Nero 0 Bianco 1: propaganda dell’idiota.

Ho provato a non fare una riflessione psy, ma qualcosa in me oggi non va.

La (non) struttura delle mie riflessioni è sempre la stessa, l’inconscio va e io semplicemente scrivo.

In questi giorni così caotici in cui tutti sembrano muoversi ‘a core, come direbbe la mia lingua madre, non posso fare a meno di riflettere.

Il mio malessere gira sempre intorno ad una sola cosa; la differenza in peso (che a quanto pare si misura in oro, vista la differenza in termini economici di fondi stanziati dal governo), tra una vita nera e una bianca.

Il razzismo a me proprio non va giù, non ho altro modo per dirlo.

Nella stessa giornata (3 Aprile), contemporaneamente ci sono stati gli ennesimi cori razzisti (sempre dagli allegri bergamaschi) contro Kalidou Koulibaly (ho anche difficoltà a scrivere quello che è stato detto: provo vergogna) e da parte dei romanisti (altra gente allegra), mentre erano impegnati a giocare con la Sampdoria, contro i napoletani (devono volerci proprio bene se, nel mentre sono impegnati in tutt’altra cosa si prendono la briga di cantare la gioia per la morte del mio popolo…).

Dove sto andando a parare?

Questi stessi soggetti, sono gli stessi che nel pieno dell’attuale guerra, hanno mostrato bandiere dell’Ucraina o su qualsiasi tipo di piattaforma, sposano la causa del popolo ucraino.

Hai presente la frase “Non sono razzista ma… aiutiamoli a casa loro!”... ecco..

Si tratta di frasi caratterizzate da congiunzioni avversative -da un punto di vista grammaticale- vengono cioè legate due parole o due proposizioni che risultano in contrasto. Si tratta di una dissonanza cognitiva che serve a dissimulare la realtà dei fatti. La frase che ho precedentemente detto, di fatto, non significa altro se non avere un principio (ideologico) razzista.

Il fenomeno è a sua volta legato alla categorizzazione sociale che serve ad aiutare l’essere umano a rendere più semplice e fruibile l’ambiente in cui vive; categorizzare ha relazione con quelle famose euristiche di cui ti ho spesso parlato (e di cui ti risparmio l’ennesima spiegazione).

Il finto (non) razzista, quello che gioca a favore della vita del profugo bianco, cade facilmente vittima (suo malgrado) essendone per la maggior parte inconsapevole, della propaganda.

Dal punto di vista del materialismo storico, la propaganda è uno strumento attraverso il quale una determinata classe sociale, diffonde la sua ideologia e informa dal suo punto di vista, le grandi masse al fine di ottenere consenso, ampliare la sua influenza, raggiungere determinati obiettivi, conquistare e consolidare potere. Rifacendoci a tale concetto, possiamo dire che ogni classe sociale fa propaganda per affermare le sue concezioni e interessi economici e politici; per esercitare influenza sulle altre classi per indurre gli elementi della società verso una opinione e condotta determinata.

Accade così che anche la vita bianca, nera o X, si trova suo malgrado a far parte della semplice propaganda e diventa un: profugo bianco sì, profugo nero no.

Oggi va così… ho la nausea e non c’è radice di zenzero che possa aiutare il mio malessere…

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio