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L’impotenza Appresa

L’Impotenza Appresa è lo stato della mente che ha a che fare con l’incapacità di reagire davanti ad uno stimolo “psicologicamente doloroso e spiacevole”.

Incapacità che sta anche nell’impossibilità di evitarlo e di reagire per cambiare le cose.

L’impotenza appresa è una condizione psicologica che caratterizza anche psicopatologie, tra le quali la depressione.

Buona Visione!

L’impotenza Appresa – ilpensierononlineare – YouTube channel

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Resilienza – la capacità di resistere trasformandosi – PODCAST

Con la nostra prossima tappa voleremo su territori apparentemente conosciuti, scopriremo che dove ci sono in apparenza solo rovine e nient’altro, in realtà si possono scovare grandi tesori.

Possiamo pensare alla resilienza come ad una capacità innata di ogni essere vivente. Noi tutti abbiamo la potenzialità innata di sfruttare le nostre capacità resilienti.
Buon Ascolto..

Resilienza – la capacità di resistere trasformandosi – PODCAST – Spreaker

Resilienza – la capacità di resistere trasformandosi – podcast – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

L’importanza delle amicizie.

Avere delle amicizie, (una buona cerchia di amici) offre un importante sostegno affettivo. Diverse ricerche sostengono che avere rapporti d’amicizia e relazioni sociali stabili e “ampie”, giova alla salute psichica e fisica.

I contatti sociali hanno infatti, a livello evoluzionistico, dato un grandissimo contributo allo sviluppo e all’evoluzione del nostro cervello.

Robin Dumbar (antropologo e psicologo evolutivo), ha ipotizzato l’esistenza del social brain. Lo sviluppo della società umana avrebbe accelerato l’evoluzione del cervello e in base a questa teoria più numeroso è un gruppo maggiore sarà il numero e la quantità di informazioni sugli altri componenti del gruppo che bisognerà elaborare, per poter mantenere buone relazioni reciproche. Secondo Dunbar abbiamo anche un limite a questa capacità di “elaborazione delle amicizie”, e infatti questo limite può permetterci di arrivare ad un massimo di 150 amicizie/conoscenze.

Interessante è il modello che ci propone Dunbar: il modello della formazione concentrica dei rapporti sociali di un individuo.

Secondo questo modello la cerchia delle amicizie più intime è formata da tre/quattro o massimo cinque persone. In questo “cerchio”, sono presenti le persone con cui ci sentiamo più legati emotivamente, con cui condividiamo interessi e valori. Sono quelle persone che ci supportano nei momenti difficili e che incontriamo almeno una volta a settimana.

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Al cerchio successivo appartengono da 12 a 20 persone, con i quali riusciamo a coltivare legami importanti, ma meno forti. Il rapporto con queste persone è meno intenso dal punto di vista emotivo, ma è comunque caratterizzato da forte simpatia ed interesse.

Il terzo cerchio corrisponde al “giro di conoscenze” e comprende dalle 30 alle 50 persone. In questo cerchio il legame con le persone sarà meno forte, ma possono esserci contatti regolari, anche se a distanza di più tempo. Secondo la teoria di Dunbar il terzo cerchio, nelle società tradizionali primitive di cacciatori – raccoglitori, corrispondeva al clan di appartenenza.

Infine esistono altri due cerchi, dove vi saranno altre conoscenze, ma molto meno intense e importanti.

Nella formulazione di queste teorie, Dunbar, ha individuato un elemento ricorrente e cioè che di cerchio in cerchio, l’insieme del numero dei conoscenti si triplica quasi sempre.

I due cerchi più interni sono decisamente quelli più importanti, perché influiscono positivamente sulla persona e sulla propria percezione di benessere psicologico; stress e depressione si riducono, così come i comportamenti pericolosi per se stessi. Gli amici possono migliorare il proprio stato d’animo e la fiducia in se stessi.

Insomma un buon giro di amicizie e la presenza di amicizie più intime, permette una vita sociale più attiva, aumenta il benessere personale e probabilmente le proprie probabilità di vivere più a lungo.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Stress – conseguenze psicologiche e fisiche – Podcast

La nostra prossima tappa ci metterà un po’ sotto pressione, ma ci darà anche gli strumenti adatti per comprendere come liberarcene per vivere meglio.
Scopriamo insieme cosa si intende per Stress e quali potrebbero essere le sue conseguenze patologiche; sia per la nostra mente, sia per il nostro fisico.


Buon ascolto!

Stress – conseguenze psicologiche e fisiche – In viaggio con la Psicologia – Podcast

“La più grande arma contro lo stress è la nostra capacità di scegliere un pensiero piuttosto che un altro”

William James
Stress – conseguenze psicologiche e fisiche – In viaggio con la Psicologia – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La gentilezza

“Un indicatore della salute mentale è la capacità di entrare nei pensieri, nei sentimenti, nelle speranze e nelle paure di un’altra persona. E di concedere a un’altra persona di fare lo stesso con noi”.

