Le risposte alle mie domande, sono realmente quelle giuste?

Dubitare.
Buona lettura.

ilpensierononlineare

Spesso ci troviamo di fronte a scelte o interrogativi a cui non siamo sicuri di aver dato una risposta esaustiva o giusta. “Avrò scelto la facoltà universitaria che fa per me?”, “perchè il mio migliore amico non mi chiama stasera, lo avrò forse offeso?”..e così cominciano i dubbi.. e le perplessità.

Salvo specificazioni, fonte immagine “Google”

La psicologia sociale ha deciso di indagare il fenomeno, evidenziando come le persone riescano a rispondere talvolta alle loro domande, talaltra no. Da cosa- pertanto- dipende la possibilità di darsi (o meno) una risposta esaustiva? Richard Nisbett e Stanley Schachter (1960), dimostrarono l’interpretazione erronea che le persone attribuiscono ai propri pensieri, compiendo un esperimento sugli studenti della Columbia University. L’esperimento consisteva nel somministrare delle scosse di corrente elettrica ad intensità crescente.Prima dell’esperimento, gli studenti erano stati informati che assumendo una certa pillola, avrebbero avvertito palpitazioni, irregolarità respiratorie e farfalle nello stomaco: classiche…

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15 pensieri su “Le risposte alle mie domande, sono realmente quelle giuste?

  1. maxilpoeta

    sicuramente bisognerebbe sempre dubitare di tutto ciò che sentiamo o pensiamo di sapere. A mio avviso il dubbio è questione di saggezza, e ci permette di valutare le situazioni da molte prospettive diverse. L’esperimento in questione mi ha fatto venire in mente altre cose legate al mistero che in qualche modo possono rifarsi a questi esempi. Ad esempio il discorso delle sedute spiritiche. Da ragazzo ricordo che avevo un amico che diceva di sentire e vedere certe cose. Noi del gruppo eravamo scettici, così una sera eravamo andati a casa sua, nel mezzo dei boschi in piena notte. Seduti attorno al tavolo secondo il rito, ognuno doveva dire una domanda della quale nessuno conosceva la risposta, tranne chi pronunciava la domanda. La tazza in questione si spostava su delle lettere fino a formare una risposta. Quest’ultima era sempre esatta sotto lo sbigottimento dei presenti, ma il dubbio che inconsciamente colui che sapeva la risposta avesse in qualche modo facilitato lo spostamento rimaneva, sebbene ognuno avesse negato il tutto. L’unico mistero comparve quando si formò una frase di cui nessuno conosceva la risposta, andando ad esaminare carte e documenti scoprimmo che era il nome di una donna scomparsa qualche mese prima, il mistero rimase irrisolto…

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      1. maxilpoeta

        e ce ne sono di cose da scoprire, migliaia e migliaia. Ma il bello è questo, se di una persona conosci già tutto il colloquio diventa sterile, invece con le persone ricche di pensieri, idee, sensazioni, non ci si annoia mai 😉

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