Archivi categoria: Benessere Psicologico

Il tradimento.

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Dott.ssa Giusy Di Maio

Le nostre paure

“L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura, ma colui che riesce a superarla”

Nelson Mandela

Affrontiamo le nostre paure e i nostri tormenti.. è probabilmente l’unico modo per comprenderli e superarli..

Non serve rinnegare le nostre paure – ilpensierononlineare – Youtube shorts

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“Finisce bene quel che comincia male”

Gennaro Rinaldi

Divento il paziente.

Mi capita spesso di fare un gioco, nel mio studio. Il termine gioco non ha qui valenza chiaramente ludica, indica invece l’esercizio di un’azione che metto in atto.

Lascio il mio posto e mi siedo dall’altro lato della scrivania dove fino a poco prima, c’era il paziente.

Il cambio di prospettiva a cui mi abbandono, comprende anche l’assunzione della postura del paziente stesso; mi siedo e osservo, guardo quel che il paziente vede.

Guardare, non indica un’azione legata al puro atto estetico della cosa; guardare, vedere e sentire come (e non allo stesso identico modo del paziente, sostituendomi al suo stesso sentire), mi offre la possibilità si sintonizzarmi maggiormente con il vissuto emotivo, affettivo e cognitivo del paziente stesso.

Il lettore mi permetta qualche doverosa precisazione.

Il gioco cui mi riferisco, è qualcosa da non fare in assenza di un conduttore specifico (lo psicologo) o in solitudine (il materiale psichico è qualcosa con cui evitare il self service). So che l’uso self, dei contenuti psichici è spaventosamente dilagante. Ci si affida senza il minimo dubbio a molti di coloro che per passione dicono di maneggiare “la psiche”, ed io qui, porgo al lettore una domanda:

“Ti faresti operare al cuore da un soggetto che per estrema passione, legge di medicina magari anche da anni, ma che non ha la minima idea ma -soprattutto- competenza medica, di una sala operatoria e degli strumenti della sala operatoria stessa?”

Perché, allora, ci si affida a queste persone?

Le risposte sono molteplici ma non saranno trattate da chi scrive, in questa sede.

Voglio solo ricordare a chi legge, che tu sei la persona più importante. Tu sei, vuol dire la tua psiche che è molto più importante del tuo corpo, del tuo lavoro o della tua casa.

Abbi sempre rispetto di te stesso e, anche solo per toglierti un dubbio, affidati sempre ad un esperto e mai a chi, pretende di spiegare senza realmente sapere.

Tornando al cambio di prospettiva, oggi sarò per voi Federica.

Disclaimer:

Tutte le informazioni personali (ad esempio nome), così come tutti gli altri dati sensibili, sono coperti dal segreto professionale e dalla tutela del cliente (ART.4,9,11,17,28, Codice Deontologico degli Psicologi). Ogni informazione personale è stata pertanto opportunamente camuffata.

Mi chiamo Federica e sono sotto peso, il mio corpo di vetro è talmente leggero e tagliente che mi sembra di poter tagliare la sedia; le mie anche sono trasparenti e sporgenti, sento che sto per disintegrarmi. Ho problemi di tiroide anche se i medici ancora non sanno bene di quale tipo e ho l’anemia.

Ho male ovunque, i miei muscoli sono aggrovigliati; intersezioni di mille incroci complessi che creano nodi duri, attraversano il mio corpo creando accumuli impossibili da sciogliere perché non si capisce a chi (o cosa) dare la precedenza.

Oggi mi sono vestita troppo pesante, questa felpa extralarge di lana mi fa sudare ma almeno così, visto che è molto corta, posso portare fuori i miei piccoli addominali (ok.. lo so.. sono ossa sporgenti, ma a me piace).

Non ho tolto le cuffiette così mentre la Doc parla, posso continuare a sentire i mille messaggi whatsapp che continuano ad arrivare senza sosta, lo sai.. oggi devi essere sempre connesso altrimenti non esisti e io… non voglio scomparire (Cazzate!! io voglio scomparire ed essere solo un ricordo evanescente, ecco perché non mangio!).

Ho cominciato da poco, da quando vengo qui dalla doc a scoprire le emozioni e sì a 19 anni ho cominciato ad abbracciare mamma, da quando ho capito che sta per morire.

Le emozioni mi fanno schifo! Sono spaventose e mangiano da dentro.

Odio sentirmi mangiare avidamente da qualcosa che io non controllo e non posso controllare allora ho deciso di non mangiare più le cose che vengono da fuori visto che quelle da dentro, mi sminuzzano velocemente.

Avevo un ragazzo però adesso sto con Lucia anche se mi piace sia Marco che Letizia.

Mi sento svenire, il mio cuore batte fortissimo: sudo, tremo sono rossa poi bianca cadaverica in viso.

Non respiro.

Aiuto, qualcuno mi sente?

Mi piace venire dalla doc, anche i miei amici dicono che sono rinata da quando vengo qui, perché finalmente sto usando queste emozioni spaventose.

Mi piacciono tantissimo le lenticchie con le carote, perché mamma non me le cucina mai?

Perché non mi fa mangiare come quando ero piccola?

Forse stasera un pezzettino di pane, lo mangio.

(Quando avrò la forza di rialzarmi dal mio svenimento).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

“Mi fido di te”: che cos’è la fiducia? #psicologia #mentalhealth #fiducia #ilpensierononlineare

“Ti fidi di me?” “Sì, mi fido di te!”

Che cos’è la fiducia? Cosa indica questa parola così piccola e potente? E quando si struttura il senso di fiducia, nell’essere umano? Scopriamolo insieme.

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“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Il potere dell’abbraccio #shorts #ilpensierononlineare #shortsvideo

Abbracciamoci.

Sempre.

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Dott.ssa Giusy Di Maio

Arrabbiati di fame: lo studio in pillole.

Photo by Ray Piedra on Pexels.com

Un recente studio sembra confermare la nota idea secondo cui la fame ci renda più irritabili e meno propensi e inclini a godere delle sensazioni piacevoli.

Se ci fate caso, il temine con cui in inglese si indica la fame hungry, è molto simile al termine angry che indica la rabbia. Gli anglosassoni hanno, inoltre, coniato un termine colloquiale per indicare ambedue le sensazioni : hangry.

Uno studio pubblicato su PLoS One, mostra come la sensazione della fame, porti i soggetti a sentirsi più arrabbiati e irritati. Questo studio è stato condotto per la prima volta, fuori dal laboratorio; i ricercatori hanno monitorato l’effetto della fame sulle sensazioni delle persone.

Il team, guidato da Stefan Stieger, della Karl Landsteiner University of Healt Sciences in Austria, ha mostrato che la sensazione di fame è direttamente collegata all’aumento dello stato di irritabilità nel 37% dei casi, a un aumento della rabbia nel 34% dei casi e alla diminuzione delle sensazioni di piacere nel 38% dei casi.

Tali effetti sembrano essere indipendenti da fattori come il sesso, età, indice di massa corporea o tratti di personalità particolari.

Era già noto, in letteratura, che il cibo avesse particolari legami con le emozioni, ma il legame con le sensazioni piacevoli o spiacevoli non era ancora stato ancora confermato.

Gli autori dello studio riferiscono

“Nonostante la ricerca non proponga modi per mitigare le emozioni negative indotte dalla fame, i risultati suggeriscono che essere in grado di riconoscere l’origine può aiutare a regolare la loro intensità”.

Si tratta, tuttavia, di una ricerca unica nel suo genere perché fornisce un quadro completo di come le persone sperimentano gli esiti emotivi della fame nella vita di tutti i giorni.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Dubbi e incertezze #psicologia #shorts #ilpensierononlineare

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Dott.ssa Giusy Di Maio

La vergogna #psicologia #ilpensierononlineare #benesserepsicologico

Attraverso le parole di un giovane paziente, scopriamo insieme che cos’è la vergogna.

La vergogna è un sentimento complesso sia per quanto concerne la sua genesi (nasce dopo i due anni quando si sviluppa la capacità autoriflessiva, ma anche in relazione allo stile educativo genitoriale), sia per quanto concerne la sua funzione (nella versione adattiva, consente una migliore autoregolazione e relazione con l’altro).

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