Intimità della Gravidanza.

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“L’arte di tacere è importante, l’intimità deve essere preservata.”

Sophie Marinopoulos, psicoanalista.

Prima del Covid, insieme ad una collega Psicoterapeuta tenevamo i corsi C.A.N. (Corsi di accompagnamento alla nascita); i corsi sono gratuiti e aperti ad entrambi i genitori (viene caldamente consigliato al padre, di partecipare; viene caldamente sconsigliato alle suocere di partecipare).

Parlavo con alcune donne che aspettavano un bambino; la maggior parte di loro sosteneva di sentirsi stanca, svuotata quasi senza aspettative e idee circa il cosa fare.

Le idee che queste donne sostenevano di non avere più, erano legate principalmente a ciò che gli altri sembravano aspettarsi da loro “lavorare, essere delle buone mogli, portare avanti tutte le faccende da fare.. sorridere sempre.. essere accoglienti, accorte e buone”.

La maggior parte di loro, tuttavia, sosteneva di non aver voglia di far molto “niente in realtà”

Le ho guardate e ho detto loro che forse la loro gravidanza, era un momento di raccoglimento in cui, come madri, oltre a tenere e contenere il bambino, stavano tenendo e contenendo tutte le parti di sé prima di lasciarle andare via, insieme al (futuro) nato.

Ho immaginato che questa loro chiusura, potesse essere -forse- una chiusura narcisistica.. una sorta di difesa che si squarcerà nel momento in cui uscendo, il bambino attesterà nel reale, la loro (nuova) posizione di donna e madre.

Tacere, preservando l’intimità e quello spazio fusionale, di simbiosi che andrà poi gradatamente (nel corso dello sviluppo del bambino), abbandonato le aiuterà a:

Tener(si) e Contener(si)

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

24 pensieri su “Intimità della Gravidanza.

    1. Giusy Autore articolo

      Buonasera 🙂 se c’è una cosa che fa parte della gravidanza sono proprio i sentimenti di ambivalenza. Come dicevo ci si aspetta sempre tanto dalle madri.. se lavorano in qualche modo le si fa sentire in colpa perchè sono “poco madri”.. se non lavorano le colpe diventano “non fai mani niente”.. così di converso accade che le donne perdano il contatto con i propri sentimenti che, in quella delicatissima fase, sono messi più che mai a dura prova.
      Che madre sarò? sto facendo bene? sono una madre cattiva?
      Bisognerebbe capire, più nello specifico, cosa intendi per esserti goduta poco il momento e perchè.. La sensazione è tua personale o fa riferimento a una certa idea (spesso mitizzata) che si può avere della maternità?
      Personalmente da donna e psicologa ti faccio i miei complimenti, invece, per esserti affermata prima di tutto come donna 🙂

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      1. OmbreSulCuore

        Grazie! Assaporare il momento, intendo questo. Una vita frenetica, scadenze lavorative . Non mi è mai passata l’idea di pensare “che madre sarò “. Sarò strana 😂 ma da donna determinata quale sono, ho sempre pensato di educare mio figlio con il cuore . Senza seguire nessuna regola, imposta da altri. Il giusto e lo sbagliato per me.

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      1. Povertà 🌟 Ricchezza

        Sai quelle sere con sottofondo di Gnossienne di Satie e vedi Cosette che osserva la bambola dei sogni e nel suo mondo c’è solo la taverna dei malvagi Thenadier. E tu sogni distanze incolmabili, vedi la brevità dei giorni. Non c’entra niente, con la gravidanza ma era quello che pensavo ora ahah 🙂

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      2. Giusy Autore articolo


        All’interno di questa raccolta si trova un pezzo che mi costò un anno e qualche mese di stop causa una fortissima infiammazione dei tendini (con cui suonai ugualmente). Un anno di “non vita”.. che mi hai fatto ricordare 😀
        Buona giornata e buona settimana 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      la maternità è stato il mio primo campo di indagine/interesse, per diversi motivi. la frase di inizio è di una psicoanalista che si occupa proprio di questo.. delle luci e ombre della maternità. Ci sono donne che erano, in precedenza, super attive poi si sono riscoperte pigre (diciamo così) e viceversa. I sentimenti di ambivalenza sono davvero all’ordine del giorno. Non bisogna mai, come in ogni cosa, giudicare per partito preso ma.. ammetto di apprezzare particolarmente chi come dolce consorte, sceglie liberamente di proseguire con la propria vita, senza stravolgerla.. alcune donne e soprattutto uomini entrano in un loop in cui si sentono (o percepiscono le mogli, nel caso degli uomini) come “madonne” (questa è una parola usata da una paziente) quindi.. i miei complimenti a dolce consorte 🙂

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