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La fine e l’inizio..

Oggi volge al termine un altro anno.

Penso alla fine di un anno come il finale di un capitolo di un libro. Un libro che scriviamo giorno per giorno; ogni giorno una pagina, ogni mese un paragrafo, ogni anno un capitolo.

Dei due ultimi capitoli della nostra vita, condividiamo tante emozioni, tante storie comuni.

Condividiamo: la paura, la tristezza, il senso di vuoto, la solitudine, la rabbia, l’insicurezza, il senso di inutilità, il sospetto, il complotto, la speranza, il caos, la disperazione, la confusione, la voglia di libertà, la sensazione di essere prigionieri.

I nostri due ultimi capitoli della nostra vita hanno in comune quel senso di futilità del tempo, che sembra essersi appiattito.

Hanno in comune: la ridondanza dei numeri, delle immagini, delle parole, dei pensieri, delle accuse, delle raccomandazioni, degli ammonimenti, degli egoismi, delle convinzioni, delle paranoie, delle ipocondrie.

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L’uomo ha probabilmente dei forti limiti quando si trova a fronteggiare delle difficoltà imprevedibili e “invisibili”, ma spesso e volentieri non ne è consapevole.

L’uomo ha bisogno di sentirsi al sicuro e cercherà questa sensazione a tutti i costi, anche se c’è bisogno di negare, fuggire, nascondersi, accusare; in fondo l’esperienza egoistica del narcisismo accomuna tutti sin dalla nascita.

Inoltre, il meccanismo di difesa della proiezione è un aspetto che contraddistingue movimenti psichici individuali e collettivi inconsci spiacevoli relativi a momenti e a situazioni particolari. Per fuggire a queste sensazioni spiacevoli interne, da cui è impossibile fuggire, si ricorre alla negazione di queste e le si attribuisce a cose o persone esterne.

Per Freud la proiezione è alla base della superstizione, della mitologia e dell’animismo.

Il meccanismo della proiezione agisce per Freud anche nella paranoia, dove una persona (ad esempio) riferisce ad altri rappresentazioni intollerabili, che non riconosce in se stessa, potendo così agirle sotto l’apparenza di un’azione di difesa dai suoi presunti nemici.

Questi ultimi due capitoli della nostra vita ci hanno unito dal punto di vista delle sensazioni e delle emozioni, ma hanno scavato profondi solchi e trincee e scatenato odiose guerriglie “civili”.

La speranza è che alla stesura del nuovo capitolo, tiri un’aria nuova, che possa ispirare scritture diverse e variegate, senza l’assillo o la brutta sensazione di un esito comune scontato e troppo simile ai due capitoli precedenti.

Napucalisse – Mimmo Borrelli – video Rai

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Buon 2021!!!

Chissà perché siamo così tanto legati a questo giorno del calendario.

Chissà perché..me lo chiedo spesso. In fin dei conti non è altro che la fine di una giornata e l’inizio di un’ altra. Ma nonostante questa consapevolezza inconscia, tutti noi siamo portati a caricare questa giornata e l’avvento della mezzanotte, di un significato speciale, qualcosa di quasi magico.

L’inizio di un nuovo anno ha sempre qualcosa di speciale. Per qualche motivo bizzarro è quel giorno di un intero anno in cui ci va di fare un resoconto di ciò che è successo nei 365 giorni trascorsi. Ma è anche il giorno dei progetti, dei buoni propositi, della speranza, con lo sguardo rivolto al futuro che ci aspetta. Così con lo sguardo rivolto all’orizzonte del prossimo futuro ci leghiamo a sprazzi di pensieri malinconici del tempo andato.

Quest’anno è stato devastante a livello emotivo, ci ha resi fragili e impotenti, responsabili e irresponsabili, impauriti e coraggiosi; è come se avessimo viaggiato alla deriva, di notte, su di una zattera scassata e con il mare in tempesta. Tutti abbiamo lottato per sopravvivere, nonostante non avessimo potuto contare su dei punti di riferimento (dov’era la terra ferma? quanto tempo sarebbe durata la tempesta? a chi chiedere aiuto?) e sulla certezza che quella zattera potesse reggere all’impatto delle onde e alla furia del vento. Strapazzati e ancora intontiti, siamo ancora su quella zattera, pare abbia resistito.. e in fondo, lì verso l’orizzonte si intravede, seppur fioca, la luce dell’alba. Il mare è ancora minaccioso, ma la tempesta sembra attenuarsi.

Il nostro futuro è quell’orizzonte sereno, la nostra sicurezza è la terra ferma che si intravede con le prime luci dell’alba, e non è poi così lontana. Adesso bisogna remare verso terra, tocca a noi, abbiamo ancora tanta forza, quella necessaria per metterci al sicuro. Remiamo insieme.

La mia zattera l’ho chiamata Ferry boat e non aspetterò domani per viaggiare verso terra.

Buon 2021 a tutti! E come diciamo a Napoli un abbraccio circolare!!!

Buon Ascolto.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi