Per – sistere.

Persistere – Esistere – Insistere
Tu.. quale scegli?
Buona Lettura.

ilpensierononlineare

Immagine Personale.

Termine composto dalla particella PER che aggiunge e conferisce l’idea di durata e SISTERE ovvero fermarsi, formato a sua volta dal raddoppiamento della radice stessa di stare: stare fermo o stare saldo.

Indica il rimanere fermo sulle proprie opinioni o risoluzioni.

Si tratta di qualcosa che resta e lo fa, in maniera più forte, intensa e viva.

Spesso ho ascoltato frasi come “conta solo quel che rimane, quello che persiste, quello che esiste”; sembriamo essere diventati tutti San Tommaso pronti a volere la prova dell’esistenza di qualcosa solo toccandola, sentendola, rendendola presenza.

Presenza vuol dire esistenza.

Persistere vuol dire esistere.

Non lo so. Nelle mie vicende personali non credo sia bastato persistere per esistere; mi è anzi capitato che proprio colui che “si è fermato, esistendo”, non necessariamente fosse statico lì ad esserci in presenza.

Perché allora per esistere qualcosa deve persistere restando ferma?

Il timore che qualcosa…

View original post 86 altre parole

6 pensieri su “Per – sistere.

  1. Giuseppe Grifeo

    … “conta solo quel che rimane, quello che persiste, quello che esiste”.
    Su questo ormai da anni, ma ancora di più in epoca Covid, stiamo vivendo un’epoca del tutto contraddittoria.
    Spessissimo il “conta solo quello che persiste” riguarda un passaparola, una teoria sovente cervellotica, non provata né da chi riferisce né da chi ascolta. Una pigrizia mentale e una disperata ricerca di verità non-verità svelate, di temi nei quali credere per far parte di qualcosa, di un gruppo, di chissà cosa. Forse è una forma di vincere sulla solitudine o sul personale senso di inadeguatezza?
    A questo punto quel che persiste e che, proprio per questo, dovrebbe contare, cosa diventa? Sembra persistere, rimanere, ma nei fatti non esiste

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    1. Giusy Autore articolo

      Giuseppe hai sollevato dei bei punti, su cui riflettere.. il persistere del nulla è ormai all’ordine del giorno.. il nulla che prende vita cercando un corpo.. un nulla privo di consistenza che acquista sostanza perchè qualcuno decide di farlo (soprav)vivere tenendolo in circolo.. Un nulla che diventa realtà tangibile e presente solo perchè ascoltato, detto, sussurrato.. e – come dicevi giustamente tu- portato avanti magari solo per bisogno personale.. vedi senso di inadeguatezza o solitudine..
      Assistiamo ormai quotidianamente al nulla più totale che diviene reale.. triste realtà. Buon pomeriggio 🙂

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