Archivi categoria: Psicologia e Web

Disturbo Bipolare #YoutubeShorts #PromozioneDelBenesserePsicologico

Il disturbo bipolare (chiamato in passato sindrome maniaco depressiva o depressione bipolare), è un disturbo dell’umore caratterizzato da anomali cambiamenti dell’umore, dell’energia e del livello di attività svolta nell’arco della giornata. Chi presenta questo disturbo manifesta, in modo alternato, episodi di eccitamento seguiti da episodi depressivi.

Il disturbo bipolare si caratterizza per la presenza di profondi e prolungati periodi di depressione alternati da periodi di umore eccessivamente elevato o irritabile chiamato mania. Tendenzialmente le fasi depressive hanno una durata maggiore, mentre le fasi maniacali o ipomaniacali durano meno (da una settimana a poco più di un mese). Il passaggio tra queste due fasi può essere relativamente lungo, consentendo al paziente un periodo di benessere.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Conosciamoci: i legami sociali.

Gli psicologi sociali hanno dimostrato che circa il 30-40% delle conversazioni umane ha come scopo quello di condividere informazioni su di sé e condividere esperienze vissute personalmente.

Una banalità? Non è detto..

Nello specifico, nel 2010,Naaman, Boase, & Lai, hanno condotto studi sulla piattaforme Facebook e Twitter, mostrando come l’80% degli stati, quando aggiornati, mostravano un contenuto legato ad esperienze personali appena vissute.

Si tratta del fenomeno noto come self-disclosure (auto-svelamento o apertura verso gli altri); tale condivisione (tipica della nostra specie) è dovuta alla potente gratificazione personale esperita ogni volta che avviene la condivisione con l’altro. In altre parole raccontiamo volentieri qualcosa di noi perché questo, in qualche modo, ci soddisfa (Tamir & Mitchell, 2012).

In studi di neuroimaging condotti nei decenni precedenti, era stata dimostrata l’attivazione dei circuiti cerebrali connessi a questo senso di gratificazione.

Tamir e Mitchell, del dipartimento di psicologia di Harvard, hanno portato avanti studi combinando tecniche di neuroimaging e metodi comportamentali, al fine di testare l’ipotesi che le stesse aree cerebrali componenti il circuito della gratificazione fossero coinvolte anche nel processo di self-disclosure.

Tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI) è stata analizzata l’attività cerebrale dei partecipanti; lo studio è stato diviso in due fasi. In una prima fase è stato chiesto ai soggetti di rivelare le proprie opinioni e i propri pensieri agli altri, mentre nella seconda fase è stato chiesto ai soggetti di speculare su ipotetiche opinioni o pensieri di un’altra persona. Senza scendere troppo nei dettagli neurocognitivi dello studio, il risultato più interessante concerne il fatto che il solo pensare introspettivamente a se stessi, era sufficiente a far provare ai soggetti un senso di gratificazione così forte da attivare il sistema mesolimbico dopaminergico (dopamina). Ciò però che potenziava questa attivazione, era il condividere con gli altri i propri pensieri e le proprie esperienze.

La condivisione rafforza i legami sociali (Dindia,2000; Collins & Miller, 1994), accresce le nostre conoscenze sul mondo ed elicita il feedback degli altri, permettendo alla persona chiamata in causa di vedere o conoscere meglio anche altre parti di se stesso che magari, senza quella condivisione, sarebbero rimaste coperte.

(E la condivisione è così forte e potente che se ogni promessa è debito, come dice l’antico detto, personalmente ho un debito che sa di promessa. Sia mai che “girasole” trovi la sua luce; nel frattempo scopro qualcosa di me attraverso le parole prestate. Grazie).

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Episodio Maniacale e Episodio Ipomaniacale. YoutubeShorts

Il DSM-5 definisce un episodio maniacale come un periodo di tempo di almeno 7 giorni nel quale si osserva un tono dell’umore eccessivamente elevato, espanso, eccitato o irritabile e un conseguente aumento anormale ed eccessivo delle normali attività quotidiane.

L’episodio ipomaniacale invece si differenzia dall’episodio maniacale in quanto deve durare almeno 4 giorni e le condizioni cliniche non rendono necessario un ricovero.

#PromozioneDelBenesserePsicologico

Dott.ssa Giusy Di Maio

Boiler Summer Cup: quando l’idiota è idiota (molto probabilmente come suo padre).

L’approfondimento di oggi mi fa male.

Fa male come donna che lavora anche – e soprattutto- con bambini e adolescenti, prendere atto dell’ennesima pericolosissima challenge che dovrebbe partire il 21 giugno ma che di fatto, è già abbondantemente in corso; ma andiamo con ordine.

Cos’è la boiler summer cup challenge?

