Riflessioni Psy: Vittima di bullismo.

Per anni ho conosciuto i bulli..

La loro presenza – non richiesta- nella mia vita è stata costante, invadente talvolta invalidante.

Ho spesso meditato sull’importanza di parlare del bullismo ma quello che voglio fare adesso, non è fare una lezione sulla terminologia o sul motivo per cui una persona “decide” di diventare bullo.

Non faccio altro che sentire di quanto i bulli siano ragazzi con problemi ma a me, all’epoca, non avrebbe minimamente aiutato o giovato sapere che quella stessa persona che mi buttava a terra, strattonava o insultava pesantemente aveva dei problemi.

Il problema all’epoca era il mio.

Quando andavo a scuola, il termine non esisteva .. così come il problema in sé. C’era il ragazzino o la ragazzina problematica, i galletti di turno.. e tu da solo te la vedevi con loro.

Molti anni sono stati difficili; portare i capelli rossi con la mia altezza, il mio colorito di pelle chiaro e le lentiggini è stato un vero dramma.

Ho odiato il colore dei miei capelli in maniera viscerale; odio ancora le lentiggini; uso da poco indossare abiti con le gambe a vista perché -anche in tempi recenti- donne adulte, hanno preso in giro le mie gambe bianchissime.

Mi hanno chiamata nei modi peggiori a causa del colore dei capelli, mi hanno fermata per strada ponendomi le domande più imbarazzanti e assurde della mia vita..

Poi all’improvviso per alcuni i miei capelli erano poco rossi.. poi la pelle chiara era come quella delle bambole… Insomma non sapevo più se l’immagine che vedevo era quella giusta o meno.

Ma giusta, per chi???

La tua pelle sarà sempre o troppo chiara o troppo scura; gli occhi saranno sempre troppo rotondi o troppo allungati; tu sari sempre o troppo magra o troppo grassa..

(E no.. qui c’è poco da fare ironia, l’argomento è serio.)

Recentemente una madre ha prima ucciso la figlia, poi si è tolta la vita perché la propria bambina subiva bullismo, ovunque.

Lo studio è invaso di ragazzini e ragazzine vittima – più raramente incontriamo i carnefici- dei bulli.

Ho capito – con il tempo- che le persone si possono uccidere e/o ferire prima con le parole.. le stesse parole porteranno poi a dei fatti spesso dall’esito nefasto.

Cosa ho fatto..

Ho deciso nella mia vita che non avrei mai ucciso una persona con le parole ma che quelle stesse parole, quelle armi, le avrei usate per accogliere e contenere chi invece le aveva vissute sulla propria pelle come punta di coltello appena affilata.. quella punta che non buca ma resta fissa ferma immobile creando un livido sempre più scuro e dolente.

Non mi piace la violenza. Non mi piace la morte, specie quella psichica. Non mi piace la distruttività.

Col tempo ho capito che quei benedetti bulli potevo vincerli con l’intelligenza, lo studio e la passione.

Non sarò mai abbastanza.. forse…

Ma sarò sempre me stessa, e la cosa più difficile oggi è aversi, sapere chi sei e portare avanti il tuo personale progetto di costruzione del tuo sé.

Questo non vuol dire “sono così accettami a prescindere”.. questo atteggiamento cela, probabilmente, una non integrazione delle tue parti, lasciando spazio a uno scarico di responsabilità sul prossimo “non mi accetti, il problema è tuo”. Sembra quasi un atteggiamento da bullo.

Cosa ti devi, allora…

Innanzitutto -denuncia- perché oggi i bulli possono essere fermati anche legalmente poi datti il tempo di capire e metabolizzare insieme ad uno specialista.

Dopo che hai denunciato, hai chiesto aiuto e sei ripartito, regalati del tempo e dedicalo alla tua personale costruzione.

Non sarai mai perfetto; le lentiggini saranno sempre troppe.. la tua identità di genere non sarà mai accettata, da qualcuno; alcuni troveranno ripugnante il tuo peso “elevato” o “basso”.

Sarai sempre poco simpatico, troppo frivolo o “facile”.

Ho visto dei bulli ed è vero.. Hanno dei problemi, anche piuttosto profondi, ma quello che puoi fare è non chiuderti in casa o in te stesso a rimuginare per anni perché è così che i bulli vincono.

Puoi decidere di costruire e di edificare la versione che hai, di te stesso.

Le due foto qui sotto, per me, sono piene di difetti (no… non voglio sentirmi dire cose come – non è vero-) voglio più che altro dire una cosa..

Ognuno ha le sue insicurezze.. ognuno vede pregi e difetti che un’altra persona non vede. Ci sarà sempre un “ma”…

Fa che quel ma sia uno spazio di dilatazione al cui interno ci sei solo tu. Sii come la farina (quale tocca a te, saperlo), ingrediente centrale e principale in ogni ricetta, diventa maglia glutinica e solleva te stesso.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

39 pensieri su “Riflessioni Psy: Vittima di bullismo.

  1. Maria

    È che quando ti dicono ripetutamente qualcosa, allora tu impari a crederci davvero! Se ti dicono che sei grassa, imparerai che lo sei, se ti dicono che sei fredda, penserai di te questo. Invece bisogna staccarsi dall’immagine che ci hanno appiccicato addosso e far brillare quella vera che c’è sotto 🙂
    Anche io ho avuto a che fare con i bulli, è una cosa che ti segna nel profondo, ti capisco 🙏 … però le lentiggini sono belle!! Ne ho anche io 😃 e i tuoi occhi sono stupendi!

