Psicologia Sociale: Il sé.

Photo by David Cassolato on Pexels.com

Quando vi trovate di fronte ad uno specchio, cosa fate?

Avete mai riflettuto sull’azione di guardarsi e -soprattutto- riconoscersi in una immagine che lo specchio rimanda?

Gordon Gallup (1977) condusse una serie di studi proprio su questo tema giungendo alla conclusione che oltre agli esseri umani, solo le grandi scimmie (scimpanzé, gorilla e oranghi), sembrano essere in grado di riconoscere se stessi.

Gallup pose animali di diverse specie in una stanza con un grande specchio davanti loro; all’inizio gli animali si rivolgevano all’immagine riflessa nello specchio con vocalizzi o gesti tipici che implicavano una risposta da parte dell’altro.

Dopo alcuni giorni, le grandi scimmie (ma non gli altri animali come ad esempio i gatti), iniziarono ad usare lo specchio per eliminare residui di cibo dai denti, per spulciarsi o fare facce buffe, divertendosi. In altri studi, poi, Gallup dopo aver (in seguito ad anestesia) dipinto una striscia rossa sulla testa delle scimmie, notò come al risveglio gli animali, una volta trovatisi innanzi allo specchio, lo usassero per guardarsi e pulirsi la testa.

Successivamente, compiendo esperimenti simili (senza anestesia), alcuni psicologi scoprirono che i bambini riescono a riconoscere la propria immagine nello specchio tra i 18 e 24 mesi.

La capacità di riconoscersi è la prima chiara espressione del concetto di sé. (Boyesen e Himes, 1999).

Dopo questo riconoscimento, il concetto di sé diviene estremamente importante; immaginiamo a tal proposito di vivere senza avere una chiara idea di chi siamo..

Nella conduzione della nostra vita, quotidianamente, ciò che noi avvertiamo come il nostro sé, occupa e dirige le nostre azioni.

Se per qualche motivo abbiamo problemi di vista, corriamo ai rimedi indossando occhiali o lenti a contatto; se tuttavia abbiamo problemi di udito.. difficilmente ricorriamo ad apparecchi acustici..

Perché?

Secondo Mayers è più difficile accettare un apparecchio acustico (anche se invisibile) perché molto probabilmente siamo così preoccupati dell’immagine che diamo di noi stessi (immaginiamo a tutti i soldi spesi, annualmente, per parrucchieri, estetisti, palestre o creme varie), da non voler che qualcuno pensi che il nostro udito sia imperfetto e che noi possiamo invecchiare.

Il sè quindi riveste un ruolo fondamentale in numerosi aspetti della nostra vita tanto da spingere la persona ad usare numerose energie nel tentativo di costruirlo e mantenerlo.

Per scoprire da dove origina la percezione del sé, i neuroscienziati hanno esplorato le attività del cervello alla base de costante senso di essere se stessi. Alcuni studi suggeriscono che pazienti con danni all’emisfero cerebrale destro, non riescono a riconoscere e a controllare la propria mano sinistra. La corteccia prefrontale mediale, una struttura di tipo neocorticale che occupa la scissura centrale tra i due emisferi cerebrali (dietro gli occhi), sembra essere la responsabile della coesione del sé e risulta essere più attiva quando si pensa a se stessi.

Gli elementi del concetto di sé (le specifiche convinzioni in base alle quali si definisce se stessi) sono quelli che vengono definiti schemi di sé.

Gli schemi di sé sono considerazioni sul sé che strutturano e guidano l’elaborazione di informazioni importanti per il sé.

Se per una persona, l’atletica è fondamentale (per il proprio concetto di sé), tenderà a notare il corpo e le abilità fisiche degli altri e richiamerà alla mente con maggiore facilità, esperienze legate allo sport. Se il compleanno di un tuo amico è vicino al tuo è più facile che tu ricorderai la data (altro che facebook che avvisa; il miglior computer resta il nostro cervello e il suo funzionamento tecnicamente perfetto).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

8 pensieri su “Psicologia Sociale: Il sé.

  1. maxilpoeta

    il concetto del se a mio avviso è anche molto legato all’età, io ricordo fino a qualche anno fa ero completamente assorbito dal mio apparire, vedi le immagini che avevo postato per il compleanno. Ora come ora do meno importanza all’apparire, anche perché superata una certa età non si può pensare di avere un fisico uguale ad un ventenne, per quanto si tenti di mantenersi in forma, in ogni caso non saremmo mai come vorremmo essere. Meglio pensare a stare bene con se stessi, e guardarsi dentro piuttosto che fuori 😉👍

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      1. maxilpoeta

        secondo me andando avanti con l’età si è persino più felici, può apparire paradossale, ma eliminati i problemi di stress dovuti all’apparire, all’essere in qualche modo notati, si finisce per godersi la vita al meglio. E’ come rinascere una seconda volta 😊👍

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