Gioco per vincere?

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“Non si può giocare davvero a nessun gioco se si sa in anticipo di vincere sempre”.

Massimo Recalcati.

Sapete -ormai- che sono un’appassionata del gioco, sia esso in forma prettamente sportiva che – soprattutto- di fantasia.

Proprio la sfera della fantasia (che in psicoanalisi assume però sfumature particolari e specifiche; prima o poi mi toccherà un approfondimento), e del gioco mi sono ampiamente utili durante lo svolgimento/osservazione dei colloqui clinici.

Uno dei problemi maggiormente evidenziati, negli anni recenti, è proprio l’impossibilità dell’accettare da parte dell’utente di turno (che si tratti di un bambino o di un adulto) la possibilità di perdere.

Evitare e negare la possibilità di “non vincere” limita ampiamente la nostra possibilità di fare esperienza anche e soprattutto dell’errore.

Vincere senza godere della partita, senza sudare farsi male e sbucciarsi le ginocchia, sapendo che il trofeo è lì che ci aspetta ancora e ancora, rende il gioco di fatto nullo e finto.

A chi piace la finzione?

“Finisce bene quel che comincia male” .

Dott.ssa Giusy Di Maio.

15 pensieri su “Gioco per vincere?

    1. Giusy Autore articolo

      maestro! ma come! ahahah! si gioca per giocare.. poi.. c’è anche il gioco per vincere certo.. ma un conto è sapere in anticipo che vincerai e un conto è guadagnare la vittoria 🙂

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      1. Giusy Autore articolo

        😀 beh io potrei dirti perchè scrivo qui.. poi non so gli altri 🙂
        detto ciò.. scegli tranquillamente il tuo orientamento “politico/educativo” 🙂

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      2. Povertà 🌟 Ricchezza

        Se semini cose buone raccogli cose buone, sta il tempo e la perspicacia e penso la qualità e l’impegno di quello che proponi a fare la differenza, poi buh non so, se raccogli ortiche tanti saluti amici come prima ahahah. Che battuta idiota 😀

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      3. Giusy Autore articolo

        ma sai che la questione “cosa scrivi e a chi interessa” è veramente complessa.. nel mondo online capire se realmente un contenuto piace non è semplice..

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      4. Povertà 🌟 Ricchezza

        Ormai c’è di tutto e scritto di tutto, bisogna cercare una via di argomenti già fatti e strafatti proposti in maniera più originale possibile e sapere diffonderla. Poi come, quando e perchè e SE non so, sta a chi scrive sapersi vendere in vari modi e non tutti sono fattibili, anche per motivi di privacy, boh? Uno è timido? Uno esaurisce le cartucce e non sa più cosa scrivere?

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      5. Giusy Autore articolo

        Il bello sai quand’è.. quando chi scrive è convinto che il lettore sia nella sua testa e comprenda quello che lui vuole intendere anche se di fatto, il contenuto è vuoto.

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      6. Povertà 🌟 Ricchezza

        Beh ma tu scrivi cose di nicchia, quindi tocchi temi sociali che possono essere interpretati a seconda di come uno le percepisce. Per esempio, quando io scrivo le storie, non so della cara rossa, io la vedo con un viso, una voce, modi di fare e ambientazione che è una somma di esperienze mie in determinati luoghi geografici. Magari uno la intende in tutt’altra maniera. Non è facile capire gli altri dal vivo, figuriamoci così. Se hai feeling un pò si ovvio 😉

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      7. Giusy Autore articolo

        😁 beh quello che scrivo io diciamo che è divulgazione scientifica poi se interessa e mi fa conoscere come professionista e fa conoscere la psicologia bene.. era un discorso più ampio ma mi rendo conto che diventa difficile farlo qui, è facilmente fraintendibile

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    1. Giusy Autore articolo

      Mi sembra una strategia fattibile.. in ogni caso l’importante è non perdere di vista il piacere e il desiderio “di”. Sul voler vincere o meno, sono “gusti” personali.. il focus resta sempre il piacere 😊

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  1. maxilpoeta

    beh indubbiamente vincere sempre sarebbe un po’ il sogno di tutti, soprattutto al gioco d’azzardo, ma sappiamo bene che sono più le volte che si perde di quelle che si vince, io per questo motivo saranno almeno 15 anni che non gioco a nulla, tanto avevo visto che alla fine se faceva la somma delle spese di un anno, con le vincite non ne rientravano neppure il 20%, quindi tanto vale tenersi il poco che si ha. Che poi la felicità se ce l’abbiamo dentro non dipende certo dalle vincite…😉😊

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