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    1. Giusy Autore articolo

      è un processo lungo e non facile, quello di riscoperta e rinascita dopo aver subito bullismo. Personalmente ancora (e lo dico senza vergogna), alterno alcuni momenti dove il surplus emotivo è di gestione non facile. La mia vittoria è comunque quotidiana.. lavorare con loro mi dà di diritto, il punto a favore :-p
      grazie Marì.. vedi! io vedo difetti e tu no 😀 grazie 😚

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      1. Maria

        Concordo, qualche ferita sta sempre lì e a volte brucia e ci condiziona nel modo di rapportarci con gli altri.
        Forse lavorare con loro è un po’ come ripercorrere e lavorare anche sulla tua storia personale?
        🦋🌷

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      2. Giusy Autore articolo

        assolutamente sì, fa parte del lavoro mettersi in prima persona, in gioco (pregi e difetti della questione, inclusi) 🙂 e ti dirò.. è anche questa la fortuna 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      oh! leggo della tua storia e davvero comprendo come tu ti possa sentire ☺ tuttavia fa piacere sapere di aver condiviso una storia – la mia- e che questa storia possa trovare riscontri in altri. i bulli non possono vincere se noi, non lo vogliamo. Buona serata 🙂

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    1. Giusy Autore articolo

      sei stato davvero fortunato, AP 🙂 se quando ero “giovane” io non c’era grande tutela, figurati quando lo eri tu.. e come al solito la famiglia fa la base delle cose. grazie per il feedback e buon pomeriggio 🙂

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  2. andream2016

    Sono stato bullizzato sino a tutti i 14 anni … ad esempio prendere il treno la mattina per andare a scuola era diventato un dramma. Forse è per questo che iniziai ad andare a karate, volevo saper reagire. E la cosa bella fu invece che il karate mi insegnò che l’ultima cosa da fare è reagire con la violenza alla violenza. Nel giro di un anno cambiai profondamente, senza aver mosso un dito, ma cambiando il mio atteggiamento mentale verso gli altri e smettendo innanzitutto di autobullizzarmi psicologicamente. Già, perché a livello interiore il mio livello di autostima era talmente basso che penso di aver creduto di meritarmi il male che gli altri mi facevano. Se prima mi guardavo allo specchio e vedevo un essere brutto ed insignificante poi iniziai a vedermi per quel che ero, semplicemente un ragazzo come tanti altri.
    E per finire, cara Giusy, ti capisco bene, ma non vedo nelle foto i difetti che vedi tu. Ma sai bene che quando ci guardiamo vediamo solo una rappresentazione mentale di noi stessi, rappresentazione che a volte è molto distante dalla realtà, o almeno distante da come gli altri ci percepiscono. ‘notte 😘

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    1. Giusy Autore articolo

      ohhhh! Andrea, grazie mille per questo commento: quanta verità nelle tue parole. Pensa che quando giocavo a basket (la mia grande passione) la figlia dell’allenatore mi rendeva le cose davvero impossibili e vivevo il dramma della passione da un lato.. e la paura stress dall’altro.. che casino! Poi.. come saggiamente dici tu.. la condanna peggiore per noi è autobullizzarci quindi anche io.. ho cambiato un bel po’ di cose .. e da quel momento sono rimaste solo cicatrici interne che ogni tanto tirano.. ma la conquista di un diverso assetto verso il mondo, è stata la salvezza!
      Grazie mille.. davvero! questo commento è davvero prezioso. un abbraccio.

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  3. Ehipenny

    Queste parole spero possano fare del bene anche solo ad una persona vittima dei bulli, perché è esattamente questo che dovrebbero sentirsi dire. Ho conosciuto le prese in giro per l’aspetto fisico e i vestiti, per due anni alle scuole medie ho combattuto, e alla fine ho vinto fregandomene, riuscendo a trovare in altre persone una specie di rifugio. E quando smetti di starci male, anche i bulli perdono interesse a considerarti

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    1. Giusy Autore articolo

      è un problema serio ma non impossibile da sconfiggere. grazie mille per il tuo feedback e per aver letto con interesse 🙂 le riflessioni sono fondamentali, oggi! 🙂 Buon pomeriggio.

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  4. Giuseppe Grifeo

    All’epoca, ma anche oggi, avresti dovuto sentire mia nonna paterna, la principessa e baronessa Nella (Sebastiana) Gandolfo di San Giuseppe. “Le vere signore sono bianche”, ti avrebbe detto. Lei – mai abbronzata – e sua sorella gemella, a Caltagirone, erano chiamate le “gemelle Kessler” quando la coppia artistica divenne nota. Questo per farti capire come lei era e come erano fatte fisicamente. Diverse da un certo standard, del tutto normanne, bionde, alte e bianche. Fino alla fine dei suoi giorni abiti lineari, foulard di seta al collo e, al massimo, un filo di perle, nessun carico di gioielli, “farei da simulacro da Santa” diceva. Sicura di sé, nessuna ostentazione che, oltretutto odiava e relegava agli “arrivati” e alla totale mancanza di eleganza, “so chi sono, non devo dimostrare nulla” e, di certo, non sbattendo in faccia agli altri chi era grazie a orpelli vari. Una signora bionda, pallida, alta, di estrema dignità, simpatica, senza pretenziosità “nobili”

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    1. Giusy Autore articolo

      Giuseppe quando parti con queste descrizioni, fai subito “storia e favola”.. qualcosa di incredibile! Beh.. lo dico sempre.. “ho sbagliato epoca, totalmente” ahahahaha! grazie mille per aver portato la tua storia.. ora immagino questa principessa bionda ed elegante che guarda il mare!
      Buon pomeriggio 🙂

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  5. notestowomen

    Thanks for writing this post, Giusy and for sharing your own experience. Bullying is a very serious business and I feel that not enough is being done about it. The story of the mother who committed murder-suicide because of the constant bullying of her daughter is heartbreaking.

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