Fobie

Le fobie possono essere descritte come paure irragionevoli e inappropriate. Esse sono state definite per la prima volta già nel 1798 come “paure di demoni immaginari o paure indebite di cose reali” da Benjamin Rush che le descrisse facendo un elenco di 18 fobie.

Oggi le fobie sono abbastanza comuni, si possono osservare a tutte le età e a volte si accompagnano ad altri tipi di disturbi come gli attacchi di panico, le compulsioni (disturbo ossessivo compulsivo) o anche disturbi dell’umore (depressione). Le fobie hanno un peso specifico determinante e a volte devastante per la vita delle persone che ne soffrono. La fobia in generale è descritta come una paura unica ma dirompente e invalidante.

” Un ragazzo venne ad un primo incontro insieme alla madre. Era magro, abbastanza alto per la sua età. Entrò con passo esitante, ma appena accolto in stanza e invitato ad accomodarsi insieme alla madre, si andò a sedere velocemente. Nonostante facesse particolarmente freddo quel giorno portava solo una felpa col cappuccio, opportunamente alzato a coprire la testa e il volto. Sotto il cappuccio si intravedeva un cappellino di lana e un ciuffo di capelli che spuntava sulla fronte che gli copriva ulteriormente il capo, gli occhi e il volto. Si sedette, chinò il capo, mani nelle tasche della felpa scura e rimase in silenzio. La madre esordì dicendo: ” non so neanche come sono riuscito a portarlo qui dottore, non voleva venire. Non esce da giorni, dice che si mette vergogna e che ci viene l’ansia, non so più che fare.”

Caso clinico –
fobia sociale – immagine google

Le fobie sociali sono condizioni molto diffuse e si possono manifestare spesso con altri disturbi dell’umore o con disturbi d’ansia. Ci possono essere diverse manifestazioni cliniche dell’ansia sociale (caratterizza questa fobia una forte paura per il giudizio degli altri, sentirsi inadeguato e non all’altezza degli altri) e può essere estremamente sintetizzata come una variante molto più grave della timidezza. Spesso insieme alla fobia sociale si può presentare l’agorafobia (letteralmente paura delle piazze) che può portare ad un forte timore per le uscite in generale (anche andare al supermercato), paura di allontanarsi troppo da casa, paura di sentirsi male in pubblico (dove si potrebbe esser notati e creare un disagio) o sentirsi male in un posto dove si potrebbe non essere visti e quindi soccorsi. La claustrofobia è invece la paura degli spazi ristretti e chiusi (questa fobia si lega spesso alla sensazione di sentirsi soffocare, non respirare, come se mancasse l’aria).

Copertina di un videogioco – immagine google

La fobia per le malattie (negli ultimi tempi più presente nelle persone a causa della pandemia), ad esempio, si differenzia dall’ipocondria, perché rispetto a quest’ultima, nella fobia è presente l’evitamento per la situazione temuta. La paura risulta essere sproporzionata rispetto alla situazione reale; la persona non riesce a controllarla volontariamente e non riesce ad eliminare l’ansia seppur in possesso di spiegazioni razionali.

Nelle fobie, l’ansia, dal punto di vista soggettivo (per la persona che la prova) si può considerare “situazionale” (legata ad una situazione, timore per qualcosa in particolare); l’ansia, nelle fobie, è in genere legata a qualche circostanza o oggetto specifico. In genere la persona si “difende” da queste sensazioni di ansia e paura ingestibili evitando la situazione o l’oggetto specifico che procura l’ansia (evitamento).

immagine google

Concludendo, vorrei soffermarmi sull’aspetto soggettivo di questo problema. Può sembrare, a chi la vede “da fuori”, che la fobia sia una cosa estremamente bizzarra, a volte fastidiosa, a volte addirittura esilarante. In realtà la percezione per chi la vive è estremamente reale, di natura invasiva e coercitiva tanto da compromettere la quotidianità di una persona. Come le ossessioni, le fobie sono ripetitive e difficili da estirpare. Resistere ad una fobia è a volte quasi impossibile. Le persone che ne soffrono sono consapevoli dell’esagerazione e dell’irrazionalità delle loro paure, ma non riescono al liberarsene perché sono “paure interne”, provengono da loro stessi.

