Ospedali telematici…

“La tecnologia ci ha scagliato addosso la più tremenda delle maledizioni, impedendoci anche solo per un istante di sfuggire al presente. In epoche di catastrofi le generazioni passate potevano rifugiarsi nella solitudine, staccarsi dal mondo; a noi invece è toccato conoscere e condividere ogni cosa che accade sul nostro pianeta, e nell’ora e nel minuto preciso in cui avviene”

Stefan Zweig.

Questa frase completa un po’ – concettualmente- il post di ieri…

Grazie Maè per la “dritta culturale”.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

20 pensieri su “Ospedali telematici…

    1. Giusy Autore articolo

      Perfettamente d’accordo; parli con una che praticamente non la usa proprio .. non avendo social vari. Non si spegne per timore – forse- della solitudine e di dover esser troppo vicini a se stessi.. Guarda cosa è accaduto, in termini di disagio psicologico, quando in quarantena siamo stati obbligati a stare così tanto vicini a noi stessi..
      Non tutti amano pensare.. specie nell’epoca della velocità.. una velocità che talvolta porta verso mete del tutto illusorie.
      Grazie per il feedback 🙂

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      1. Lettere Viventi

        Il confine tra l’usare uno strumento e l’essere usati dallo stesso è molto sottile e a volte non ci rendiamo conto proprio perché non pensiamo, ma ci limitiamo ad agire.
        La velocità ci permette di fare molte più cose, è vero, ma ce le stiamo godendo anche di meno, perciò non so fino a che punto ne valga la pena.

        Grazie a te per la risposta.

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      2. Giusy Autore articolo

        Anche qui, non posso che essere d’accordo con te. Nell’ambito della pratica clinica vediamo ormai quotidianamente bambini, ragazzi e adulti schiavi del mezzo informatico.. Le nuove addiction, le dipendenze che una volta ci facevano solo schiavi di una sostanza tossica, adesso sono diventate dipendenze di qualcosa che dall’esterno ci controlla: accendo il fuori e spengo il dentro.
        La maggior parte delle persone soffre di problemi di attaccamento; il circuito informatico è diventato la nuova baby sitter o la madre contenitore assente durante l’infanzia. Qualcosa che ho tra le mani.. da freddo mezzo diviene qualcosa di caldo che accoglie i miei pensieri, le mie paure.. Un piccolo strumento diviene il confine del mio corpo .. illusorio collegamento con il mondo che spegne però il mio mondo personale.
        Bisogna sempre tener a mente e mantenere saldo il confine con/del proprio mondo.. la propria privacy.. il proprio spazio e recuperare la bontà del proprio tempo.. senza dare sempre spiegazioni per il proprio vissuto spiaccicandolo in qualsivoglia bacheca.
        A disposizione per ogni opinione che voglia circolare liberamente 🙂

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      3. Lettere Viventi

        Ottimo consiglio. E, se reputerò ne valga la pena, dirò volentieri la mia, anche se sono più bravo a domandare che a dare risposte.

        Grazie di nuovo e buon proseguimento di giornata.

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      1. Povertà 🌟 Ricchezza

        Nel punto basso del Maè si dice ci sia un pullman tedesco che transitava fatalmente sul ponte al momento del disastro del citato Vajont. Un pullman pieno di morti dal 1963, nessuno lo ha mai cercato. 🤔 Va beh qua si devia dal discorso principale…

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      2. Giusy Autore articolo

        Freud usava la metafora dell’archeologo circa il lavoro dello psy: come l’archeologo scava tra le rovine, lo psy scava nella psiche umana 🥰 aaahhhh…

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