Riflessione del suono e comunicazione.

Immagine Personale: Due livelli.

Il fenomeno della riflessione del suono si ha quando le onde sonore, propagandosi, urtano contro la parete di un muro o di un altro mezzo elastico; se invece incontrano una superficie anelastica, ne restano assorbite e il suono si estingue.

Se l’ostacolo è di natura elastica, il suono rimbalza producendo due effetti: eco e risonanza.

L’Eco (riproduzione di un suono per riflessione) si ha quando il suono riflesso raggiunge il nostro orecchio dopo un intervallo di tempo, tale da farsi sentire nettamente staccato dal suono emesso.

Il rimbombo (coda o risonanza) consiste in un prolungamento o rafforzamento del suono dovuto ad onde riflesse che, proiettate da un ostacolo, giungono all’orecchio di chi ascolta senza alcun distacco dal suono emesso o addirittura in sua fastidiosa concomitanza.

Durante la comunicazione capita di incontrare un ricevente:

anelastico (non elastico e per nulla attento alla comunicazione stessa) che finisce per assorbire (quasi in maniera passiva) ciò che l’emittente sta comunicando, portando ad una stasi della comunicazione stessa.

Il ricevente può essere poi più o meno elastico; ne deriva che:

la nostra comunicazione possa procedere ma su due livelli diversi provocando un fastidioso ritorno del detto ma, soprattutto, del non detto causando quella piccola e fastidiosa pausa tra una parola e l’altra; pausa in cui si situano i dubbi e le incertezze della mancata comprensione.

La comunicazione può vivere un rimbombo laddove le parole si sovrappongono fagocitandosi quasi come in una rincorsa dove contemporaneamente le parole vengono dette senza lasciare che ciascuna di esse sia realmente lasciata libera di fluire; queste parole volteggiando e disperdendosi nell’aria arrivano poi ad orecchie più o meno pronte ad accoglierle.

La comunicazione verbale: parole…. piccole concatenazioni di suoni emessi, sussurrati, soffiati o viceversa sguaiatamente e volgarmente esposti, lanciati spesso maltrattati.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

13 pensieri su “Riflessione del suono e comunicazione.

  1. maxilpoeta

    la bellezza del suono, le sue risonanze, così fondamentali per dare bellezza ad una composizione, nelle giuste proporzioni s’intende. Se infatti ascoltassimo un brano in una camera anecoica, dove non c’è alcuna riflessione, lo stesso brano sarebbe povero, scarno, non lo apprezzeremo per niente. All’opposto, un suono in una cattedrale ha dei riverberi immensi, lo stesso organo trae maestosità e bellezza dallo stesso ambiente dove è posizionato. Una curiosità sulla camera anecoica, il suono in quella particolare stanza è pari a zero, sembra nulla, ma un essere umano impazzirebbe in pochi minuti, l’assenza totale di suono farebbe percepire il rumore dello stesso corpo, i liquidi che scorrono all’interno, i battiti del cuore. Di solito si resiste poco in quelle condizioni. Fate conto che in un ambiente che giudichiamo silenzioso ci sono sempre almeno 20 decibel di fondo, ai quali il nostro organismo si è ormai assuefatto…

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    1. Giusy Autore articolo

      ottimo Max! super commento super super apprezzato! Approfitta sempre di questi spazi, quando condivido qualcosa in ambito musicale eh, ci conto!👍👍😉

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