People are Strange.

L’utente è appena andata via, tocca prendere la cartella clinica e scrivere il resoconto; inserire nel registro cartaceo le attività svolte e inserire la cartella nel faldone (mi raccomando mai a invertire i posti.. sono tutti in ordine di serie, anno e mese).

Dopo passa al registro informatico .. password da cambiare ogni mese.. numeri.. caratteri alfanumerici bizzarri..

Nel frattempo respira e assestati di nuovo per il prossimo colloquio ma..

Prima cosa: Cafè bello strong e amaro ergo.. chiama il bar nella speranza che arrivi in breve tempo senza che decida di andare a prendere i chicchi di caffè in Brasile e si presenti il giorno dopo..

Se tutto va bene.. Posso bere il caffè nel mentre col telefono (dal momento in cui alcuni siti sono bloccati.. non sia mai che i dipendenti si distraggano mentre lavorano), metti un pezzone e te lo canti e te lo balli.. Ora.. per fortuna c’è la mascherina che attutisce e la porta chiusa che non fa vedere i tuoi bizzarri balletti e la leggiadria con cui ti muovi per mettere al loro posto tutte le cartelle.. i pastelli.. i disegni dei bambini.. le marionette…

Immagine Personale.

E mentre ti stai dissociando sentendo lì, sulla punta della lingua il sapore fresco della chufa accompagnata dal morbido fartons nella convinzione di essere a Playa el Miracle.. e accenni passi di twerking che manco La Lamborghini.. toc..toc.. A signora che va di fretta ti desta e ti ricorda che sei lì.. in un freddo, piccolo e piuttosto umido ufficio a sentire ste people parlare.

Quello però che non sanno è che dentro di te vive un salutare enclave che procede per pensieri tutti suoi; un enclave dove è sempre estate e dove tu sei distesa su una spiaggia a bere cocktail e a cantare le canzoni più bizzarre. Un enclave dove i pensieri e gli abiti sono leggeri, dove il tempo è fluido e la luce è azzurra azzurra..

“People are strange” tieni proprio ragione mio caro Jim..

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

10 pensieri su “People are Strange.

  1. maxilpoeta

    pur nella stressante routine della nostra vita quotidiana ritrovare un po’ di felicità e un po’ di gioia per noi stessi è un bene. Anche noi sul lavoro ci lasciamo andare sovente a spettacoli quando la capa non vede, oggi ad esempio avevamo “radio one dance” ogni tanto alzavo il volume e inscenavo una serata in disco. Un po’ di buonumore aiuta a trascorrere prima le giornate.
    A proposito di balli, visto che hai accennato, io ricordo i miei trascorsi in discoteca, che tempi!! Quando d’estate andavo al mare a Rimini e alla sera facevo 7 giorni su 7 discoteca all’impossibile, Cocoricò, Cellophane, Casina delle Rose, Imperiale. Ero il primo a scendere in pista, poi quando la calca montava, salivo sul cubo e ci rimanevo il più possibile. Una volta c’era l’animazione che doveva prendere il mio posto, ma ballavo così bene che mi hanno lasciato lì con loro. Che ricordi!! Avevo pure fans, ragazzini che mi gridavano “Dai zio facci sognare!” Ero un idolo per molti, il buonumore non mi è mai mancato nella vita… 😉

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    1. Giusy Autore articolo

      😀 Max cubista!! e versione dance al lavoro.. e bravo!! 😀 come ti capisco.. io quando sento la musica non capisco più niente ahahaha in qualsiasi luogo io sia 😀 😀 😀

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