14 pensieri su “Daniel.

    1. Giusy Autore articolo

      per quel che posso riferire il percorso di Daniel con noi è terminato. I genitori hanno divorziato e lui vive con la madre. Gli è stato consigliato di proseguire con un percorso psicologico privato per sostenere ulteriori scossoni che troverà nel corso della vita, vista la delicata fase dell’adolescenza. In un contatto – recente- telefonico, ha detto di aver sofferto durante la quarantena in maniera spaventosa.. ha vissuto molti episodi di depersonalizzazione e spesso non è uscito nemmeno dalla sua stanza, perso nel nulla (parole sue). Questo è quanto 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      si capisce benissimo Giuseppe 🙂 . Eh sì.. pensa inoltre al fatto che in famiglie in cui c’è una dipendenza questa con molta probabilità (ovviamente altamente possibile non vuol dire certezza) si trasferirà per via transgenerazionale (potendo assumere i connotati di qualsiasi dipendenza). Daniel ha un bel percorso ancora, innanzi, da affrontare.

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      1. Giuseppe Grifeo

        Tifo per Daniel! Casi di giovani e giovanissimi ne ho visti parecchi per cronaca e, di conseguenza, per racconti. Il mio amico psicanalista ha per esempio trattato il caso di quel sedicenne che circa otto anni fa tentò il suicidio perché deriso in quanto gay: naturalmente qui entrava in gioco un aspetto differente come le prese in giro a scuola, fattore che si incuneava in un malessere familiare, visto che il ragazzo era già fragile e instabile perché, per lo stesso motivo, era sotto mira del padre che non lo accettava per quel che era

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      2. Giusy Autore articolo

        Si percepisce – infatti- una tua sensibilità verso certe tematiche, Giuseppe ed è molto bello e fa ben sperare che anche con (e per) il tuo lavoro, ci siano giornalisti capaci di comprendere il malessere ormai (sempre più) dilagante. grazie ancora per l’attenzione che rivolgi sempre alle storie che condivido con voi. Buona domenica 🙂

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  1. maxilpoeta

    i problemi famigliari in qualche modo impattano sempre sulla vita dei minori, a quell’età si sentono spaesati, senza punti di riferimento. Io ho sempre avuto la fortuna di crescere in una famiglia in cui si sono sempre amati, non riesco ad immaginare cosa avrei provato a quell’età se avessi visto mia madre picchiata, o a chiedere un divorzio. Forse non sarei l’eterno ragazzo sorridente che sono ora, forse avrei avuto più problemi a raffrontarmi con la gente, non saprei..
    Ad ogni modo sono tutte storie che fanno riflettere sulla fragilità delle famiglie di oggi, molto diverse da quelle di un tempo….

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    1. Giusy Autore articolo

      il problema è che poi, queste problematiche, si riflettono comunque nella vita (e per tutta la vita) adulta delle persone.. Il lavoro in questi casi è sempre lungo e doloroso ma.. fattibile 🙂

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