La psicoterapia può essere molto efficace per la risoluzione delle fobie, ma nei casi gravi può essere necessario, oltre alla psicoterapia, anche il supporto della terapia farmacologica almeno nelle fasi iniziali.

https://ilpensierononlineare.com/2019/06/26/pavor-nocturnus-terrore-notturno-e-bambini/

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

15 pensieri su “Fobie

    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Max, sì ti posso assicurare che sono molto invalidanti. Probabile che il tuo essere ansioso per la salute sia collegato alla preoccupazione diffusa per la pandemia, purtroppo in un periodo come quello che viviamo è abbastanza normale. Basta che questa preoccupazione e quest’ansia non diventino pervasivi tanto da condizionarti.

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  1. Paquerite

    Sto scoppiando, ho appena letto il tuo articolo
    Quindi tutto è iniziato tanto tempo fa con grande timidezza e nell’adolescenza con un’agorafobia molto paralizzante.
    Ti risparmierò i dettagli, ma contro cosa ho combattuto per superare questa paura ovviamente irrazionale. Ci sono riuscito.
    ma ho la sensazione che questa fobia sia cambiata, questa paura interna sia saltata su qualcos’altro, l’amossofobia.
    Oggi sono amoxofobico, e lo faccio, ho speso molti soldi per cercare di sbarazzarmi di questo problema, ho provato molte terapie, ipnosi, EMDR, sciamano;), yoga, psicoterapia, aggiustacossa … e più dubbi che ho finito per dimenticare.
    È molto difficile sbarazzarsi di una fobia, soprattutto perché la mia mi porta ad avere attacchi di panico in macchina se sento il minimo pericolo …
    Grazie per il tuo articolo molto interessante !!
    Bella serata Gennaro
    Domani leggerò Giusy!

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Corinne, buongiorno. Comprendo quale può essere stato il tuo stato d’animo una volta che si è ripresentata la fobia in maniera diversa. Mi dispiace che tu non sia ancora riuscita a risolvere del tutto, anche dopo tanti tentativi. Le fobie sono davvero molto frustranti. Personalmente posso dirti che ho avuto almeno tre o quattro pazienti con la fobia dell’auto. Pare sia una delle fobie più diffuse in questi ultimi anni. Però ti posso rassicurare che può andar via. Nel tuo caso probabilmente potrebbe esserci qualcosa di sospeso che non ti permette ancora di risolvere del tutto. Grazie a te per le tue preziose riflessioni. Buona giornata.

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  2. minghina55

    Le fobie, la depressione l’ansia rendono la vita invivibile e, chiunque capita in questi vortici deve avere la forza di farsi aiutare , quando a soffrirne sono soggetti molto giovani i genitori devono farsi carico di tutto ciò che è nelle proprie facoltà affinchè i ragazzi trovano la via d’uscita e non il baratro davanti a se.

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  3. andream2016

    Vabbè, io con le fobie convivo da sempre. Fobia insetti e ragni la più forte … ma anche obsessive compulsive (avete presente il rubinetto gas da chiudere prima di andare a letto?) Però con gli anni sono riuscito a controllare la parte ossessiva compulsiva, mentre quella per insetti e ragni è rimasta forte come prima. La depressione (che non riesco a definire fobia) è ormai sotto controllo da 12 anni, grazie ad una bravissima psicoterapeuta ed all’ottima paroxetina.
    Ma in fondo io rientro nello spettro autistico (in forma leggera, e sicuramente ad alto funzionamento ) per cui non mi stupisco, anche se con i decenni sono riuscito a controllare tante uscite “bizzarre”, ed in questo lo zen mi ha aiutato tantissimo.

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    1. Gennaro Autore articolo

      Ciao Andrea, hai dovuto affrontare tutta una serie di problemi di non facile risoluzione. Non deve essere stato facile perché poi le motivazioni e la forza di volontà per andare avanti in questi casi spesso vacilla. Veramente complimenti per i risultati ottenuti nonostante la fobia per insetti e ragni che non va via.

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      1. andream2016

        Beh, la fobia per gli insetti e ragni me la tengo stretta 😉 Poi ho Barbara (mia moglie) che non ha paura né degli insetti né dei ragni, per cui ho la salvatrice in casa 😄. Al limite, come una volta a Parigi, in cui in casa mia si presentò (senza nemmeno prendere un appuntamento) un ragno enorme, posso sempre uscire ed andare a dormire in albergo. Beh, come dissi una volta, uno dei motivi per cui sono professore universitario è guadagnare abbastanza per poter scappare a dormire in albergo in caso di “attacco” di ragni grossi e pelosi 🤣. Ovviamente sto esagerando, ma il mio è davvero terrore per tutto ciò che è più grande di una mosca, ma solo se sono in casa, all’aperto controllo bene la paura.

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