Preadolescenza. L’importanza di “appartenere” per “separarsi”.

Stasera vorrei riproporvi un articolo molto interessante che approfondisce un periodo dello sviluppo dei ragazzi, che è al confine tra l’infanzia e l’adolescenza. Buona lettura!

ilpensierononlineare

C’è un periodo compreso tra l’infanzia e l’adolescenza in cui si manifestano dei comportamenti e dei cambiamenti nei propri figli che spesso colgono di sorpresa i genitori e sono la causa di fraintendimenti e litigi che poco hanno a che vedere con il periodo del “ciclo di vita familiare” precedente, che tutto sommato era abbastanza tranquillo.

In genere i genitori, in questo periodo hanno difficoltà a prevedere i comportamenti dei propri figli, “non li riescono più a controllare” e temono che il figlio possa allontanarsi da loro irrimediabilmente e con conseguenze drammatiche. Almeno questa pare sia la percezione di buona parte dei genitori, rispetto a ciò che sta avvenendo. Quella della preadolescenza è il preludio ad una fase critica, caratterizzata da forti contraddizioni.

Potremmo far rientrare questo periodo ad un’età che va dagli 11-12 ai 13-14 anni, ovviamente è una stima pressoché…

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3 pensieri su “Preadolescenza. L’importanza di “appartenere” per “separarsi”.

  1. maxilpoeta

    io aggiungerei una cosa, che nel corso degli anni questo tipo di comportamento in famiglia è cambiato radicalmente. Io ricordo che a 10 anni ero già indipendente, con gli amichetti andavamo sulle colline dietro il mio paese, si andava a girare ovunque, addirittura andavamo a vendere del cartone con un carretto in mezzo alla strada. Sempre a quell’età avevo preso un treno e un giorno ero andato a Savona, volevo semplicemente vedere un’altra città. Il mio nipotino, che oggi ha 10 anni cioè l’età in cui cui facevo tutte quelle cose, è tenuto a vista dai suoi genitori, ovvero mia sorella e mio cognato. Non gli permettono di fare nulla senza che loro siano presenti. Gli fanno fare sport, e altro, ma sempre sotto la loro presenza. Dicono che hanno paura di ciò che capita in giro. Forse un tempo non c’erano tutti questi pericoli, o forse non gli si dava quell’importanza vitale come al giorno d’oggi….

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Max, tempi diversi. Oggi è tutto più dilatato e la società, le famiglie, i genitori sono cambiati. Anche io, forse non proprio a dieci anni, credo a 13/14 anni prendevo il treno da solo, andavo in giro per la città in bici con i miei amici, facevo delle vere e proprie “trasferte” a piedi o in bici, per giocare a calcio in altre zone della cittadina in cui vivevo o in quelle limitrofe. Oggi i genitori sono limitati da tanti aspetti e spesso e volentieri sono spaventati dai pericoli esterni e dalle loro responsabilità. Non si può dire che tua sorella sbagli adesso nell’agire in quel modo con tuo nipote, ma è bene che pian piano cominci a dargli la possibilità di rendersi indipendente, separarsi e quindi di crescere.

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