Boiler: scaldabagno/ caldaia, termine usato in questo caso, per indicare ragazzine, ragazze, donne, dal supposto peso eccessivo.

La sfida che giovani anche qui -presunti- uomini, si sono lanciati, consiste nell’andare in discoteca o nei locali, individuare “ragazze grasse” e fare video/foto (tendenzialmente a loro insaputa) oppure fingere di abbordarle sempre al fine di scattare qualche foto/video, che poi andrà postata online.

Poi?

Succede che in base al presunto peso della ragazza, viene dato un punteggio: 80/90 chili, 1 punto. 90/100 chili, 2 punti. 100/110 chili, 3 punti. 110+, 5 punti (e qui già lo so.. qualcuno di voi, uomo, sta ridendo).

Molte ragazze hanno trovato loro video online, foto, con commenti vergognosi, scandalosi, angoscianti, stomachevoli; commenti al loro corpo; commenti fatti alla loro immagine, peso: commenti al loro involucro, al loro Io.… nel mentre erano convinte, dopo 2 fottutissimi anni di pandemia, di potersi divertire.

Discriminazione, grassofobia e misoginia.

Questo è bullismo; questa è violenza.

Siamo alle solite… il corpo della donna è sotto attacco, certo la novità qui non c’è.

Se esco devo preoccuparmi di non essere indecente, troppo provocante; devo preoccuparmi di non urtare la sensibilità altrui perché il mio sedere può essere troppo grosso; il mio seno può far venire strane idee… I brufoli possono infastidire qualcuno… La mia postura può essere troppo mascolina (siccome so che molte persone hanno difficoltà nella comprensione del testo, non riuscendo ad abbandonare l’assetto narcisistico, specifico che il riferimento qui non è personale. Parlo a nome di tutte le pazienti che non stanno più uscendo di casa).

Ma quale estate da fidanzato, devo vincere la boiler summer cup/Ho toccato un boiler di 130 chili/», si legge sotto alcuni video, che TikTok ha provato a rimuovere ma che ormai sono diffusi sul web”

Perché anche se TikTok ha tentato di rimuovere questi video, questi oltre ad aver sostato per settimane online, i vari gruppi whatsapp o telegram sono belli che attivi e pronti a perpetrare la challenge.

Quale il risultato sulla salute psichica delle nostre giovani?

Ed eccoci qui.

Le ragazze si stanno approcciando ad una nuova versione eterodiretta degli hikikomori.

“Eh Dottorè.. mo basta una foto per non far uscire le persone da casa o per spingerle al suicidio…”

Sì: sta succedendo.

STA

Questa è una emergenza sociale in piena regola.

Siamo stanche di esser considerate pezzi di carne alla portata continua di tanti che decidono di smembrarci e masticarci avidamente, analogamente alla fettina di pollo che, la cara mamma cucina a questi ragazzi che hanno come unico scopo nella vita, infliggere dolore e badate bene.. che il dolore psichico è il peggiore perché non si vede.

E’ il dolore peggiore perché si vive nell’assordante e rumoroso silenzio personale; è nella propria mente e nel proprio corpo (che con questa challenge smette di appartenere alla persona chiamata in causa, per essere messo in piazza), che si vive l’angoscia della non appartenenza.

Nel pieno dell’adolescenza quando l’Io cerca di trovare disperatamente collocazione e contenimento; quando la psiche già soffre di per sé spinta su e giù dall’angoscia di non riconoscersi, di non sapere… con un corpo che cambia continuamente (e cambierà ancora) ecco che arriva l’idiota di turno.

Chi è l’idiota che partecipa alla challenge?

Figlio di un padre discutibile (ne ho letti e ne leggo di commenti di signori che non fanno altro che evidenziare come le forme non filiformi facciano schifo. I miei complimenti… So che nella maggior parte dei casi, non credete al lavoro dello psicologo -ho letto anche questo- ma bravi… Bravi per aver consentito il degrado socioculturale ed umano).

Dicevo…

Si tratta di ragazzi con serie problematiche psicologiche; l’ossessionato per la presunta buona forma altrui, presenta evidenti tratti nevrotici, fobici se non francamente psicotici. Se gli va bene, il ragazzo in questione è un futuro impotente (il bisogno di sancire la sua fallica superiorità la dice lunga sulle problematiche sessuali che molto probabilmente lo affliggono); potrebbe avere problemi di identità di genere che non riuscendo ad accettare, elicita sotto forma di persecuzioni fatte a quel sesso che lui non può avere. Sarà un sadico? Possibile (e qui, attenzione per davvero); un antisociale?

Sii tutto ciò che vuoi ragazzo che decidi di partecipare a questa challenge, ma per me, il punto di partenza è che sei un’idiota in piena regola.

