Ritardi

“Il ritardo è la forma più pericolosa di rifiuto.” 

C. Northcote Parkinson
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E se il ritardo fosse un atto di rifiuto? Un modo per dire: “non mi va di stare qui” ; “non ti voglio vedere” ? Un modo alternativo per mostrare disinteresse, non curanza per una persona o per un lavoro o per un impegno. Un modo per sottolineare la voglia di trasgredire.

E se dipendesse dal proprio carattere o dalla semplice incapacità nella gestione dei propri tempi o della capacità previsionale? Si, è possibile.

Voi vi definite ritardatari o puntuali? E se lo siete, quanto siete ritardatari e in che modo?

Vi siete mai chiesti se i vostri ritardi possano avere un significato?

dott. Gennaro Rinaldi

 

4 pensieri su “Ritardi

  1. maxilpoeta

    dipende, sul lavoro cerco sempre di essere puntualissimo, con una ragazza anche, col mio amico so che anche se aspetta un po’ non cambia nulla, e quindi magari arrivo un po’ dopo. Ma nel complesso mi definirei un tipo sempre puntuale…😉

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