Lasciami Distruggere.

Photo by Clive Kim on Pexels.com

“B., è una bambina portata a colloquio dalla mamma. La preoccupazione della signora è legata al fatto che B., appare una bambina sempre agitata (le insegnanti a scuola hanno iniziato a sostenere che B. possa soffrire di un qualche deficit di attenzione iperattività) motivo della visita in ASL.

B., è una bellissima bimba bionda; sguardo tenero e innocente cela dietro gli occhi dalle sfumature del colore delle castagne, piccole fiammelle che quando si accendono, diventano veri e propri incendi pronti ad ardere l’ambiente circostante.

B., sa bene di essere “vivace”, ma sembra dire “che colpa ne ho, io.. se mi piace distruggere le cose!”.

Seduti per terra, cominciamo a giocare. B., si racconta e mi racconta nel mentre abbozza mondi paralleli e relazioni tra i personaggi più disparati.

La bambina ha voglia di dirsi, presenta una foga incredibile mentre passa da un animaletto ad un altro.. Prende e lancia via “questo è macchietto; questa è semminuccia…” e.. Bbù! tutto per terra.

B., costruisce il proprio mondo immaginario e con leggiadria lo butta a terra; costruisce e distrugge di continuo.. Sembra non aver cura di niente in quel piccolo mondo incantato.. Prende e morde un soldatino.. poi un altro.. avidamente usa e getta via ogni personaggio, senza legarsi realmente e nessuno di essi (come avremo modo di notare anche nei seguenti incontri).

Nel pensiero di Melanie Klein l’aggressività non è concepita come reazione alla frustrazione; l’autrice sostiene invece che la pulsione aggressiva sia innata, primaria e originata dall’istinto di morte con cui si deve sempre fare i conti. Secondo la Klein gli impulsi distruttivi del bambino hanno un ruolo nella comparsa del Super- Io e dell’Io, che deve contenere e proiettare verso l’esterno una originaria autodistruttività. Le precoci esperienze di frustrazione possono inoltre associarsi ad un aumento delle pulsioni sadiche (nella teoria kleiniana si fa riferimento a precocissime fantasie arcaiche di sadismo orale, uretrale o anale, di distruzione e annientamento da cui il bambino deve anche proteggersi).

Il breve accenno vuole mostrare come l’aggressività sia costituzionale per l’essere umano; nasciamo aggressivi, proiettiamo o introiettiamo quest’ultima, distruggiamo un oggetto e lo ripariamo..

Nel 1929 la Klein utilizza il termine riparazione per indicare i tentativi che l’individuo fa di rimediare al danno arrecato(in fantasia o realtà) all’oggetto d’amore. Si tratta di un processo che fa parte del mondo interno del soggetto ed è in genere rivolto al mondo esterno (dove abbiamo il rappresentante dell’oggetto interno). Si tratta di un’azione (reale o in fantasia) che tende a produrre cambiamenti sia nel soggetto che nell’oggetto.

E’ una modalità di funzionamento psichico di tipo evolutivo che permane tutta la vita e che comporta un lavoro di ricostruzione del mondo interno e del mondo esterno, passando attraverso conflitti, sentimenti di ambivalenza ed elaborazione.

B., mi ha permesso di fare una riflessione.

Sento spesso dire dell’importanza di distruggere e ricominciare. Distruggere sempre e a tutti i costi, sostenendo di dover – in un certo senso- rinascere dalle proprie ceneri, ha un legame con delle fantasie onnipotenti di tipo narcisistico che celano, probabilmente, atteggiamenti regressivi ancora in essere.

B., costruisce e demolisce, di continuo, senza mostrare minimamente interesse per tutti coloro che popolano il suo mondo.

B., ci ricorda – forse- una cosa..

Ci vuole più coraggio a prendere i pezzi del proprio mondo e a capire quale nuova forma dare loro, piuttosto che prendere e buttarli via tutti, al vento.

La celebrazione della distruttività lascia, talvolta, il tempo che trova.

Riconoscere che i “pezzi” a disposizione non sono più giusti per noi, che arrecano dispiacere, non sono più piacevoli e dare loro una nuova collocazione (che può essere anche una non collocazione) è un processo più lento, doloroso ma vitale, per l’essere umano.

Mi fermo; prendo tempo per respirare e per capire.

Quale forma posso dare – ora- a te, nel mio (nuovo) mondo in cui non ho solamente distrutto e spolverato le macerie, ma le ho usate come brace per dar vita ad un nuovo fuoco.

Più caldo.

Più rosso.

Più vivo.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

6 pensieri su “Lasciami Distruggere.

  1. maxilpoeta

    sono davvero molteplici le espressioni della nostra mente e si manifestano nei modi più bizzarri. Leggendo questo articolo mi è venuto in mente un bambino che ho visto in passeggiata due giorni fa, aveva una di quelle biciclette per i più piccoli, faceva un breve tratto di strada e la lanciava con scazzo estremo verso un muro o per terra. Io pensavo, a sera non ci arriva quella bicicletta, , mi ero fatto anche due risate vedendo la scena, ora questo articolo potrebbe averne svelato le cause. 😉

    Piace a 1 persona

    Rispondi
    1. Giusy Autore articolo

      ahahaha povera bici e povera mamma 😀
      sì, il tema della distruttività è molto complesso perchè radicato e legato alla nascita/crescita dell’essere umano e a tutto il suo sviluppo psichico. Bello però l’esempio del bambino; mi sei sul pezzo.. Max! 😀 :-p

      Piace a 1 persona

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...