Comunicazione Patologica: La disconferma

“Se fosse realizzabile, non ci sarebbe pena più diabolica di quella di concedere a un individuo la libertà assoluta dei suoi atti in una società in cui nessuno si accorga mai di lui”

William James

Parliamo di disconferma, un fenomeno che avviene nella comunicazione patologica. Watzlawick in “Pragmatica della comunicazione umana” utilizza questa frase di William James per introdurre e presentare probabilmente uno dei fenomeni più importanti nella comunicazione patologica umana.

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La situazione descritta da James, secondo Watzlawick, potrebbe senza dubbio portare alla perdita del Sé, essendo un esperienza alienante per la persona che la vive.

Nella disconferma avviene qualcosa che va al di là del mero rifiuto di una comunicazione o di una definizione data da una persona (emittente). La disconferma nega la realtà della persona (emittente). Il rifiuto si limita a prendere il messaggio della persona che lo emette e gli dice “hai torto, non è come dici“. La disconferma, invece, reca il messaggio, “tu non esisti“.

“Si compie l’atto conclusivo di questo processo […] quando – trascurando completamente come il soggetto agisce, cosa prova, che senso dà alla sua situazione – si denudano di ogni valore i suoi sentimenti, si spogliano i suoi atti delle motivazioni, intenzioni e conseguenze, si sottrae alla situazione il significato che ha per lui – e così egli è totalmente mistificato e alienato. ”

Laing

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

10 pensieri su “Comunicazione Patologica: La disconferma

  1. maxilpoeta

    un po’ complesso da interpretare come messaggio, potrebbe essere letto come un atto di assoluta supremazia, della serie io sono superiore a te, quindi per me tu non esisti. Fra l’altro questo tipo di messaggio è particolarmente citato in tutte le guerre razziali e in tutte le minoranze di vario genere, molto spesso discriminate per il loro stato sociale o umano….

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Max. Non è proprio un atto di supremazia, piuttosto un completo disconoscimento dell’altro in quanto individuo, ma non per una questione di supremazia. Spesso infatti chi genera un messaggio di disconferma, pare non rendersene neanche conto.. nonostante faccia un danno grave all’altro.

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