Archivi categoria: Pensieri Sparsi

Vento di Nostalgia.

Non si può amare perché legati a un ricordo che sa di nostalgia.

L’amore resta l’atto più folle e rivoluzionario che possiamo attuare. L’amore reca infatti la possibilità – logicamente folle- di poter generare (e non solo un bambino, ma di far generare anche nuove e sconosciute parti di sé).

L’emozione che reca con sé il sentimento amoroso, non può – per sua natura- essere compresa.

Quando apri alla comprensione della logica del vissuto amoroso, automaticamente rompi il legame (dei due amanti), nel peggiore dei modi: spezzandolo.

Spezzare, spaccare, lesionare, crea più dolore dell’abbandonarsi ad un sentimento che va al di là di ogni logica…

…Il vento ci porterà.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’emozione in una t-shirt.

Immagine Personale.

Questa maglietta mi fu donata da una persona a me molto cara.

Erano gli anni in cui accompagnavo, al pianoforte. Per anni mi è toccato il compito di accompagnare, offrendo conforto, spalla e piede (vedi i pedali del pianoforte) a chi si trovava seduto, al mio fianco.

Mi sono – in sostanza- resa conto che -da sempre- il mio ruolo è stato accompagnare per un tot, le persone..

Sentivo il respiro dell’altro, vedevo tremare le sue mani (più o meno delle mie), avvertivo la presenza fisica di un corpo caldo, accostato al mio.

C’era il terrore del non riuscire a girare la pagina in tempo “va tranquillo tanto io so a memoria”.. Il dover cantare la melodia ai piccolini..

Poi il momento del duo…

Una t-shirt che resta e ti ricorda delle ore eterne passate a studiare mentre gli altri si divertivano, il panico sul filo del sipario, l’applauso e un bacio veloce, veloce lì.. sullo sgabello, prima della fuga.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Percezioni limitate.

Photo by Drew Rae on Pexels.com

“Non dobbiamo permettere alle percezioni limitate degli altri di definire chi siamo”.

Virginia Satir

Sii il contorno del tuo centro.

dott. Gennaro Rinaldi.

Tornare.

‘Nu battito ca’ dura cchiù ‘e n’ora

‘Nu silenzio ca’ si colora..

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’emozione che mangia.

“Magnatell n’emozione”.

Nella mia lingua madre – mangiarsi una emozione- viene detto a coloro che tendono ad essere sempre cupi, ombrosi e mai sereni; si tratta di quelle persone che quasi per partito preso “non si mangiano l’emozione”, mostrandosi perennemente impensieriti da qualcosa.

Sono quelle persone incapaci di vivere l’emozione, di goderla; persone che non riescono a sorridere quasi come dovessero scontare chissà quale pena per avere ceduto, mangiando l’emozione stessa.

Recentemente riflettevo sulla potenza del detto.

Durante gli studi universitari, un Professore (analista) che si occupa di disturbi alimentari, ne sosteneva la genesi nel “sessuale femminile”; il mio collega (analisi che condivido ampiamente) parla (basandosi su una larga casistica da lui trattata), di psicopatologia della relazione; per me è – anche- la psicopatologia del piccolo.

Cos’è questa emozione da mangiare?

In effetti la prima rinuncia che le persone affette da disturbo alimentare (nello specifico anoressia nervosa o Disturbo da evitamento/restrizione dell’assunzione di cibo), compiono, è partecipare a pranzi, cene o situazioni di condivisione “dell’emozione cibo”.

Quando alcune pazienti hanno deciso di uscire andando a cena fuori, pur non condividendo il cibo, non hanno tratto piacere – emozione- dall’uscita stessa; l’ossessione del controllo sul cibo ha finito per controllare loro stesse portandole ad estraniarsi dal contesto emotivo/relazionale.

Altre pazienti, invece, decidono direttamente di evitare le occasioni di condivisione del cibo.

L’emozione è completamente negata, esclusa, rigettata.

La paura che l’emozione stessa possa prendere il sopravvento fagocitando fino a portare all’abbuffata (sconfinando negli altri disturbi alimentari: bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con specificazione, Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione senza specificazione, come da criteri DSM V), è troppo forte.

Meglio chiudere tutto, tappare l’emozione.

Io non mangio.

La genesi dei disturbi alimentari può essere multisfaccettata (il mio parere personale mi spinge a non rinchiudermi nelle spiegazioni univoche del se/allora); credo che nei vari strati delle sfaccettature si possano depositare sottili lamelle di dolore più o meno vario, diverso e sentito a modo proprio.

Non dimenticate di mangiare stasera: Magnate n’emozione!

Vi lascio un sorriso con una grande emozione mangiata!

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Avvicinarsi all’uscita…

Ognuno con le sue scelte si rende libero.

Non giudicare mai -troppo- le scelte degli altri perché non potrai mai sapere, in anticipo, se un giorno diventeranno le tue.

Immagine Personale.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Il Tempo è un emozione..

Il 18 luglio di due anni fa ci lasciava Luciano De Crescenzo scrittore, regista, attore e conduttore televisivo napoletano. Svolse la professione di Ingegnere all’IBM prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica e allo spettacolo.

Ecco il testo della prima parte della clip, dal film “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo:

“Il tempo è un’emozione, ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che lo puoi vivere in due dimensioni diverse: in lunghezza e in larghezza. Se lo vivete in lunghezza, in modo monotono, sempre uguale, dopo sessant’anni, voi avete sessant’anni. Se invece lo vivi in larghezza, con alti e bassi, innamorandoti, magari facendo pure qualche sciocchezza, allora dopo sessant’anni avrai solo trent’anni. Il guaio è che gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla …”

Luciano De Crescenzo nella clip del Film “32 dicembre”
Luciano De Crescenzo in “32 dicembre”

“Chi possiede delle certezze d’acciaio è convinto di sapere tutto, e dunque inaridisce la propria voglia di apprendere.”

“Il Dubbio invece, mio buon amico, è una divinità che bussa con gentilezza alla tua porta e chiede di essere ascoltata.“

Luciano de Crescenzo

dott. Gennaro Rinaldi

Doppler

(S)corri nei miei vasi sanguigni

fatti liquido caldo

sangue.

Fluisci al cuore.

Doppler

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.