Sai resistere alle tentazioni?

Nel 1970 Walter Mischel condusse presso l’Università di Stanford un esperimento noto come “esperimento sul controllo della gratificazione ritardata”.

L’esperimento consiste nel provare a tentare un bambino, mettendogli a disposizione un dolcetto; lo scopo è fare in modo che il bambino aspetti circa 15 minuti per ottenere anche un altro dolce, invece di mangiarne subito uno.

Vediamo l’esperimento più nel dettaglio.

Lo scopo dell’esperimento era capire quando si sviluppi, nei bambini, la capacità di saper aspettare per ottenere ciò che si desidera (controllo della gratificazione ritardata) andando a vedere come nel corso del tempo (tramite studi di follow-up) quei bambini siano diventati da adulti.

La domanda – in sostanza- diventa: “i bambini maggiormente capaci di controllare un impulso, sono poi diventati adulti più responsabili?”.

L’esperimento condotto in origine, nel 1970, prevedeva il seguente scenario: ad un gruppo di bambini tra i 3 e i 5 anni (32 distribuiti equamente per sesso), veniva concessa la possibilità di scegliere un dolcetto tra 3 (pretzel, marshmallow o biscotto oreo). Negli anni successivi l’esperimento è stato più volte riprodotto, fino a giungere al 1972 all’esperimento indicato come “esperimento del marshmallow”.

I bambini vengono lasciati da soli davanti ad un tavolo con un piatto contenente un marshmallow ; se il bambino riesce a resistere alla tentazione di mangiare il dolcetto, potrà dopo circa 15 minuti riceverne un altro.

Alcuni bambini presi dalla tentazione cominciano a bendarsi gli occhi, altri odorano il dolcetto; altri ancora lo accarezzano.. alcuni non resistono e lo mangiano subito. Di circa 600 bambini che alla fine parteciparono all’esperimento, un terzo riuscì a rimandare la gratificazione

Gli studi di follow up condotti circa 10 anni dopo, mostrarono che i bambini capaci di aspettare erano diventati adolescenti più maturi e competenti, inoltre nei punteggi di ammissione al college, quelli che avevano meglio padroneggiato l’attesa aspettando una ricompensa maggiore, avevano punteggi molto più elevati ai test di ammissione o agli esami.

E noi? Quanto siamo disposti ad aspettare?

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

29 pensieri su “Sai resistere alle tentazioni?

  1. Giuseppe Grifeo

    Ho un problema: basta mettermi davanti qualcosa che sia al cioccolato fondente e la mia soglia di resistenza si abbassa velocemente 😀
    Sotto altri aspetti invece non riesco a non fare il “crocerossino” nei rapporti, ma questa è un’altra storia con altre conseguenze

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    1. Giusy Autore articolo

      Sarai l’eccezione statistica 😀
      a parte gli scherzi.. lo studio è stato ripetuto migliaia di volte dal 1970 e i risultati sono sempre gli stessi. Noi nel dubbio.. almeno sorridiamo vedendo le reazioni dei bambini 🙂
      Buona serata.

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  2. maxilpoeta

    non ricordo di aver fatto un’esperimento simile da piccolo, chissà forse l’avrei mangiati subito, non ho idea. Di sicuro l’attesa ho saputo farla in amore, ho atteso così tanto che sono invecchiato, solo che dopo non c’erano due tipe ad aspettarmi, ma un tipo che mi diceva se la guardi ancora un po’ ti spacco la faccia 🤣🤣🤣 no così giusto per dirti come finiva di solito. Ora ti faccio ridere ancora un po’, una volta in discoteca becco una tipa mega, faccio il figo, la tacchino, lei ride e mi dice “Mi sa che non ti conviene” io la guardo e le dico ” Questa è bella, e perché non mi conviene?” Alle mia spalle arriva un energumeno di 2 metri e rotti, era il buttafuori della discoteca, il suo tipo. Per fortuna riesco a farlo ridere “ma lo sai che questa discoteca è proprio fica, si fanno certi incontri! Vorrei farne un altro a terra se possibile” prevedendo un gancio alla bud spencer. Invece dopo una risata da parte sua ero già pronto a tacchinare altre tipe….🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      Dal punto di vista etico sono tante le variabili da considerare. attualmente alcuni esperimenti non sono più permessi dalla comunità scientifica. la psy deve molto alla psicologia sperimentale dei primi anni (parlo proprio degli esperimenti dell’inizio del 900) dove l’etica “non esisteva ” .. abbiamo saputo davvero tante cose difficilmente inferibili altro modo. La psicologia dello sviluppo ha una vasta storia di esperimenti magnifici e spesso invidio i miei colleghi che possono fare questo tipo di lavoro con i bambini (specie neonati)😁 la bellezza della varietà delle opinioni. buona giornata e grazie mille per il commento.

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      1. Giusy Autore articolo

        hai sollevato una bella questione che va anche oltre lo studio/tema specifico, ed è molto interessante. Nell’ambito degli studi condotti non si mette mai in pericolo (sia dal punto di vista fisico ma soprattutto psichico, il bambino, ragazzo,adulto insomma tutti coloro che prendono parte allo studio). Prima di diventare soggetto sperimentale, inoltre, c’è sempre una parte precedente in cui si vede se sei idoneo a diventare soggetto sperimentale. Nel caso dei bambini si suppone che chi si prenda cura di lui, firmando il consenso informato, sia capace di giudicare/decidere per il bambino stesso (ecco i diritti dei bambini) ora tu mi dirai.. “siamo proprio sicuri che questo sia rispettare i diritti dei bambini?” Non spetta a me dirtelo, al massimo posso darti la mia opinione in merito che tuttavia, sarà solo personale. Nel caso dello studio, comunque, alcuni bambini non sono stati sottoposti alla condizione sperimentale perchè non comprendevano la “situazione data” e in tal caso, avviene tutto con molta “calma e normalità”, nel senso che non hanno il peso di essere stati esclusi in quanto con i bambini (neonati o meno che siano) la situazione sperimentale è vissuta/presentata come un gioco. Ottimo punto, comunque, da considerare. buona domenica 🙂

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  3. minghina55

    Delizioso l’esperimento. Difficile dire se io avessi aspettato il secondo dolcetto, anche perchè sono un pò golosa! fortunatamente nella vita mi sono abbastanza realizzata.

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