Quando, cosa, chi?

Immagine Personale.

“Dottoressa ma quando?”

La domanda da un milione di dollari che ormai, mi sento porre quotidianamente.. Sarà che ho i capelli rossi e forse.. si è facilmente portati a credere che io sia capace di utilizzare le arti tanto care alla stregoneria..

La verità però è che non ne sono capace, quindi: non lo so.

Quando finirà il covid? Quando passerà la pandemia? Quando starò bene? Quando abbandonerò i farmaci?

Il messaggio che ci ha accompagnati per tanto tempo “Andrà tutto bene”, è ormai diventato un messaggio privo di contenuto.

Andrà (quando?) tutto (cosa?) Bene (chi?)…

E in un momento in cui anche i contenitori vacillano, un semplice mantra non tiene né contiene il dilagante disagio.

Ho più volte fatto leva sul concetto in assoluto che più mi sta a cuore: la cura, una dimensione intera da non sottovalutare, soprattutto ora.

Avere cura di sé anche nella più banale delle azioni, ci aiuta a non perdere i confini del nostro corpo, a non farci perdere di vista il nostro posto nello spazio e (soprattutto) aiuta a tenerci ancorati al labile presente nella speranza di un futuro che appare ancora incerto.

Prenditi cura di te ogni giorno, creando uno spazio che sia tuo, intimo e personale.

Coltiva il tuo spazio, partendo da quello mentale e tieni cura di questo “piccolo orticello”; analogamente a un orto quando serve pota pure le sterpaglie, usa il concime se serve; tienilo esposto ai caldi raggi del sole.. Tienilo idratato ed evita che il terreno diventi arido.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

16 pensieri su “Quando, cosa, chi?

  1. maxilpoeta

    sicuramente siamo tutti esausti da questa situazione che da un anno ci tormenta, però a mio avviso ognuno di noi può trovare un po’ di gioia nel suo quotidiano, magari facendo passeggiate dove possibile, coltivando hobby, guardando documentari, programmi che aiutino a viaggiare anche solo con la fantasia. Insomma pur nel nostro turbamento, possiamo ogni giorno ricavarci un piccolo spazio per volare oltre questa terribile pandemia…😉

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  2. marcello comitini

    Questo sì che è un discorso sensato e pieno di umanità. È bene rifiutare e ripudiare quei discorsi che mirano a fantomatici superamenti dei propri limiti. Soprattutto quelli mentali che, se vani gli sforzi, ci conducono alla disistima di sé stessi. Grazie, Giusy. 🌹🙏

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    1. Giusy Autore articolo

      grazie a te Macello, per aver letto con interesse. Due sono le parole che mi stanno più a cuore “cura” e “grazie”; da quando scrivo sul blog in un modo o nell’altro ne parlo, credo – inoltre- che le stesse siano sapientemente collegate.
      Abbiamo bisogno di concedere noi del tempo che sia pieno, nell’accezione che il termine può avere per ogni singola soggettività. Ti auguro una serena serata e grazie ancora.

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    1. Giusy Autore articolo

      “prevenzione” che bella parola ancora quasi sconosciuta in Italia.. Dici bene, purtroppo, quando evidenzi che la preoccupazione la si ha solo nel momento in cui tutto precipita.. ciò che proviamo a fare con il nostro lavoro è proprio fare leva su tutto ciò che può precocemente impedire uno scoppio eccessivo “della cosa”. grazie mille per il tuo commento, buona serata 🙂

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