Può il clima influenzare la nostra creatività?

Finalmente ci siamo inoltrati pienamente in una delle quattro stagioni più colorate e climaticamente più piacevoli. Questo discorso non vale proprio per tutti, c’è infatti chi, alla primavera e all’estate preferisce decisamente l’inverno, il freddo, le giornate più corte, la pioggia e la neve. Insomma questione di gusti e di personalità diverse.

Ma la domanda che vorrei porvi è questa: può il clima influenzarci in qualche modo? Può influenzare il nostro umore, il nostro stato d’animo? Può influenzare anche la nostra creatività?

La risposta a tutte queste domande è si.

Oggi però vorrei approfondire solo l’ultima domanda. In effetti il clima può avere il proprio peso specifico sulla nostra creatività. In una ricerca di non molto tempo fa pubblicata sulla rivista scientifica Acta Psycologist è riportata una ricerca che afferma proprio che, le condizioni climatiche influenzerebbero il modo in cui la nostra mente elabora le informazioni, condizionando, in questo modo, la creatività delle persone.

Photo by Frans Van Heerden on Pexels.com

Gli studiosi per la loro ricerca hanno coinvolto delle persone in attività diversificate, di gruppo e non. La caratteristica principale è che queste attività venivano svolte in luoghi e ambientazioni “calde” o “fredde”.

Alla fine della ricerca si è notato che le persone coinvolte in attività con un clima più caldo, sviluppavano una “creatività più sociale”. Riuscivano infatti ad elaborare attività e compiti che li mettevano in relazione con gli altri, inoltre le relazioni e le attività di gruppo ne risentivano molto positivamente.

Le persone invece coinvolte nelle attività al “freddo”, avevano più una tendenza a sviluppare attività incentrate su processi mentali autoreferenziali e astratti (una creatività più personale), annullando quasi le attività svolte in gruppo.

In generale in questo studio, si è potuto arrivare alla conclusione che il caldo renderebbe le persone più “generose”, sia a livello relazionale che a livello di idee e attività cognitive, quindi più inclini a socializzare; mentre un clima più freddo avrebbe l’effetto contrario.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

12 pensieri su “Può il clima influenzare la nostra creatività?

    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Carlo, si in effetti è così. Comunque lo studio che ho citato non mi pare andasse ad analizzare climi troppo estremi (caldo-freddo), prende in considerazione climi e temperature più tollerabili; però, in effetti, se volessimo considerare le situazioni di molto caldo o molto freddo, si possono avere condizioni disagevoli che possono condizionare negativamente le attività cognitive in entrambe i casi.

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Maria, si, il suo periodo “Napoletano”, se ricordo bene, gli ultimi quattro anni della sua vita, fu molto apprezzato da lui, tanto da avere risvolti positivi anche sul suo umore e sulle sue opere. (intervallati dalle difficoltà del suo stato di salute e dai piccoli “incidenti intellettuali” ).

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      1. Maria

        Sì 🙂 non so degli “incidenti intellettuali”, so che però girava una poesia in rete, o un ponsiero, secondo cui Leopardi lamentava il fatto che alcuni napoletani fossero maleducati… e si riferiva mi pare agli scugnizzi che lo deridevano a causa della sua gobba 👀

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  1. maxilpoeta

    curiosa questa cosa, io però aggiungo che patendo il caldo d’estate divento intollerabile a tutto, altro che socievole, non vedo l’ora che venga fresco e qualsiasi attività svolga mi pare una tortura. Pensa che le poche volte che vado al mare non riesco a starci più di un paio d’ore, quel caldo atroce mi distrugge, cammino quasi sempre per prendere più aria, non riesco a stare nemmeno sull’asciugamano. Della serie ne parliamo quando è fresco.. 😊 quindi il fattore climatico secondo me è molto soggettivo. Io invece penso che il tempo possa influenzare l’umore, ovvero una giornata di sole piuttosto che una di pioggia, penso ci siano grandi differenze anche nel modo di socializzare delle persone…

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Max, non hai tutti i torti. Come dicevo pure a Carlo (nell’altro commento), lo studio in questione, non mi pare vada ad analizzare temperature e climi estremi (caldo estivo afoso oppure freddo artico). Pare che venga analizzato più una situazione climatica e ambientale di caldo “tollerabile” (tipo quello primaverile per intenderci) oppure del freddo e del clima autunnale e invernale, ma non quello estremo. Infatti, come indicavo a Carlo, sia nei climi estremi di troppo caldo o di troppo freddo, le facoltà intellettive, cognitive e relazionali sono sempre compromesse, perché uno pensa, in quel momento, (un po’ come hai descritto tu) a come sopravvivere e sfuggire a quella situazione intollerabile.

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