Mozart.

Il 27 Gennaio 1756 nasceva a Salisburgo Wolfgang Amadeus  Mozart. Nello specifico post non ho intenzione di dilungarmi sulla sua interessantissima biografia, sul suo essere genio sì ma con tanta sregolatezza, oppure di focalizzarmi su tutte le sue presunte psicopatologie..

Nel post voglio accennare ai primi studi condotti sul famoso “effetto Mozart”.

Mozart una sorta di Freddie Mercury della musica classica, capace di aver trovato un modo di fondere le note in modo tale da restituire un linguaggio unico e universale, semplice ma al contempo ricco. Melodie riconoscibili sonore e delicate, particolarmente indicate come supporto in ambito terapeutico.

Il potere della musica di Mozart arrivò all’attenzione degli esperti in seguito ad una innovativa ricerca condotta presso l’università della California all’inizio degli anni 90. Al centro di neurobiologia dell’apprendimento e della memoria un gruppo di studio si mise ad osservare alcuni effetti della musica di Mozart su studenti universitari e bambini. Il dottor Frances H. Rauscher e colleghi condussero uno studio in cui 36 studenti del dipartimento di Psicologia totalizzarono da 8 a 10 punti in più al test del QI spaziale dopo aver ascoltato per 10 minuti la Sonata per due pianoforti in Do maggiore K 448. Nonostante l’effetto sia durato intorno ai 15 minuti, la conclusione fu che il rapporto tra musica e ragionamento spaziale è così forte che ascoltare musica può fare la differenza aumentando le prestazioni.

Il sospetto dei ricercatori era legato al fatto che la musica complessa sembra facilitare complesse operazioni neuronali coinvolte nelle attività alte del cervello come la matematica e gli scacchi.

In uno studio successivo gli scienziati analizzarono le basi neurologiche di questo potenziamento. L’intelligenza spaziale venne sottoposta ad ulteriore prova in cui ad un gruppo di studenti fu fatto ascoltare Mozart per 5 giorni, un altro stette in silenzio ed un terzo gruppo ascoltò la musica di Philip Glass, una storia registrata su nastro e musica da discoteca. Il gruppo che aveva ascoltato Mozart ebbe una performance superiore mostrando un incremento del 62% contro il 14% del gruppo senza musica e 11% del gruppo misto.

Il gruppo Mozart continuò ad avere punteggi elevati anche nei giorni successivi mentre gli altri non mostrarono significative differenze. Gli scienziati ipotizzarono che l’ascolto di Mozart aiuti a organizzare i circuiti neuronali di alimentazione nella corteccia cerebrale, soprattutto rafforzando i processi creativi dell’emisfero destro associati al ragionamento spazio temporale.

L’ascolto della musica agisce come esercizio per facilitare le operazioni di simmetria associate alla più alta funzione del cervello. In sostanza la musica può migliorare la concentrazione, aumentare la capacità di avere guizzi intuitivi e sembra anche che aumenti le prestazioni sportive. Recenti studi hanno inoltre mostrato come la musica di Mozart renda più sereni gli animali (allo zoo di Napoli, da anni, è possibile ascoltare Mozart in filodiffusione ).

Nel dubbio, ascoltiamo la famosa sonata.. quella da cui cominciarono tutti i filoni di ricerca sulla musica di Mozart; la stessa che ho disperatamente ascoltato durante gli anni di studio nella speranza di prendere almeno 6 in matematica..

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

27 pensieri su “Mozart.

    1. Giusy Autore articolo

      tantissimo, Luisa! dagli anni 90 in poi gli studi sono aumentati a dismisura tanto che ho tutta una serie di studi di letteratura che parlano dei benefici della musica di Mozart come supporto alle terapie (siano esse psicoterapie o terapie mediche) in caso anche di gravi malattie (neurodegenerative o tumori, ad esempio). Buona serata😚

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    1. Giusy Autore articolo

      Thanks so much for reading, Jay. I’ve always imagined that mozart is like Freddie, they are both great communicators and absolute music geniuses, they also led a life of self-destructive behavior. I think their music hardly doesn’t appeal to people. hugging you

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    1. Giusy Autore articolo

      in realtà in studi seguenti è emerso che gli effetti durino anche nei giorni successivi ma.. il dato interessante è anche un altro (che per diversi motivi non ho citato). Ci sono tante tante ricerche e dati sperimentali che evidenziano come questo effetto aiuti in determinate situazioni e con determinate patologie 🙂
      Su Bach possibile.. forse per questo siamo ancora indietro su certe cose..

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      1. Ettore Massarese ( fu Franz)

        Certo certo… è per questo che l’educazione all’ascolto musicale consapevole dovrebbe essere materia curriculare nelle scuole e non quelle cazzate col flautino o peggio… e poi, ancora, tu citi la musicoterapia che indubbiamente è pratica virtuosa… e poi non ho dubbi, il sublime è sempre via per migliorarsi…

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      2. Giusy Autore articolo

        la diamonica, Ettore.. ne vulimme parlà? ehehehe
        detto ciò l’orecchio si può affinare.. la musica può tanto.. prende certo ma dona, dona e dona soltanto.. eleva lo spirito e “fa” mente.. mi auguro che un domani non troppo lontano, chi di dovere, se ne renda conto. Dal piccolo si combattono imbruttimento e barbarie.

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  1. maxilpoeta

    io avevo letto un articolo che diceva che persino nei vigneti veniva diffusa della musica classica, mi pare fosse in Toscana, sembra che venisse un prodotto migliore. Anche molti animali, ad esempio nelle stalle, dicono che producano meglio se ascoltano musica. Probabilmente molti effetti della musica non sono ancora conosciuti fino in fondo, e magari chissà, all’epoca che furono create queste composizioni avevano già capito gli affetti benefici della musica. Magari erano più avanti di quelli che pensiamo o crediamo…
    Ad ogni modo W la Musica!!!! 😉

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  2. Pasquale

    Ricordo di aver letto che tale risultato , l’effetto Mozart, fu contestato da un gruppo…non ricordo il nome (vienimi in aiuto). In contrapposizione alcuni giapponesi esaminarono le potenzialità del cervello di bambini che avevano studiato musica e registrarono un notevole cambiamento rispetto ad altri che non l’avevano studiata.
    Ciao

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    1. Giusy Autore articolo

      buongiorno 🙂
      l’effetto Mozart è ancora oggi motivo di discussione nell’ambito scientifico. Ricerche seguenti mostrarono (Chabris) che non era tanto la musica di Mozart ad apportare miglioramenti soprattutto nel ragionamento cognitivo o nella capacità di risoluzione dei problemi, ma che qualsiasi tipo di musica capace di aumentare l’arousal di godimento poteva avere questo effetto (in sostanza una musica che ti piace e apporta piacere, riesce ad aumentare le tue prestazioni). Citare l’effetto Mozart è stato un punto di partenza per parlare della musicoterapia di cui, un pò per volta condividerò degli studi che sono stati pubblicati in letteratura e che mostrano scientificamente l’effetto benefico della musica (cominciando proprio da Mozart). Grazie mille per il commento, buona giornata.

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