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Parole al metronomo: lettura ritmica.

Buona Lettura.

ilpensierononlineare

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Mi è spesso capitato -in maniera piuttosto intuitiva- di battere il tempo quando in presenza di bambini o persone care, notavo difficoltà nella scansione di alcune lettere, parole o se notavo una certa “confusione” nell’eloquio (immaginiamo a tal proposito quei bambini che sembrano quasi mischiare le parole fino a sentire, in un certo senso, la lingua confondersi e perdersi).

Leggendo ho avuto poi modo di sapere che la mia intuizione ritmica è in realtà un metodo utilizzato in America e in Giappone.

A Brainworks, una scuola all’avanguardia in Texas, capita spesso di udire bambini che presentano difficoltà nella lettura, leggere ad alta voce mentre un metronomo batte loro il tempo (alla velocità di 60 battute al minuto).

Analogamente in una scuola di Tokyo accade che gli insegnanti suonino musica classica (giapponese o popolare) durante le lezioni di lingua, per fissare l’apprendimento e permettere ai…

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Il modello dell’apparato psichico: I Topica. Podcast.

L’inconscio non coincide con il rimosso ma ogni rimosso è inconscio, ma non ogni inconscio è rimosso e anche una porzione dell’Io è inconscio.

Che cos’è l’apparato psichico e cosa si intende quando parliamo di I Topica? E’ con il VII capitolo dell’Interpretazione dei sogni che Freud, ci offre una spiegazione circa il modello dell’apparato psichico e il suo funzionamento (composto dalle istanze chiamate Coscienza, Preconscio, e Inconscio) almeno per quel che concerne fino al 1922 (II Topica).

Buon viaggio e buon ascolto.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

L’importanza del Linguaggio

Il linguaggio è un’abilità cognitiva complessa che permette una delle funzioni più importanti della vita di un individuo, la comunicazione. La possibilità simbolica del linguaggio favorisce la trasmissione di informazioni e l’interazione sociale.

Il linguaggio soddisfa importanti funzioni sociali e garantisce, da un punto di vista evoluzionistico, la sopravvivenza, attraverso la facilitazione e l’apporto che dà alla costruzione delle relazioni sociali, fondamentali per l’individuo, a partire dall’infanzia.

Secondo Skinner per la comparsa del linguaggio sarebbero determinanti l’esperienza e l’apprendimento. Il “comportamento verbale”, se viene “rinforzato”, tende a ripresentarsi. Il bambino incomincerà a parlare nel momento in cui ha appreso una quantità tale di parole da associare ad oggetti e persone da poter formulare piccole frasi.

Chomsky, noto linguista, fondatore della linguistica generativa, ritiene fondamentali per lo sviluppo del linguaggio: la sintassi, che dota il sistema una proprietà fondamentale che è la produttività. La possibilità di essere in contatto con lo stimolo linguistico innesca un processo di stimolo e ricerca delle regole sintattiche, nel bambino. Il processo di comprensione e acquisizione della lingua è possibile grazie alla maturazione di un dispositivo innato denominato LAD (Language Acquisition Device).

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Il rapporto tra processi cognitivi e linguaggio è stato affrontato da Piaget e Vygotsky.

Piaget asserisce che il pensiero precede lo sviluppo del linguaggio, in quanto il pensiero è già presente nello stadio senso motorio, nei primi mesi di vita attraverso la capacità di elaborazione delle prime risposte motorie e rappresentazioni degli oggetti. Il linguaggio si svilupperà nello stadio pre-operatorio e avrà inizialmente caratteristiche egocentriche, in seguito diventerà comunicativo e sociale, ma solo nel terzo stadio (7/11 anni), nel periodo delle operazioni concrete.

Secondo Vygotsky, invece, il pensiero e il linguaggio hanno radici differenti. Nel corso dello sviluppo pensiero e linguaggio diverranno interdipendenti. L’interiorizzazione del linguaggio permetterebbe la formazione di funzioni psichiche superiori. Sempre secondo Vygotsky intorno ai tre anni il linguaggio si scinde in linguaggio socializzato (con funzione comunicativa) e linguaggio egocentrico (che diventerà il proprio linguaggio interire). Interessante anche il concetto di ZDP (zona di sviluppo prossimale), che è la differenza tra il livello di sviluppo del bambino in un dato momento e il suo livello potenziale ancora da esprimere.

In Piaget, quindi, il linguaggio egocentrico scompare fino a diventare linguaggio sociale, mentre con Vygotsky il linguaggio egocentrico è considerato come un presupposto evolutivo e diviene essenzialmente un linguaggio interno che affianca quello sociale.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Folle genialità: l’arte (Brut) di Carlo Zinelli.

Genio o folle?
Folle genio!.
Buona Lettura.

ilpensierononlineare

Fonte Immagine Google.

