Focus Group.

Photo by Min An on Pexels.com

Presentazione della tecnica.

Il focus group è una tecnica di raccolta dati qualitativa. È un’intervista allargata faccia a faccia e prevede la presenza di un conduttore, un aiuto conduttore, di un gruppo di persone e in genere due osservatori.

Attraverso la somministrazione di alcuni stimoli (come domande più o meno strutturate), si dà vita al dibattito guidato; in questo modo si presta più attenzione alla qualità dei dati trattati ed emersi, piuttosto che alla quantità di questi.

Scopi, utilità e limiti.

I campi in cui questa tecnica è stata utilizzata, sono molteplici. Originariamente la tecnica è nata per le indagini di mercato (ovvero per capire le opinioni dei consumatori circa un determinato prodotto). Dopo un periodo di declino (negli anni 80), la tecnica è stata rivalutata, soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica.

Il focus group viene usato dai ricercatori o nelle fasi esplorative del loro lavoro, o quando intendono cercare conferme o disconferme rispetto alle teorie interpretative ed esplicative dei problemi che essi stanno studiando, o -ancora- per mettere a punto strumenti di rilevazione dati come i questionari.

Esso può però anche fungere da strumento per l’interpretazione dei risultati di una ricerca già effettuata. Il focus può essere sia usato nel caso di indagini pilota (quindi come strumento di ricerca autonomo), o per raccogliere informazioni sullo svolgimento e andamento di progetti già in atto (per fornire il punto della situazione e per procedere alla loro riprogettazione).

Il focus group si basa sull’intervista a più persone (tra le sei e le dodici unità, disposte le une di fronte alle altre), sono i grado sono in grado di assicurare una produzione di idee quantitativamente ma soprattutto qualitativamente più significative rispetto all’intervista individuale.

Questo perché un tema trattato da un membro, può poi essere ripreso da un altro partecipante e può essere trattato in modo più articolato; in questo modo uno stesso contenuto può essere interpretato da più punti di vista. Essendo una metodologia di tipo qualitativo, i risultati ottenuti con il focus group non possono essere utilizzati per fini statistici. Invece data la sua configurazione di attività semistrutturata, il focus è in grado si permettere l’apprezzamento di dati qualitativi in sé ai fini di una ricalibratura di un progetto formativo.

Componenti, elementi procedurali e fasi.

Il focus group è una tecnica che richiede un attento lavoro di preparazione e impegno affinché le sue fasi e componenti procedurali vengano rispettate. Quindi è importante procedere con una corretta individuazione degli obiettivi, scelta dei partecipanti, individuazione degli strumenti e metodologie di volta in volta più adatte, e una precisa preparazione da parte del conduttore o leader.

Circa gli scopi del focus group, di solito questi vanno decisi in equipe e (se necessario), vanno individuati con la committenza. Gli obiettivi vanno successivamente formulati tenendo conto sia del contesto in cui il focus group è proposto, sia tenendo conto del motivo per cui il focus group viene condotto.

Il focus group può anche servire per fare il punto sull’andamento organizzativo di un’azienda o istituzione ; così come tale metodologia può essere utile quando -in sede di progetti educativi e formativi- si voglia fare il punto della situazione attraverso l’ascolto di testimoni privilegiati in grado di esprimersi relativamente ad aspetti che hanno funzionato a dovere e per i quali si può pensare di riproporli, oppure relativamente ad aspetti problematici che chiedono innovazione e cambiamento sia nella prospettiva della riprogettazione educativa e formativa sia nella realizzazione e gestione pratica della stessa.

Il focus può essere guidato grazie ad una scaletta di argomenti o ad una serie predefinita di domande. Il numero e qualità di queste, può essere variabile a seconda degli obiettivi del focus; della difficoltà e articolazione dei temi trattati, del tempo a disposizione, del numero dei componenti del focus e anche del carattere che si pensa debba assumere la discussione ( botta e risposta o approfondimento).

Questo dipende da una scelta preventiva da parte del leader.

Il focus richiede una serie di domande o stimoli centrati sull’obiettivo, ma formulati e proposti in modo abbastanza morbido in modo da lasciare spazio e libertà di interpretazione ed espressione. Il grado di strutturazione e l’ordine della scaletta delle domande devono essere maggiori e adeguatamente pensati se devono servire per tenere più sessioni di focus group con referenti diversi, al fine di comparare i risultati ottenuti.

Il focus group può anche essere svolto fornendo una serie di stimoli verbali o attraverso la visione di filmati o materiale fotografico o disegni. Circa la scelta dei partecipanti, l’età, il genere, l’appartenenza a determinati contesti o i ruoli professionali, possono essere elementi discriminanti per l’individuazione dei partecipanti.

È necessario comunque che i partecipanti risultino su un piano di parità tra loro, come ad esempio è importante che non vi siano grosse differenze circa le competenze relativamente al tema d’oggetto di studio del focus, in quanto se ciò accadesse potrebbe verificarsi una spaccatura tra coloro che sanno e che vengono visti come gli esperti, e coloro che non sanno. È bene poi che i protagonisti non siano stati costretti a partecipare al focus, in quanto è necessario che i partecipanti del focus group siano interessati ai contenuti da discutere, non sottovalutando di poterli informare per tempo in termini generali sui temi da prendere in considerazione, in modo che possano arrivare alla sessione dopo che vi abbiano già pensato.

Il tempo di conduzione del focus group va dall’ora e mezza alle due ore.

Nel caso di questioni complesse, per garantire la qualità dei risultati e per non rendere il lavoro oneroso, è preferibile pensare a più di una sessione di focus group.

Come per il brainstorming è preferibile che la disposizione dei partecipanti sia a cerchio o attorno ad un unico grande tavolo, in modo che tutti si possano reciprocamente vedere in volto.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Un pensiero su “Focus Group.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...