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Musica, ritmo e sport

Finite le vacanze estive, siamo più o meno tornati tutti alle nostre consuete attività già da qualche settimana. Come fare per gestire lo stress da rientro?

Tenersi in forma, attività fisica o sportiva. Magari con ritmo.

Si, perché le performance sportive migliorano con la musica. Quindi camminare, correre, fare ginnastica o palestra al ritmo della propria musica preferita è un ottima idea.

La musica aiuta moltissimo a percepire meno la sensazione di fatica e quindi, può aiutare tanto con il miglioramento delle performance. Sono tanti i professionisti dello sport che utilizzano la musica per concentrarsi, per allenarsi e per prepararsi alle gare.

In alcuni studi effettuati in questi anni e pubblicati anche su importanti riviste di Psicologia e Sport , è stato osservato che la scelta della colonna sonora per accompagnare gli allenamenti non è casuale, ma finalizzata ad indurre stati emotivi ben precisi nell’atleta. Alcuni giovani atleti (tennisti) partecipanti ad una di queste ricerche hanno asserito che la musica li aiuta a sentirsi più energici e più sicuri di sé.

La musica ha la capacità di migliorare il tono dell’umore e di aumentare lo stato di vigilanza, inoltre può facilitare la concentrazione sui movimenti da eseguire negli allenamenti. Il ritmo e la melodia della musica è in grado anche di modulare ed armonizzare l’attività fisica. La differenza sul tipo di musica da ascoltare per allenarsi o per concentrarsi prima di una gara è però quasi sempre soggettiva.

Ognuno ha una preferenza personale rispetto la musica da ascoltare per agevolare la propria performance.

“Finisce bene quel che comincia male”

Dott. Gennaro Rinaldi

Benessere Psicologico e attività fisica.

È ormai provato da diversi studi che l’attività fisica ha un ruolo importante nel ridurre gli effetti negativi dello stress: aiuta a scaricare la tensione e grazie al rilascio di endorfine di provare sensazioni di maggiore benessere alla fine dell’attività fisica. In uno studio condotto nel sud della California (Rancho Bernardo Study) su persone con età comprese dai 50 agli 89 anni, è stato evidenziato che le persone che praticano esercizio fisico hanno un umore meno depresso.
La sensazione di beneficio immediato è però generalmente momentanea e si riduce notevolmente quando si ritorna alla quotidianità. Per un effetto più duraturo è possibile intraprendere un vero e proprio percorso verso il benessere che affianchi all’attività fisica un supporto psicologico mirato e dedicato. L’esercizio fisico può avere buoni effetti preventivi e può essere un buon alleato, affiancando la psicoterapia, per il trattamento dei disturbi dell’umore (depressione), dei disturbi legati all’ansia e allo stress o dei disturbi correlati a quest’ultimi (disturbi alimentari).

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Mente e corpo non possono essere trattate come entità distinte e separate. Troppo spesso infatti si pone maggiore attenzione ai sintomi fisici, ai disturbi del corpo e si tralasciano o si ignorano i disturbi di derivazione prettamente psicologica.

L’ O.M.S., Organizzazione Mondiale della Sanità, ha definito la salute come “stato di completo benessere fisico, psichico, sociale e non semplice assenza di malattia” (O.M.S.,1948). Il benessere deve essere inteso come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”. Questi sono i presupposti fondamentali per intraprendere un percorso personale che guardi al proprio benessere
in modo più ampio e più completo.

L’esercizio fisico aumenta il livello di serotonina, aumenta la produzione di endorfine e riduce il livello di cortisolo nel sangue (l’ormone coinvolto nello stress e nella depressione). L’attività fisica può essere di qualsiasi tipo (anche una passeggiata ), deve essere congeniale alla persona che la pratica, perché uno dei requisiti principali è che possa essere soddisfacente e piacevole per chi la pratica.

Concludendo, in un percorso terapeutico integrato e mirato al benessere psicologico della persona ì, l’incontro con lo psicologo-psicoterapeuta sarà quindi finalizzato al raggiungimento di obiettivi personali che possano garantire un equilibrio tra mente-corpo e contesto e che possono passare anche attraverso un cambiamento in positivo del proprio stile di vita. L’attività fisica è quindi un buon “antidoto” contro l’umore depresso e ha un ottimo riscontro anche come “catalizzatore” dell’autostima, ma di contro può innescare anche dei vissuti di inadeguatezza, insoddisfazione e calo dell’autostima, se determinati obiettivi prefissati non vengono raggiunti (perciò è molto utile affiancare i due interventi).

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi