mi vedi? sei attratto?” nell’assenza generata dal come (assenza in quanto vi è la possibilità che la specularità si perda nelle sue micro sfaccettature), nasce la comune essenza

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  3. maxilpoeta

    la bellezza ma anche il gioco delle relazioni. Io pensando al mio passato, devo dire che facevo un po’ eccezione, in quanto raccontavo tutto di me, e sovente non sapevo nulla dell’altra persona. Questo capitava per la mia voglia irrefrenabile in gioventù di stringere relazioni, così mi capitava di raccontare tutta la mia vita alla prima persona che incontravo per strada, della quale alla fine del mio monologo spesso non ricordavo neppure il suo nome. Io però ero un caso particolare, penso che le vere relazioni siano sempre andate come descritto nell’articolo… 😉

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  4. O Miau do Leão

    Very interesting text. Some couples seem to get along better when they are apart. I wonder why? When talking about couples relationships there is so much to talk about. It is an endless number of themes, some taboos too. If the couple’s sexuality gets into even more themes. Talking about sexuality is still a big taboo. I read about some distant and near situations, and I think how does that happen? Is it a process that psychology will respond to, or is it a biochemical process in the brain?

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    1. Giusy Autore articolo

      sexuality is actually still a big problem, true. many couples stop being together because of a lack of communication from that point of view; there is a lot of research on this which also seeks to understand how to increase communication between couples.

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