Patatine fritte e Marijuana: Ricerca in pillole.

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Riuscite a resistere davanti un piatto di patatine fritte?

In un articolo comparso sui “Proceedings of National Academy of Sciences”, Daniele Piomelli, Nicholas Di Patrizio, Giuseppe Astarita e i colleghi dell’Università della California a Irvine e dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, spiegano che la colpa, sembra essere degli endocannabinoidi.

Vi dice niente questa parola?

Gli endocannabinoidi, mediatori che si legano agli stessi recettori con cui interagiscono gli alcaloidi della marijuana, si producono nell’intestino tenue dei topi ogni qual volta gli animaletti assaggiano qualcosa di grasso.

Il processo inizia in bocca dove i grassi inducono l’invio di un segnale che arriva al cervello e poi, attraverso il nervo vago, all’intestino, stimolando la produzione di queste sostanze e avviando un aumento della segnalazione cellulare che richiede l’assunzione indiscriminata di cibi grassi.

La spinta evolutiva – innata- ad ingerire grassi (che è qualcosa di cruciale per il funzionamento delle cellule), finisce (quando fuori controllo) per provocare obesità, diabete o cancro.

Per frenare questa tendenza si potrebbero mettere a punto farmaci in grado di ostacolare proprio l’attività degli endocannabinoidi.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

13 pensieri su “Patatine fritte e Marijuana: Ricerca in pillole.

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