Cosa vuoi dirmi?

“Ma il guaio è che voi, caro mio, non saprete mai come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi, la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro nel dirmele; e io, nell’accoglierle, inevitabilmente , le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci; non ci siamo intesi affatto”.

Luigi Pirandello

Durante l’osservazione di un colloquio (più di uno in realtà, ma questo in particolare, si presentò come spunto di riflessione piuttosto approfondita), osservai una coppia intenta ad aggredirsi in maniera anche piuttosto forte perché entrambi sostenevano di non riuscire a comunicare

“Tu sei aggressivo con le parole”.. “E tu con i fatti, strega!”..

Sembrava impossibile giungere a un accordo verbale e i due continuavano a usare lo spazio altro che veniva loro offerto, per dirsi le peggiori cose senza però di fatto analizzare come, continuavano a dirsi quel qualcosa.

Sembrava che i due stessero utilizzando due lingue, completamente diverse, accomunate soltanto dall’insulto..

Ad un certo punto “l’illuminazione” di uno dei due, fu che “è inutile prestare attenzione alle parole, tanto sono senza senso e vuote.. Le parole sono parole e là restano se uno non fa i fatti.. mille parole restano nell’aria e basta”.

Le parole recano con sé un compito assai arduo.. fanno in effetti una fatica immensa nel riuscire ad affermarsi.. Spesso lottano per avere una vita propria; una vita che di fatto non gli spetta. Le parole significano qualcosa e rimandano.. rimandano ai vissuti, al dolore, alla gioia, allo sgomento, alla storia..

Rimandano al proprio mondo interno.

Diventano – le parole- significanti di un significato non sempre chiaro e lineare (quasi mai direi); un significato che essendo sempre altro, apre ad una difficoltà non indifferente

cosa vuoi tu – ora- da me?

C’è poi il lavoro con le parole.. un lavoro difficile che rischia di rendere le parole stesse senza anima.. vuote.. sterili e fredde, ma: sono davvero le parole ad essere così o chi le usa?

Il quesito mi arrivò bruscamente sul volto, in maniera spiazzante e senza nemmeno chiedere il permesso (come le parole stesse, fanno), lasciandomi il viso bagnato, infreddolito e perplesso dopo l’improvvisa onda emotiva cui la coppia, ci aveva esposto.

Il brano (come gli altri del disco) è legato a una posizione specifica dell’isola di Ouessant, dove l’autore vive.Tiersen spiega, “Ouessant è più di una semplice casa – è una parte di me. L’idea era di fare una mappa dell’isola e, per riflesso, una mappa di quello che sono io. (..)..

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

22 pensieri su “Cosa vuoi dirmi?

  1. maxilpoeta

    troppo spesso le persone sembrano parlino lingue diverse, sebbene poi sovente vogliano dire la stessa cosa. Capita anche in politica di assistere a queste sterili discussioni, in cui sembrano che si vogliano spaccare la faccia, s’insultano ad ogni modo, salvo poi dire le stesse cose. Della serie dopo tanto litigare, sarebbe da dirgli: ” ma guardate che alla fine avete detto le stesse cose” Anche nelle coppie è così, si offendono, s’insultano, quando alla fine in lingue diverse, vogliono le stesse cose… la mente umana spesso è davvero contorta nei suoi ragionamenti astrusi…

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    1. Giusy Autore articolo

      Lui se hai visto il favoloso mondo di Amélie o goodbye Lenin, lo conosci; il minimalismo francese per me è top!
      Con i Litfiba e LP .. apri sempre varchi temporali, tu! :-p

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      1. Giusy Autore articolo

        ahahha “motivi sentimentali acuti fino a un certo punto” è la miglior dichiarazione d’amore sentita, in tempi recenti 😀
        ps- quoto però.. per le oscenità improvvise!

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      2. Povertà 🌟 Ricchezza

        i tempi d’oro, per le loro tasche, sono venuti dopo. Come succede sempre i pezzi sinceri e veri sono i primi, dove non sei nessuno e gridi il tuo disagio, rabbia. Poi qualcuno annusa l’affare, ti ammorbidisce, cambi i toni, diventi più POP per le orecchie della massa, la massa ti conosce solo per i pezzi POP e i pezzi incazzati degli esordi rimangono per gli estimatori

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      3. Giusy Autore articolo

        infatti erano tempi d’oro per chi ascoltava 😀
        almeno lui dal vivo sa essere ancora “sul pezzo” ma concordo sul fatto che alcune cose siano state fin troppo pop. considerando – per l’appunto- gli inizi… mettici poi.. vederli fare i giudici nei talent etc..etc.. insomma sai che c’è? abbracciamoci i vecchi pezzoni e andiamo avanti 😀 nostalgici? possibile.. ma almeno felici :-p

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  2. Povertà 🌟 Ricchezza

    Guarda l’unico vero Litfiba è stato Gianni Maroccolo che infatti quando gli hanno fatto fare la svolta pop (vedi El diablo) se ne è andato. Gli altri, a parte don Aiazzi e il defunto Ringo, dei venduti, soprattutto il frontman P.P. Non dico che sono brutti album eh, solo poca coerenza, Gianni l’aveva vista giusta

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    1. Giusy Autore articolo

      Senti mi devi togliere un dubbio 😄 hai mai visto il film “arca russa?” No perché puoi essere l’unico folle, come me, ad averlo visto😂 sarei curiosa di sapere la tua opinione. Non c’entra una pippa ma ci sto pensando da quando l’ho visto 😅

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