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Le fasi dello sviluppo libidico- Freud: Podcast.

Nell’apparato psichico nulla si perde e nulla si distrugge ma l’originario permane accanto a formazioni psichiche più recenti.

Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta della storia dello sviluppo libidico affettivo all’interno dell’Opera Freudiana; un’opera che sarà continuamente rielaborata.
Cosa è una fase (e quali le sue caratteristiche), cosa è la fissazione e la difesa della regressione?

Buon viaggio e buon ascolto.

https://www.spreaker.com/user/14965187/le-fasi-dello-sviluppo-libidico-freud

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Prime riflessioni sulla metapsicologia/Il Progetto di una psicologia scientifica.

La scrittura del Maestro.

Il principale problema fu per Freud far comprendere cosa fosse lo psichismo e il funzionamento di quell’apparato che identifichiamo come psiche. Il problema risiedeva nel fatto che lo psichico, non combaciava con i consimili “anima, spirito”.

Per rispondere alla domanda “cosa è lo psichico”, possiamo rimandare ai suoi contenuti ovvero le nostre rappresentazioni, le percezioni. Lo psichico in sé è tuttavia inconscio, pertanto descrivere lo psichismo vuol dire rappresentarlo in modelli e i modelli teorici che Freud aveva a disposizione facevano capo al modello neurofisiologico.

Il progetto, 1895.

L’intenzione di Freud era quella di dare, della psicologia, una spiegazione come scienza naturale; è per questo motivo che Freud decise (inizialmente) di fondare la psicologia su presupposti teorici e metodologici della neurofisiologia.

In realtà (come testimonia il carteggio fatto con Fliess), il tentativo di dare una base neurofisiologica alle nevrosi, fallì.

Nonostante fosse prerogativa dell’epoca cercare di ridurre i fenomeni psichici a fenomeni neurofisiologici, Freud ne “l’Inconscio” sostiene che tutti i tentativi di stabilire che le rappresentazioni sono accumulate in cellule nervose, sono falliti. Le idee principali che si incontrano leggendo il Progetto sono:

  • I neuroni sono gli elementi di base del sistema psichico.
  • C’è una relazione tra funzioni nervose e attività psichica.
  • Ci sono due tipi di funzionamento: il processo primario (che indica come la funzione primaria del sistema nervoso sia la scarica a cui viene connessa con l’esperienza del piacere) mentre il dispiacere/dolore viene ricondotto ad un incremento delle cariche che riconducono al processo secondario.

Freud definisce processo primario “l’investimento di desiderio portato fino all’allucinazione” mentre processo secondario “tutti quei processi che sono resi possibili da una buona carica dell’Io e che funzionano da moderatori del processo primario”.

Immagini originali studi fisiologici Freud. Sigmund Freud Museum, Berggasse 19, Wien.

Continua.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Il modello dell’apparato psichico: I Topica. Podcast.

L’inconscio non coincide con il rimosso ma ogni rimosso è inconscio, ma non ogni inconscio è rimosso e anche una porzione dell’Io è inconscio.

Che cos’è l’apparato psichico e cosa si intende quando parliamo di I Topica? E’ con il VII capitolo dell’Interpretazione dei sogni che Freud, ci offre una spiegazione circa il modello dell’apparato psichico e il suo funzionamento (composto dalle istanze chiamate Coscienza, Preconscio, e Inconscio) almeno per quel che concerne fino al 1922 (II Topica).

Buon viaggio e buon ascolto.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

La malattia inesistente (?).

Cefalee, contratture muscolari continue; affanno, tensione: “malati immaginari”, così vengono definiti coloro (adulti e bambini) che soffrono senza che vi sia una “reale causa” nel corpo.

Cosa può (o non può) fare la psiche?

Che cos’è un disturbo psicosomatico?

Scopriamolo insieme.

https://www.spreaker.com/user/14965187/psicosomatica_4

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Podcast: L’interpretazione dei sogni (IIpt).

Continua il nostro viaggio tra le stanze della psicologia -sempre senza scarpe- gettando la nostra attenzione nel mondo dei sogni. Cosa ricordiamo dei sogni? Che cos’è il contenuto manifesto e il contenuto latente? Perchè al risveglio, i sogni ci sembrano senza senso?

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Cerotti dell’apparato psichico.

Ci sono ferite, graffi più o meno profondi, tagli a carne viva che bruciano e meritano la nostra attenzione.

Ogni ferita prima o poi guarirà, è solo questione di tempo e di cura; cura per il proprio taglio e cura per l’eventuale cicatrice (più o meno visibile che sia).

Anche l’apparato psichico soffre, si ammala e richiede la nostra attenzione: richiede le nostre cure.

Il problema dell’apparato psichico è che non sanguina in maniera visibile e sappiamo – invece- quanto le persone desiderino vedere nel reale, la cosa.

Ciò però che vorrei sottolineare con voi è che in realtà anche l’apparato psichico “sanguina”, soffre e si ammala e ce lo mostra attraverso il sintomo.

In lingua napoletana abbiamo un detto traducibile con “il cervello/la testa è una sfoglia di cipolla”; secoli dopo -Lacan- riprendendo Freud il quale sosteneva che l’Io è fatto dalla successione delle sue identificazioni con gli oggetti amati e che gli hanno permesso di prendere la sua forma; sosterrà proprio che L’Io è fatto come una cipolla “lo si potrebbe pelare e si troverebbero identificazioni successive che lo hanno costituito”, Lacan, 1975.

Siamo allora fatti di strati più meno compattati, più o meno rotti, più o meno escoriati.

Se l’apparato psichico, se l’Io soffre, mette in atto tutta una serie di modalità difensive: converte, isola, sublima, si chiude, intellettualizza e così via.

Una volta una ragazza disse di non riuscire a cacciar via dal proprio cuore un ragazzo; provai a riflettere con lei e provammo -insieme- a notare una cosa.

Il cuore è l’ultimo dei problemi; non è da lì che vanno tirate via le persone o le questioni, le cose, e non è lì che vanno relegate.

E’ la mente la prigione, la gabbia o l’illusione più forte che possiamo avere; è la mente che sa generare la storia più incredibile.

La mente crea, distrugge e soprattutto ricorda.

Il ricordo poi può essere più o meno aderente alla realtà dei fatti. Il ricordo torna, (ri)torna in maniera più o meno camuffata (ne sono un esempio i sogni).

Il ricordo genera la mancanza fino a lasciare dietro di sé uno strato più o meno lacerato.

Le lacerazioni creano dolore.

E’ del nostro apparato psichico e delle sue cicatrici che dobbiamo avere cura.

Usiamo cerotti quando serve, teniamo al coperto le ferite quando sono calde e pulsanti; disinfettiamo e teniamo al sicuro la nostra pelle psichica.

Quando saremo pronti, quando i nostri strati avranno (ri)trovato quella parvenza di compattezza.. allora sì.. stacchiamo pure il nostro cerotto e continuiamo ad avere cura di quella piccola e quasi invisibile cicatrice.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.