18 pensieri su “Pubblica una foto!

  1. maxilpoeta

    se fossi stato giovane oggi, o meglio se ai miei tempi ci fossero già stati questi social, forse anch’io farei parte di quella categoria, come dicevo tempo fa, un tempo anch’io amavo farmi osservare, al punto che mi ero fatto fare un servizio fotografico con tanto di location scelta da me, giusto per farmi notare da chi poi avrebbe visto le mie foto. Era l’epoca dei primi timidi segnali di chat di incontri. Ora le cose sono cambiate radicalmente, oggi non amo apparire, anzi faccio di tutto per non essere nelle foto, in compenso amo sempre di più la bellezza che vedo, in tutte le forme che la natura mi mette a disposizione. Il mio blog in tal senso parla chiaro! 😉😊
    L’età cambia moltissimo il modo di vedere le cose…

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  2. Maria

    “Attua una condotta seducente che poco ha in comune con l’età che dovrebbe essere connotata da spensieratezza e leggerezza.”

    “Il mondo privato sembra essere assoggettato ed esposto ad una continua spettacolarizzazione che ha il compito di rendere meno opache le persone cercando, al contempo, di renderle più visibili.”

    “Nel tentativo di essere meno opachi e più presenti, paradossalmente lo diventiamo ancora di più.”

    Interessantissime queste osservazioni! Profondamente vere… grazie per averle condivise 🙏

    Sono cose che fanno riflettere…

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      1. Giusy Autore articolo

        Oohhhh! I piccoli restano i miei preferiti 😊 anche se paradossalmente sono tra i casi più difficili.. è attuale il caso di un bambino con un disagio molto,molto radicato.. e quanto è stato difficile, tornare a casa, il primo giorno..

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    1. Giusy Autore articolo

      grazie per la lettura, Valentina. attualmente la questione dell’abuso (intendendola in tal modo, ad ampio raggio) è piuttosto complessa. Il tema che evidenzi tu, ad esempio, è attualissimo e molto pericoloso. Il mondo dei nostri ragazzi, le vecchie piazze, si sono spostate nell’online, nel cyberspazio il che comporta nuove forme di violenza agita e subita (ad esempio il cyberbullismo.. ma anche il cybersex). accade che (come nel mondo reale, avviene) chi attua una condotta lesiva o abusante è – per forza di cose- portatore di un grande disagio psichico analogamente però, a chi “diviene” suo malgrado, vittima; allo stesso modo chi sviluppa una dipendenza per i social, una addiction, è ovviamente portatore di un disagio (va infatti considerata come un qualunque tipo di dipendenza, semplicemente in questo caso non c’è una sostanza, ad esempio, tossica, ma un oggetto che assoggetta: l’online). Agli adulti spetta un compito durissimo.. soprattutto un compito educativo non indifferente, ecco perchè ad esempio, consigliamo che fino ad una certa età è giusto che i genitori conoscano la password di accesso agli account dei bambini.
      Buona giornata! 🙂

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