Conoscete il nome di Carlo Zinelli?

E le sue opere (Brut?).. No? Bene! Andiamo – insieme- alla scoperta dell’artista/schizofrenico esponente dell’Art Brut, italiana.

Carlo Zinelli nasce il 16 Luglio 1916 a San Giovanni Lupatoto, a 15 Km da Verona. Carlo cresce in un piccolo paese di origine contadina; il paese arriva infatti a 3000 abitanti, è basato su un’economia agricola fondata prevalentemente sulla produzione di mele.

Il paese è l’immagine tipica della provincia veronese dell’epoca, dove il centro religioso e sociale – la chiesa- era di dimensioni ben più grandi dell’intero piccolo agglomerato di case.

La famiglia di Carlo è di tipo patriarcale: il padre era falegname (da generazioni) e la madre casalinga. La coppia ha 7 figli (incluso Carlo). Raffaello muore nel 1941 in un ospedale psichiatrico dove era stato ricoverato per schizofrenia, due sorelle erano dipendenti dall’alcool e gli altri tre fratelli non mostrarono…

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Cocktail Party.

Le potenzialità del nostro cervello.
Buona Lettura.

ilpensierononlineare

Immagine Personale.

Immaginiamo la situazione in cui siamo in un luogo affollato (un festa, ad esempio) dove la confusione la fa da padrona..

Ascoltiamo musica ad alto volume, brusio generale, rumori di qualsiasi tipo. D’un tratto però.. nel caos generale una parola (ad esempio il nostro nome) ascoltato tra i mille suoni, coglie la nostra attenzione.

Accade, pertanto, che nella confusione generale una sola parola, venga estrapolata.

Cosa accade e com’è possibile ciò?

Si tratta dell’effetto noto come effetto cocktail party , ovvero la capacità del cervello di azzerare il rumore e concentrarsi su una cosa in particolare.

L’effetto cocktail party è stato descritto per la prima volta nei primi anni ’50 da Colin Cherry, uno scienziato inglese. Cherry ha condotto una serie di esperimenti per determinare come le persone ascoltano.

A ben vedere, l’effetto (o meglio, il lavoro che il nostro cervello deve compiere), è ben più complesso di…

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L’identificazione – il processo di Soggettivazione secondo Lacan – PODCAST

La nostra prossima tappa ci porterà molto “vicini” alla psicoanalisi francese.

Scopriremo insieme una delle teorie più interessanti sul processo di identificazione (essenziale alla strutturazione dell’identità di una persona), secondo Jacques Lacan: la Soggettivazione.

buon ascolto..

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La memoria del ricordo: pensieri Psy.

La memoria. Il ricordo.
Buona lettura.

ilpensierononlineare

Avevo la convinzione di riuscire a metter insieme parole che fossero di senso compiuto; speravo -dico invece ora- , di riuscire a rendere in parole scritte l’emozione e il sentimento -doloroso- della perdita.

Mi rendo conto, invece, che su (e di) alcuni sentimenti non ci sono dissertazioni che tengano.

Il sentimento puro persiste nella sua accezione più piena, viva e dolorosa anche quando la carne che lo accompagnava, non c’è più.

E quello resta forse il problema: c’è carne che resta e carne che va e quella che resta, cerca di attuare tutta una serie di strategie volte alla metabolizzazione a al superamento (difficile ma possibile), di un lutto.

Ho recentemente invidiato una persona al supermercato perché stava ancora avendo quel che io, non potevo più.

L’invidia è durata trenta secondi perché poi è subentrata una dolce malinconia e un sorriso leggero, quasi da ebete, che mi ha accompagnata mentre…

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Psicologia Sociale: Il sé.

“Quando vi trovate di fronte ad uno specchio, cosa fate?”
Buona Lettura.

ilpensierononlineare

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Quando vi trovate di fronte ad uno specchio, cosa fate?

Avete mai riflettuto sull’azione di guardarsi e -soprattutto- riconoscersi in una immagine che lo specchio rimanda?

Gordon Gallup (1977) condusse una serie di studi proprio su questo tema giungendo alla conclusione che oltre agli esseri umani, solo le grandi scimmie (scimpanzé, gorilla e oranghi), sembrano essere in grado di riconoscere se stessi.

Gallup pose animali di diverse specie in una stanza con un grande specchio davanti loro; all’inizio gli animali si rivolgevano all’immagine riflessa nello specchio con vocalizzi o gesti tipici che implicavano una risposta da parte dell’altro.

Dopo alcuni giorni, le grandi scimmie (ma non gli altri animali come ad esempio i gatti), iniziarono ad usare lo specchio per eliminare residui di cibo dai denti, per spulciarsi o fare facce buffe, divertendosi. In altri studi, poi, Gallup dopo aver (in seguito ad anestesia)…

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