Picacismo: psicopatologia in pillole.

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Il termine deriva dal latino pica, gazza, un volatile onnivoro.

Picacismo indica il comportamento dei bambini che durante il primo anno di vita tendono a mettere tutto in bocca: ogni oggetto è commestibile. Il protrarsi del comportamento è frequente in bambini che presentano ritardo o che vivono in ambienti caratterizzati da profondo degrado o altamente deprivanti.

Nell’adulto il picacismo è indicativo di un atteggiamento regressivo (modalità di soddisfacimento orale) e ricorre frequentemente nelle condotte degli schizofrenici.

Il picacismo rientra nei disturbi del comportamento alimentare; di solito ciò che il picacista mangia non provoca danni, ma talvolta può causare complicanze, come l’occlusione del tratto digerente o l’avvelenamento.

I medici tendono a diagnosticare il picacismo a soggetti che hanno superato i 2 anni e che hanno consumato, per almeno 1 mese, cose che non sono commestibili.

Ricordiamo che in alcune parti del mondo, mangiare cose non commestibili fa parte della tradizione culturale, come nel caso della medicina popolare, dei riti religiosi o di pratiche diffuse. Alcuni abitanti della Georgia Piedmont, ad esempio, mangiano regolarmente argilla.

Tendenzialmente sono le carenze nutrizionali del picacista ad allarmare familiari o egli stesso ed è per questo motivo che la persona chiede aiuto.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.