Comunicazione di massa.

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I mass media, prima di essere un fenomeno ideologico, sociologico e culturale, sono un fenomeno semiotico (produzione di segni e di comunicazione); tale “condizione” è ciò che per U. Eco porta a una sociologia dell’emittente: il capitale monopolistico che determina i valori e i contenuti delle pubblicità, i regimi e i gruppi sociali che si servono della radio, ecc..; una sociologia del ricevente (con analisi degli effetti dei mass media e le varie ricerche sul pubblico); una sociologia dei canali (i diversi media) e la sociologia dei messaggi per:

“verificare se quando l’uomo parla è libero di comunicare tutto quello che liberamente pensa, o è determinato dal codice. La stessa difficoltà di identificare i “nostri pensieri” se non in termini linguistici, lascia legittimamente il sospetto che l’emittente del messaggio sia parlato dal codice. I meccanismi, gli automatismi del linguaggio spingerebbero i parlante a dire certe cose e non altre” (1968, p.51)

Baudrillard interviene invece sull’onnipotenza del codice della comunicazione dei media; secondo il sociologo questo tipo di comunicazione rischia di diventare il modello di ogni forma di comunicazione “uno parla e l’altro no, uno sceglie il codice e l’altro ha l’unica possibilità di sottomettersi o astenersi”.

Ne deriva che in tal modo, si arrivi a costruire un “modello di simulazione” della comunicazione stessa, dal quale sono esclusi la reciprocità, l’antagonismo di chi vi prende parte e l’ambivalenza dello scambio stesso.

Le posizioni di Baudrillard sono mitigate dalle considerazioni psicologiche relative alle predisposizioni del soggetto ricevente e ai processi selettivi di percezione e di memoria che ne risultano e che Klapper ha elencato come:

  • esposizione selettiva: i soggetti recettori scelgono i mezzi di comunicazione cui sottoporsi e scelgono quelli che offrono un’informazione loro congeniale
  • l’autoselezione: i soggetti recettori, quando sono sottoposti a materiale non gradito o non lo gradiscono oppure lo modellano alle loro opinioni
  • memorizzazione selettiva: i soggetti recettori tendono a ricordare l’aspetto che è loro congeniale (o la parte maggiormente gradita) della comunicazione di massa.

La parte però ancora più interessante, è il pensiero offerto da H. Marcuse quando dice:

“il controllo esercitato dai mass media avviene mediante la riduzione delle forma linguistiche e dei simboli usati per la riflessione, l’astrazione, lo sviluppo, la contraddizione, mediante la sostituzione di immagini a concetti. Esso nega o assorbe il significato trascendente; non cerca, ma stabilisce e impone verità e falsità (..) La nuova finezza del linguaggio magico-rituale è da vedersi nel fatto che le persone non vi credono o non se ne curano, eppure agiscono in conformità ad esso (1964, p-120).

Sì.. le parole significano e creano i pensieri in uno scambio aperto e circolare; dove le parole generano (e si generano), dove i pensieri generano (e si generano).

I pensieri (e le parole) portano alle azioni (le migliori o le peggiori).

Le parole sono importanti.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio