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Arrabbiati di fame: lo studio in pillole.

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Un recente studio sembra confermare la nota idea secondo cui la fame ci renda più irritabili e meno propensi e inclini a godere delle sensazioni piacevoli.

Se ci fate caso, il temine con cui in inglese si indica la fame hungry, è molto simile al termine angry che indica la rabbia. Gli anglosassoni hanno, inoltre, coniato un termine colloquiale per indicare ambedue le sensazioni : hangry.

Uno studio pubblicato su PLoS One, mostra come la sensazione della fame, porti i soggetti a sentirsi più arrabbiati e irritati. Questo studio è stato condotto per la prima volta, fuori dal laboratorio; i ricercatori hanno monitorato l’effetto della fame sulle sensazioni delle persone.

Il team, guidato da Stefan Stieger, della Karl Landsteiner University of Healt Sciences in Austria, ha mostrato che la sensazione di fame è direttamente collegata all’aumento dello stato di irritabilità nel 37% dei casi, a un aumento della rabbia nel 34% dei casi e alla diminuzione delle sensazioni di piacere nel 38% dei casi.

Tali effetti sembrano essere indipendenti da fattori come il sesso, età, indice di massa corporea o tratti di personalità particolari.

Era già noto, in letteratura, che il cibo avesse particolari legami con le emozioni, ma il legame con le sensazioni piacevoli o spiacevoli non era ancora stato ancora confermato.

Gli autori dello studio riferiscono

“Nonostante la ricerca non proponga modi per mitigare le emozioni negative indotte dalla fame, i risultati suggeriscono che essere in grado di riconoscere l’origine può aiutare a regolare la loro intensità”.

Si tratta, tuttavia, di una ricerca unica nel suo genere perché fornisce un quadro completo di come le persone sperimentano gli esiti emotivi della fame nella vita di tutti i giorni.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

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Dott.ssa Giusy Di Maio

La chiamano estate.

“Arriverà l’estate anche per te, è solo una questione di stagioni e di tempo. O di persone”.

Omero.

Scrivo spesso dell’estate, del suo sapore acre, delle sfide che a certi porta; scrivo spesso del fatto che sia -a torto- una stagione poco amata, per la maggiore odiata, gettata via.

Rincorsa da parole rancorose, da sbuffi di chi poco (o nulla), sa godere.

L’estate è spesso offesa.

E’ un mood -l’estate- più che una stagione.

E’ godere dell’incertezza, il coraggio di mostrarsi; il colore e la possibilità di non restare imprigionato in schemi rigidi e routinari che, se alla maggior parte delle persone danno un certo conforto, ad altre creano disagio.

Per alcuni l’estate è momento di “cose grosse”, non di vacanze o free time ad libitum.

Nelle mie cose grosse, una cosa è diventata enorme: il cuore.

Le motivazioni sono verità e, come dico sempre, la verità va protetta e tenuta al caldo.

Coccolata: accolta.

La verità può o meno essere piacevole ed è per questo che merita rispetto.

Quello tuo, personale, prima di tutto.

Sono fatta di sale, a contatto con l’acqua divento onda.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Parlare ed ascoltare.. per una buona comunicazione

La comunicazione è uno strumento essenziale e importantissimo, ma spesso utilizziamo questo “strumento” non nella maniera giusta.

Per una comunicazione efficace bisogna sempre considerare il nostro interlocutore, le nostre parole e il modo in cui le diciamo..

Una buona comunicazione si comincia a costruire in famiglia, a partire dall’infanzia.

Buona visione! @ilpensierononlineare

Parlare ed ascoltare.. per una buona comunicazione – Youtube channel – ilpensierononlineare

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Emozioni e Cibo – PODCAST

Continua il nostro affascinante viaggio nel mondo della psiche umana
In questa tappa del nostro viaggio ripercorreremo ancora una volta le numerose e tortuose strade delle emozioni.
Quelle emozioni legate al cibo e alle nostre abitudini alimentari.
Strade in apparenza conosciute, ma spesso piene di luoghi inesplorati.
Buon Ascolto..

Emozioni e cibo – PODCAST – In Viaggio con la Psicologia – Spreaker
Emozioni e cibo – PODCAST – In Viaggio con la Psicologia – Spotify

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Copioni familiari

“Nascere è come venire catapultati in un libro già popolato di personaggi e di storie, è come stabilire un contatto con una realtà le cui regole sono già parzialmente scritte. La nostra presenza creerà delle modifiche alla trama, anche al finale, ma non saremo mai in grado di separarci dalle pagine che precedono la nostra entrata in scena e saremo inevitabilmente influenzati da queste pagine di cui siamo figli.”

Maurizio Andolfi
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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Me duele.

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno , non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Italo Calvino

Dott.ssa Giusy Di Maio

Sindrome da Rientro dalle vacanze?

In vacanza siamo generalmente liberi da scadenze, ritmi frenetici e viviamo il nostro tempo in maniera diversa; è come se il tempo si dilatasse.

Al rientro le cose cambiano radicalmente e bisogna nuovamente riabituarsi a pensare e vivere alla maniera “convenzionale – abituale”.
In Italia la Sindrome da Rientro colpisce “circa il 35% della popolazione, con maggior incidenza tra i 25 e i 45 anni” – più di un italiano su 3, rischierebbe di soffrire il rientro, a tal punto da somatizzarlo con sintomi psicosomatici..

Buona Visione

Sindrome da Rientro dalle vacanze? Qualche consiglio per affrontarla.. – ilpensierononlineare YouTube Channel

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi