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Affetto/Rappresentazione.

Freud afferma che ciò che conta veramente nella vita psichica, sono i sentimenti e che tutte le forze psichiche sono importanti solo per la capacità di risvegliare sentimenti (Cfr., Mangini, E., 2001).

Le rappresentazioni sono rimosse solo perché collegate allo sprigionamento di sentimenti. Quindi la rimozione colpisce in realtà i sentimenti che noi riusciamo a cogliere solo nel loro collegamento con le rappresentazioni.

Ora per quanto concerne le rappresentazioni, tutte derivano da percezioni e sono ripetizioni di esse. In origine quindi l’esistenza della rappresentazione è garanzia del dato rappresentato.

(L’affetto è collegato alla rappresentazione, la rimozione agisce sull’affetto. Il fine dell’esame di realtà è ritrovare nella percezione reale un oggetto corrispondete al dato rappresentato).

Le rappresentazioni possono essere consce o inconsce.

Alla pulsione non può inoltre essere applicata la controrappresentazione tra conscio e inconscio, perché essa non può diventare oggetto della coscienza, lo può solo l’idea che la rappresenta. E anche nell’inconscio la pulsione, può solo essere rappresentata da un’idea.

Quindi sia le idee che gli affetti sono indici di pulsioni. C’è poi la differenza tra rappresentazioni di pulsioni e affetti; le rappresentazioni sono investimenti di tracce mnestiche, mentre gli affetti corrispondono a processi di scarica, le cui manifestazioni ultime vengono percepite come sensazioni.

Sia la rappresentazione che l’affetto rappresentano la pulsione nello psichismo ma la rappresentazione è un’idea che riproduce mentalmente la percezione di una cosa o un oggetto; mentre l’affetto segnala un investimento e un consumo energetico.

L’affetto è che ciò che si prova, senza un pensiero non può che essere scaricato. Il quantitativo di energia legato all’affetto prende il nome di: quantuum di affetto.

Quindi siccome l’affetto non può essere inconscio, quando questo non è rintracciabile, più che parlare di rimozione è meglio parlare di repressione dell’affetto.

Gli affetti e le rappresentazioni pulsionali seguono quindi un cammino diverso. Le rappresentazioni infatti sono soggette a rimozioni mente gli affetti si fanno “sentire” segnalandosi alla coscienza.

La qualità dell’affetto dipende dal destino in cui incorre quando si distacca da una rappresentazione pulsionale rimossa (questa può restare inconscia o andare incontro a rimozione). L’affetto arriva invece alla coscienza es: come angoscia.

Per gli studenti: chiedo scusa per i geroglifici ma ho abbozzato uno schema che una volta compreso, funge da impalcatura per tutta la futura clinica e dinamica. Stay tuned and be kind.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.