Psico-cinema: “I nostri ragazzi”.

Fonte Immagine Google.

Nel 2014, liberamente ispirato al romanzo “La cena”, di Herman Koch, uscì al cinema “I nostri ragazzi”.

Ho sempre trovato questo film affascinante (seppur inquietante, per certi versi), specie per alcuni passaggi molto vicini alla mia professione.

Massimo e Paolo sono due fratelli che da anni, si costringono – insieme alle mogli, Sofia e Clara- a vedersi per una cena. Massimo (Alessandro Gassman) è un avvocato di successo mentre Paolo (Luigi Lo Cascio) è un chirurgo di un ospedale pubblico. I due fratelli vivono una (non) troppo celata rivalità per questioni legate a principi e orientamenti culturali.

Contrariamente ai due fratelli appena citati, i loro figli e cugini (Benedetta e Michele), due adolescenti, si frequentano senza problemi.

I due ragazzi, reduci da una festa in cui hanno consumato di tutto (sicuramente molto alcool), incontrano sulla loro strada una barbona addormentata che, pestano a morte con una ferocia senza senso. Noncuranti delle telecamere che hanno ripreso la scena, tornano a casa.. senza alcun pensiero.

La telecamera ha ripreso i giovani che però sono piuttosto nascosti; il filmato viene mandato in diretta in televisione, nella speranza di trovare i colpevoli.

La reazione dei genitori va dall’incredulità, all’angoscia fino ad arrivare alla terribile certezza che i figli siano stati capaci di mettere in atto in tale crimine. Da qui il terribile dilemma: affrontare o meno i ragazzi o continuare a proteggerli come da sempre fatto?

I due nuclei familiari non sono poi così dissimili dalle tante famiglie che quotidianamente vediamo. Famiglie distratte, impegnate; famiglie passeggere, famiglie sbrigative, famiglie annoiate.

L’autorità si ferma ad un semplice “quando torni a casa?”; si mangia separati.. alcuni lavorano invece di godersi la cena, altri guardano distrattamente la tv.

Perché alcuni giovani, cresciuti magari anche nell’agio più totale diventano criminali ?

Il comportamento delle mogli: Clara in nome dell’amore materno tenta di negare e nascondere la verità anche al marito mentre Sofia è pronta alla falsa testimonianza pur di mettere fine alla vicenda. I due fratelli convinti invece di avere basi solide prendono lentamente coscienza di vivere più che in una casa, su una palafitta pronta ad essere erosa dalla marea.

Il punto più inquietante resta però la reazione dei giovani.

I due ragazzi non sono mai sfiorati dal senso di colpa, dalla paura o dalla vergogna. Insistono invece a dire che la colpa non sia loro ed è soprattutto Benedetta (che forse del nome poco porta nello spirito) sfoderando il solito sorrisino nei confronti del padre, a dirsi innocente; a rendersi ancora una volta civettuola per ottenere la solita accondiscendenza da un padre mai veramente pater familias (diventa infatti un padre senza memoria, senza storia; un padre incapace di custodire il fuoco domestico arso dai suoi stessi membri).

Il loop della scusa della mancanza genitoriale, della frattura generazionale; il crollo dei garanti metapsichici e metasociali o la mancanza di umanità.. tutto lascia spazio ad un solo dubbio:

“io come genitore, cosa avrei fatto?”

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

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10 pensieri su “Psico-cinema: “I nostri ragazzi”.

  1. Una mirada...

    Hace unos años, unos muchachos asesinaron a cuchilladas a un señor que esperaba el autobús. Jugaban al rol, dijeron… Tenían un tablero con fichas y el juego consistía en “matar gente” para obtener puntos. La realidad siempre sobrepasa la ficción.

    Salud.

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    1. Giusy Autore articolo

      como psicólogo lamentablemente ya nada me molesta; como persona me quedo sin palabras!un episodio difícil de imaginar. Gracias por tu comentario.
      Buona serata.

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  2. maxilpoeta

    non ho visto questo film, ma leggendo l’articolo ho avuto chiara la sensazioni trasmessa da questa vicenda. Sicuramente il distacco famigliare contribuisce alla rovina delle nuove generazioni che talvolta crescono senza punti di riferimento, con tutte le conseguenze del caso e i possibili sviluppi umani. Situazione inquietante, quanto purtroppo vera, nella sua angosciante verità…

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    1. Giusy Autore articolo

      È un film interessante; sono una grande appassionata di cinema 😊 e credo ne porterò di diversi qui, ci saranno molti film spagnoli.. è stato un modo carino per parlare ancora di dinamiche familiari. Grazie per aver letto anche questo. Buona serata 😘

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      1. maxilpoeta

        io al cinema andavo moltissimo anni fa, ora guardo più che altro attraverso la tv, è anni che non vado al cinema, ho perso un po’ il giro di andarci, ma fino a 10 anni fa, il cinema del sabato era un appuntamento irrinunciabile… 😉

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  3. minghina55

    Che dire siamo passati da epoche in cui il padre era veramente padrone della vita di tutti i familiari ai giorni nostri in cui non si riconosce la minima autorità ai genitori, peccato non sapere o volere approfittare dell’apertura che oggi si cerca di avere verso i figli. E’ vero che oggi si corre sempre, nemmeno a tavola ci si parla, dovremmo sforzarci di trovare almeno un momento comune a tutti i componenti della famiglia altrimenti possono capitare episodi come quelle del post i cui genitori secondo me si comportano in quel modo per non ammettere che proprio loro in primis hanno fallito. Io da genitore non avrei coperto la disonestà dei figli, in quel caso una sana punizione va data.

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    1. Giusy Autore articolo

      Direi di sì..ammettere di aver fallito non è mai facile e spesso pur di non farlo, si coprono errori nella speranza di andare avanti.. il problema è che dal punto di vista psichico.. nulla viene perso per sempre ma si ripropone/ripresenta quando meno te lo aspetti.. ecco il motivo di molte azioni improvvise che magari non sappiamo spiegarci, dei nostri giovani. Buona giornata 🤗

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  4. mauridibe

    Una sana punizione! Tante volte mi sono chiesto cosa avrei fatto al posto di altri genitori. Quelli che denunciano i figli spacciatori o assidui fruitori di droghe, quelli che cedono ai grandi impulsi della violenza, quelli che bullizzano i compagni, quelli che truffano pur di avere le tasche piene di soldi. Ci sono tutte le età interessate e c’è tutta l’incertezza genitoriale divisa tra i conflitti di coppia, lo stress lavorativo e il confronto con figli capaci di giudicare.

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    1. Giusy Autore articolo

      L’incertezza genitoriale (es conflitti di coppia), come giustamente evidenziavi tu, sono un po’ il fulcro di tante dinamiche distorte.. i bambini e ragazzi, prossimi adulti, non si educano da soli.. c’è poco da fare e l’esempio, la presenza (o assenza) genitoriale conta. Spesso molte delle azioni più innocue vengono metabolizzate (o meno) da un apparato psichico “giovane ” come quello dei ragazzi, in maniera distorta proprio perché è già fuorviante il messaggio/esempio dato dai genitori. L’argomento non è semplice e la constatazione è meno scontata di quanto sembri. Grazie mille per il tuo feedback. Buona giornata 😊

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