L’imbarazzo.

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“E’ meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”.

Michel de Montaigne

Quando con il mio collega -con modi ed esempi diversi- parlavamo dei danni che la DAD stava silentemente (neanche poi così tanto), inducendo nei nostri bambini e giovani, di “nasi storti” ne abbiamo dovuti fronteggiare non pochi.

Un esempio su tutti: quelli del barrichiamoci in casa in eterno “tanto poi finisce”..

“Finisce male, direi”..

Con una bella dose di imbarazzo linko i risultati delle prove INVALSI 2021.

Durante l’anno ho avuto modo di seguire da molto vicino (il mio campo di indagine prediletto è quello dell’infanzia e adolescenza) il crollo totale e totalizzante dei bambini, ragazzini e ragazzi tenuti online per mesi interi.

Il risultato è – ora- sotto gli occhi di tutti.

Ho visto la regressione dei bambini; un boom di diagnosi di DSA, un aumento esponenziale di fobia sociale, ansia, panico, terrori; regressioni infinite sul piano relazionale; emotività appiattita.

La testa non ha bisogno di essere riempita (per l’istruzione non basta sedere dei corpi davanti un pc in attesa, quasi messianica, di imparare qualcosa).

La testa si fa, si forma, si modella nell’interazione, nell’errore, nell’incontro e nello scontro (con i pari e con l’autorità).

Ammetto – senza mezzi termini- che sono profondamente in imbarazzo e amareggiata.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

12 pensieri su “L’imbarazzo.

    1. Giusy Autore articolo

      Buon pomeriggio Marcello!
      Grazie per aver compreso l’umore e il senso dello sconforto. Pensa che ho lavorato affiancando delle tutor per bambini con DSA e nel giro di un anno, il quadro psicopedagogico è crollato in maniera esponenziale. La scuola italiana, da anni, non si occupa più dei suoi studenti.. credo sia un dato di fatto.
      Spero che dal dato di fatto si passi – ai fatti – il prima possibile.
      Grazie ancora per il tuo feedback!

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  1. aure1970

    Il mio parere, da genitore, sulla DAD è che ha amplificato i limiti di (alcuni, purtroppo non pochi) insegnanti.

    Per non limitarsi a riempire le teste, bisogna avere competenze sociali e capacità di comunicare. Solo così si “affascina” la classe e si insegna.

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    1. Giusy Autore articolo

      posso condividere.. il problema è che nell’insegnamento sono davvero pochi, allo stato attuale, quelli che hanno scelto la professione per la famosa “vocazione”. Come dicevo.. saranno tante le questioni aperte dalla pandemia.. questioni che non possiamo più rimandare. Buona serata 🙂

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  2. maxilpoeta

    purtroppo l’anno che abbiamo appena trascorso è stato critico su molti fronti, fra cui quello scolastico. I danni anche a livello di capacità di studio sono evidenti, giusto ieri sera parlavano di come gli studenti nell’ultimo anno abbiano perso tantissimo come livelli di apprendimento. Questo probabilmente è anche causato dai vari problemi psicologici che sono sorti nel periodo dell’isolamento, quando anche la concentrazione veniva meno in molte occasioni. Speriamo solo che il prossimo anno sia diverso, con le nuove varianti pare che la situazione torni ad essere preoccupante…

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