L’importanza psicologica del calcetto.

In questi ultimi giorni l’Italia si è avviata (almeno per il momento) verso settimane di metà primavera, con un allentamento delle restrizioni in diversi ambiti della vita sociale e commerciale. Uno dei cambiamenti più evidenti e decisamente più ambiti per gli amanti dello sport ed in particolare del calcio, è la riapertura dei campi di calcetto amatoriale. Una vera novità per certi versi inaspettata e insperata di questi tempi.

Al di là della bontà della scelta del Comitato Tecnico Scientifico e del Governo riguardo gli aspetti puramente legati ai contagi (che non mi compete e che quindi non saranno trattati nel post), io vorrei soffermarmi sull’aspetto sociale e psicologico di queste aperture.

La classica partita infrasettimanale di calcetto (spesso la partita del giovedì sera) è un vero e proprio rito per tantissimi italiani. La partita di calcetto amatoriale per gli adulti è un modo per mantenersi in forma, ma è soprattutto un modo per regredire all’adolescenza e alla gioventù. Diventa un momento importante proprio per la sua valenza di scarica emotiva, delle tensioni e dello stress che si accumulano durante la settimana lavorativa. In questi impegni sportivi settimanali ci si misura con se stessi, con i propri limiti e con gli altri amici.

Photo by Markus Spiske on Pexels.com

Insomma, la partita di calcetto è un modo per ritornare ad esperienze giovanili, alla spensieratezza di momenti legati ad un periodo della vita diverso. Il sogno di poter ritornare per quelle poche ore ad assaporare l’illusione di un “immortalità agonistica e sportiva”. Per i più giovani, invece, il calcetto assume significati leggermente diversi. Viene visto più come un esperienza legata al gioco e all’esperienza fisica, ma con valori ed esperienze sociali ed educative importanti, come quella di confrontarsi con la gioia delle vittorie e la delusione delle sconfitte. Da non sottovalutare, per i più giovani, l’aspetto del confronto con i pari, i litigi, le responsabilità di squadra, il valore del lavoro di gruppo, l’appartenenza.

Una review (del 2017) su 70 ricerche pubblicate e realizzate da Peter Krustrup (Università di Copenhaghen) identifica il calcetto come il gioco che offre i maggiori benefici dal punto di vista fisico e mentale.

Lo sport e il calcetto, diventano un rifugio mentale accettabile sia per i più giovani sia per i più adulti (soprattutto per quest’ultimi). Per gli adulti il calcetto diventa tempo e spazio per ritrovarsi con i propri amici. Infatti non si riduce al solo tempo della partita, ma va oltre. La partita entra a far parte di una vera e propria narrazione comune, che si allarga ad un prima e un dopo. Dopo la partita spesso e volentieri si va a mangiare una pizza, si va a bere una birra o ci si intrattiene al campo a parlare e scherzare.

Questo sport permette di creare una comunità, di sentirsi parte di un gruppo, di relazionarci con gli altri e di conoscere persone nuove. Lo sport fa emergere parti di noi che non sperimentiamo nella routine quotidiana e il campo può diventare il luogo adatto per sentirci più “liberi”.

Insomma queste riaperture e il ritorno alla normalità attraverso una semplice partita di calcetto il giovedì sera può aiutare tantissimo a riprenderci pezzi di vita che poi tanto banali ed inutili non erano. I benefici psicologici fisici e sociali saranno sicuramente tanti per tante persone.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

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9 pensieri su “L’importanza psicologica del calcetto.

  1. maxilpoeta

    la vita sta riprendendo il suo ciclo, a me personalmente giocare a calcio non è mai piaciuto, quindi questa modifica non la vedo, ma comprendo come possa rappresentare un ritorno alla normalità per chi di questo passatempo ha sempre fatto uno stile di vita. Piuttosto la cosa che trovo assurda è il coprifuoco notturno, a livello di contagi non serve proprio a nulla. Se fino alle 22 tutti sono insieme, si ammucchiano, fanno qualunque cosa, che senso ha che alle 22 tornino a casa? Ormai il danno è fatto. Sono veramente cose ridicole, come se il virus avesse degli orari per infettarci…🙄

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Max, per tante persone appassionate per il calcetto e gli altri sport di contatto questa apertura è davvero una liberazione. Poi ovviamente non tutti sono appassionati e infatti poi il discorso del coprifuoco è molto al limite. Probabilmente lo tengono ancora per evitare la possibilità di feste notturne e assembramenti nei luoghi delle città dove c’è la movida notturna e dove sanno che non riescono a fare controlli. Mah.. onestamente non so se adesso ha ancora senso con tutte le aperture e visto, ad esempio, anche i festeggiamenti a Milano per lo scudetto, con trentamila persone assembrate.

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    1. Gennaro Autore articolo

      Hi Jay! Yes, probably the most popular and most loved sports by people in the United States are others, in fact you play softball / baseball and as a child you played street hockey. Here they are little known and practiced unlike football. Just think that here in Naples and its surroundings the kids still play football on the street. I grew up like that too. I first learned to play on the street and then I started playing in 5-a-side or 8-a-side football pitches. Then the passion for our team, Napoli, makes football culturally an integral part of the club’s sporting culture. and of the people, because the football team literally becomes a piece of our identity. the same goes more or less for the rest of Italy with the teams of the various cities, but with some exceptions such as: Juventus, Inter, Milan; which are more transversal teams and do not represent a people, a territory and its identity, but are more representative only of the supporters who have a very fluid identity. In short, the speech is complex 😅

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