Donald Winnicott

L’atto gentile può definirsi come una condotta altruistica che promuove la cura degli altri. In psicologia sociale le condotte altruistiche sono spiegate attraverso la naturale attrazione tra individui della stessa specie e all’approvazione sociale che quasi sempre accompagna le condotte altruistiche. In psicoanalisi (in estrema sintesi) l’altruismo è visto come un superamento delle posizioni egoistiche che caratterizzano lo stadio narcisistico di sviluppo.

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In generale. la gentilezza, può riferirsi quell’insieme di comportamenti positivi verso l’altro che si riferiscono: all’essere accoglienti, empatici e altruisti.

Oggigiorno la capacità di farsi carico della vulnerabilità degli altri, e quindi della propria, spesso è inteso come un segno di fragilità.

Il fatto di poter avere bisogno dell’aiuto degli altri spesso è considerato una debolezza. Probabilmente solo ai bambini, alle persone malate e anziane, è permesso di usufruire dell’aiuto degli altri. Tutte le altre persone sono quasi obbligate a perseguire altre virtù, apparentemente necessarie per il confronto con gli altri, che sono: l’autosufficienza e l’autonomia. Tutti gli esseri umani hanno però bisogno, in qualche momento della propria vita, dell’aiuto e della gentilezza di qualcuno.

Gli uomini restano comunque animali sociali, nonostante tutto.

Del resto la gentilezza resta comunque sempre e comunque, la miglior arma per gestire le relazioni potenzialmente litigiose. Infatti, una risposta calma e serena ad un’aggressione verbale, ad esempio, evita un’escalation e seda, sul nascere la lite.

Avere un temperamento gentile, inoltre, evita arrabbiature eccessive e limita l’aggressività, che diventa spesso determinante in alcuni episodi di arresti cardiaci.

“Insegnare la gentilezza” ai bambini, fa sviluppare in loro la capacità di comprendere le emozioni degli altri (empatia), alimentando così il rispetto, la fiducia e la collaborazione tra compagni. Ciò potrebbe prevenire i comportamenti di bullismo fuori e dentro le scuole.

Quindi non sottovalutiamo la gentilezza e proviamo ad applicarla ogni giorno, potrebbe cambiarci la vita in positivo.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Una giornata al mare…

“Le estati volano sempre… gli inverni camminano!”

Charlie Brown

In estate il tempo sembra volare come se si lasciasse trasportare dal caldo vento e dall’aria caldissima rarefatta e leggera, riscaldata dai raggi del sole.

L’estate è la stagione della leggerezza e della spensieratezza, delle belle sensazioni, dei ricordi indimenticabili, delle vacanze. L’estate è la stagione delle sensazioni, degli odori, dei colori, dei rumori..

In estate la nostra mente riposa e si rigenera. L’odore dello iodio, il suono del mare sul bagnasciuga, la sabbia prima calda poi fresca tra le dita delle mani, sotto i piedi. Il vociare, la musica, le risate, la brace, l’odore della pioggia d’estate.. .

Il fresco sollievo delle serate. Le giornate lunghe e i magnifici tramonti. Le passeggiate, i viaggi, le escursioni, le scoperte.. lo stupore.

I ricordi hanno bisogno di leggerezza e di spensieratezza.

immagine personale

“In estate, di notte, i rumori sono in festa.”

Edgar Allan Poe

dott. Gennaro Rinaldi

Tempo di (breve) riflessione Psy.

Contenuto personale.

Sulla scrivania di casa mia c’è una clessidra.

L’ho comprata non so più quanti anni fa, ero piccola.. Mi trovavo in vacanza e come ogni anno, approfittavo del mercato etnico (l’etnico è da sempre la mia grande passione) per spendere i soldi che avevo accumulato durante l’anno, per concedermi un regalo.

All’epoca neanche sapevo cosa o chi fosse uno psicologo..

Ma la corsa della sabbia e il sottile e impercettibile flusso sonoro che si sente durante la discesa, così come la possibilità di vedere concretamente il tempo che ti attraversa, mi intrigava troppo..

Chi mi legge da qualche mese, conosce i miei numerosi post -al tempo- dedicati..

Dal suo fluire ritmico musicale, al suo fluire come essenza della vita stessa.. Una vita che – forse- comincia ad appartenerti quando capisci che lo spazio temporale non è necessariamente una gabbia.

Lo spazio temporale può essere memoria, ricordo, assenza, essenza..

Lo spazio temporale può essere vuoto sensoriale, silenzio..

Lo spazio temporale può essere evento.. pieno e vivo del tempo che ciclicamente sa tornare – ironico- perché mentre lui è ciclico e diversamente uguale a se stesso.. tu sei molto diverso da quando la prima volta, lui era giunto a bussare alla porta della tua esistenza.

Quanto dura il tempo?

Il mio lavoro mi ha spesso messo innanzi una condizione ben specifica ovvero: la (non) durata del tempo.. quello – in sostanza- che viene gettato..

Come clinica ho imparato a tollerare la frustrazione personale e professionale, così come ho imparato la qualità del tempo.

Il senso e la funzione del tempo va ascoltata, recuperata e vissuta dando tempo al tempo stesso..

*Breve riflessione sparsa che segue una conversazione in cui si parlava di tutte le sfide e paure che questo tempo mi sta gettando innanzi, ultimamente.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.