La pandemia terminabile ed interminabile

Pare ormai certo, siamo in piena terza ondata. A causa delle cosiddette “varianti” del virus, al governo stanno valutando il ritorno alle restrizioni dure. Si parla di zone arancioni, arancioni rinforzate, rosse e rosso scuro..

La situazione è decisamente “snervante“, come sosteneva un mio paziente, qualche giorno fa. Dopo l’illusione di una situazione sanitaria più o meno sotto controllo, per circa due mesi, dopo l’allarme seconda ondata di un autunno “caldissimo”, il traguardo pareva vicino. La campagna vaccinale, la speranza di un nuovo anno, la scoperta di alcune cure efficaci, l’apertura delle scuole.. tutti sintomi di un ritorno alla insperata normalità. Ma, dopo un anno giusto dal triste inizio dell’emergenza sanitaria, eccoci di nuovo a ri-vivere le stesse paure, le stesse immagini, le stesse parole, gli stessi bollettini, le stesse minacce di chiusure drastiche.

In psicoanalisi, parleremo di “ritorno del trauma“, nel nostro caso, reale.

Photo by Tim Mossholder on Pexels.com

Il vissuto emotivo e psicologico per gli italiani, da nord a sud è allo stremo. Dagli ultimissimi monitoraggi, sullo stato psicologico della popolazione, effettuato dall’Ordine Nazionale degli Psicologi con l’Istituto Piepoli, la situazione è a dir poco allarmante. Il livello di stress degli italiani è tornato, in maniera molto preoccupante, ai livelli molto intensi dei primi mesi dell’emergenza dello scorso anno.

Il 62% delle persone intervistate, in queste ultime settimane, dichiara di aver raggiunto una condizione personale di stress, molto elevato. Quello di questi giorni è il livello più elevato registrato dall’inizio del nuovo anno. I risultati risultano ancor più significativi perché il 39% dichiara chiaramente di essere arrivata al limite massimo di stress. I risultati e le percentuali sono più o meno uniformi in tutta Italia: Sud (67%), Centro (64%), Nord (60%), Isole (61%).

La situazione di grave stress psicologico permane – afferma David Lazzari, presidente del Cnop – ed è sempre più allarmante perché sta diventando strutturale. Ci vorrebbe una specifica attenzione sul tema, garantendo ai cittadini il necessario supporto. Ma come noto nel Ssn gli psicologi sono pochissimi col risultato che a curarsi è soltanto chi può permetterselo. Viene così negato il diritto alla salute. Preoccupa anche il comportamento del Ministero della Salute che sembra disinteressarsi al problema”.

Come purtroppo riferisce David Lazzari, la situazione psicologica pare non interessare al nostro governo e quindi non viene assolutamente considerata come prioritaria. Purtroppo gli effetti del disagio, della fatica psicologica e dello stress nelle persone, si comincia a notare e per quanto possa sembrare strano, riguarda anche gli “assembramenti” visti e fotografati in tutte le città italiane, nelle scorse settimane, durante i primi weekend primaverili. Comportamenti irragionevoli e assurdi che però potevano essere previsti, prevenuti ed evitati, se solo fossimo intervenuti sugli aspetti traumatici e sullo stress causato dal vivere un anno in “stato d’emergenza”.

In un articolo di novembre ho parlato degli aspetti psicologici della “Pandemia Silente“, mentre durante i mesi del primo lockdown ho parlato dei primi disagi derivanti dalle chiusure e dalla paura del “virus sconosciuto” (Il Carceriere Invisibile).

Vi lascio i due link se volete approfondire.

https://ilpensierononlineare.com/2020/04/15/il-carceriere-invisibile-coronavirus-psicologia-di-un-isolamento-sociale-obbligato/

La pandemia silente. | ilpensierononlineare

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

11 pensieri su “La pandemia terminabile ed interminabile

    1. Gennaro Autore articolo

      Si, perfetto, è proprio questa sensazione di non poter progettare il proprio futuro. Questo approccio alla vita è completamente destabilizzante, specialmente per i giovani e i giovanissimi. Per tanti c’è la sensazione di aver letteralmente “buttato” e perso un anno della propria vita..

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  1. mauridibe

    Ho pensato più volte alle forme di stress alle quali siamo stati soggetti in questo lungo periodo pandemico. Dal timore di contrarre il virus, al dolore per le persone a noi vicine che non ce l’hanno fatta, all’attesa che la pandemia regredisca o venga positivamente combattuta dai vaccini o dalle cure. Come società, dagli anni ’50, abbiamo avuto solo due grandi stress, il periodo del terrorismo negli anni ’70-80 che lasciava la popolazione quasi attonita ed impotente davanti ad un rischio che era più mediatico che statisticamente reale e la crisi economica che dal 2008 e con periodi ciclici più o meno evidenti da mandato sul lastrico intere famiglie con fenomeni socialmente pericolosissimi come il gioco d’azzardo e i suicidi. Il coronavirus è indubbiamente più terrorizzante del terrortismo e sta avendo effetti economici paragonabili se non superiori a quelli delle crisi economiche eppure credo che la psiche di tutti noi abbia retto abbastanza bene fino ad oggi mentre nutro seri dubbi che possa tollerare tranquillamente anche la cosiddetta terza ondata. Concordo con l’esigenza che il ministero della salute fornisca il più ampio e gratuito supporto psicologico a chi ne faccia richiesta. Potrebbe essere un nuovo modo per avvicinare le persone agli studi degli psicologi senza gli attuali preconcetti.

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    1. Gennaro Autore articolo

      La tua osservazione è giusta. Tutto sommato l’effetto psicologico della prima ondata è stato un po’ “ammortizzato” da un’estate vissuta con poche restrizioni . Quindi diciamo che tutti hanno avuto la possibilità di “ristorarsi”. Anche se posso confermarti che ho avuto alcuni pazienti tra luglio e settembre con sintomi legati ad ansia, stress e depressione. Anche ex pazienti covid. E si, una terza ondata, potrebbe avere, nel breve e medio termine, conseguenze brutte.

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Luisa, immagino.. non è una situazione facile da sostenere, specialmente per chi aveva una vita attiva e molto legata alla socialità, è proprio questo che purtroppo viene sottovalutato in questa situazione. Spero tu possa tornare a star meglio quanto prima. Buona serata.

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  2. Artist/Poet_JayMoraShihadeh

    I had been doing great, for the most part this past year. The time of self-isolation etc. brought my wife and I much closer, got some projects accomplished and worked on our homestead more. I have to admit though, just this past week depression started to seep into my psyche with these new variants and ongoing social/political problems here in the US. I feel a deeper dive into some more coping mechanisms is badly needed right now. Sublimation techniques have helped thus far, but….

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    1. Gennaro Autore articolo

      Hi Jay, even here in Italy, already from the second pandemic wave of October / November, we had the first evident economic and social problems and therefore now that we are undergoing the third wave of the pandemic we find ourselves mentally “tired”, without the right psychic strength and that resilient capacity that we had last year, in the first months of total closure. In short, when our mind is constantly put under pressure, it risks giving way sooner or later .. however we must not give up, despite everything.

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