Memoria in pillole: Memoria di Lavoro.

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E’ la memoria preposta al mantenimento temporaneo e all’elaborazione dell’informazione durante lo svolgimento dei compiti cognitivi.

Si tratta di un insieme di meccanismi che hanno la funzione di elaborare intenzionalmente stimoli che provengono da fonti percettive e/o MLT (memoria a lungo termine).

Risulta costituita da un processore mentale (esecutivo centrale) che presiede a tutte le operazioni cognitive di tipo intenzionale e due magazzini che mantengono l’informazione; tali magazzini sono: il ciclo fonologico (deputato al mantenimento del materiale verbale) e il taccuino visuo spaziale (mantenimento informazione visiva).

Andando più nello specifico:

ESECUTIVO CENTRALE: ha molte funzioni come pianificare le azioni in funzione di uno scopo e il monitoraggio sulle azioni automatiche.

CICLO FONOLOGICO: ha le caratteristiche del modello di memoria breve termine di Athinkson e Shiffrin. Il codice in cui trattiene l’informazione è quello fonologico. Lo span del magazzino fonologico corrisponde alla quantità di materiale che può essere pronunciato in un tempo di 2 secondi.

IL TACCUINO VISUO SPAZIALE: deputato a conservare temporaneamente l’informazione visiva e spaziale per mantenerla disponibile per l’esecuzione di compiti immaginativi da parte dell’esecutivo centrale. Ad esempio applicare una mnemotecnica di tipo immaginativo come quella dei loci.

Secondo il modello della memoria di lavoro, l’elaborazione a breve termine non è sempre necessaria per il trasferimento dell’informazione nella memoria permanente.

Un esempio è a tal proposito, il caso di HM (paziente di Mihler) la cui storia viene utilizzata per spiegare la dissociazione tra MBT E MLT (memoria a breve e lungo termine). A seguito di un intervento egli ricordava gli eventi della vita passata, ma ogni giorno doveva riapprendere nozioni come nomi delle persone o delle cose. La MBT funzionava bene, ma la MLT no perché sopraggiungevano problemi nei meccanismi di apprendimento a pungo termine.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

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