Poi se vuoi, vieni a trovarmi in studio e -anche se sono donna e potresti vivere questa cosa come una minaccia- proviamo a parlarne.

“Se davvero la sofferenza impartisse lezioni, il mondo sarebbe popolato da soli saggi. E invece il dolore non ha nulla da insegnare a chi non trova il coraggio e la forza di starlo ad ascoltare”.

S. Freud

Dott.ssa Giusy Di Maio

Reciprocità intellettuale.

Un giorno ho ricevuto una mail dal contenuto semplice ma d’effetto; qualcuno -dall’altra parte del mondo- era interessato al mio lavoro tanto da volerlo tradurre in un’altra lingua.

Sapere di esser riuscita a dare così tanto corpo a delle semplici letterine lette su uno schermo, tanto da renderle vive e tridimensionali, come le persone che ho di fronte nello studio, mi ha riempita di gioia.

Perchè?

Non si tratta di eccessi narcisistici (che ahimè a me mancano pure), né di bisogno di esser necessariamente visti, il mio spazio non nasce come contenuto personale ma come un servizio “extra” che offro alla comunità e ai miei pazienti (il sito è infatti indicato sul mio bigliettino da visita).

E qui arriviamo a uno dei punti che mi hanno fatto riflettere.

Spesso i miei pazienti mi hanno chiesto “Dottoressa ma perché quei commenti così sconclusionati sotto i suoi post?” , ho dovuto spiegare loro che atteggiamenti di squalifica sono, nei miei confronti, all’ordine del giorno per tutta una serie di motivi.

Aspetta… non si tratta di esser permalosi che lo psy non può esser permaloso che altrimenti come fa a contenere un setting e un disagio psichico, in corso?

Cerco di spiegarmi.

I pazienti ci affrontano, usano, spesso abusano… un paziente può masticarti avidamente e rigettarti all’improvviso; può squalificarti, aggredirti verbalmente, fisicamente o psicologicamente; può tentare di sedurti… Per questo è importantissimo tutto il lavoro di training personale; perché dobbiamo esser pronti a non essere a nostra volta aggressivi, permalosi o collusivi.

E’ capitato di dovermi scontrare con questi atteggiamenti anche nell’online, un mondo che mi è sconosciuto per molti versi; un mondo conFuso con la realtà, dove spesso non ci si aspetta di trovare qualità ma quantità dallo scarso peso specifico.

Nel mentre, allora, i pensieri sulle difficoltà imposte dal mezzo, si facevano strada nella mia mente, ecco che Quirico si presenta nella mia casella di posta.

La questione è semplice ma al contempo affascinante e suona più o meno così “vorrei tradurre alcuni dei tuoi scritti perché li trovo interessanti”.

Boom…

Qualcuno vuole “perdere del tempo” su qualcosa di mio?

Che cosa mi ha piacevolmente colpita..

La delicatezza, la sensibilità e la bellezza nel trattare le mie parole. Le parole sono mie certo, ma sono il reso delle parole, della vita ma soprattutto del disagio di un’altra persona. Quando qualcuno dedica del tempo a qualcosa che ha fatto qualcun altro, gli dedica cura e (ormai chi mi legge lo sa abbondantemente), la cura è la dimensione migliore e più potente che possiamo dedicare all’altro.

L’opera di traduzione non è stata per niente banale e veloce; Quirico ha chiesto con interesse per ogni parola, per ogni concetto, dandomi la possibilità di spiegare e di rendere -in un gioco di reciprocità- vive le mie sensazioni ed emozioni che per molti magari passano in secondo piano.

Non per Quirico.

Lavoro con le parole, è vero, ma lavoro soprattutto con i silenzi e non è cosa facile leggere e capire cosa si nasconde all’interno di una pausa, di un sussurro.. di un respiro..

Un alito caldo che esce dal corpo dell’altro, in luogo della parola… Come fai a rendere quel concetto scrivendolo?

E allora…

Grazie di cuore, compagno di scrittura, e grazie mille a Juan che rende possibile un progetto incredibile: comunicare e comunicarsi, raccontare e raccontarsi, leggendosi.

(Avete un bel caffè sospeso a Napoli!)

Masticadores

Dott.ssa Giusy Di Maio

Disturbo Dipendente di Personalità. VIDEO. #SaluteMentale

Attraverso la storia di Marco (nome di fantasia), scopriremo insieme cos’è il disturbo dipendente di personalità. Quali sono le possibili ipotesi eziologiche del disturbo, come si manifesta il disturbo stesso e come/quanto può inficiare la vita delle persona stessa?

Quale l’approccio psicoterapeutico più efficace?

Dott.ssa Giusy Di Maio

#PromozioneDelBenesserePsicologico