Archivi tag: Comunicazione non verbale

Comunico ergo sum

Non possiamo non comunicare. Quando ci relazioniamo con qualcuno tutto di noi ci offre indicazioni più o meno precise su cosa vorremmo dire o fare.. del resto impariamo a comunicare già da prima di nascere. Buona lettura!

ilpensierononlineare

Mi è capitato ieri durante un paio di sedute di terapia e poi ancora stamattina nel mio studio con un’altra paziente, (seppur in maniera diversa) una coincidenza strana. In qualche modo il focus delle terapie, in queste tre sedute, si è incentrato in maniera consistente sugli aspetti comunicativi delle relazioni interpersonali e familiari. Questo intreccio di coincidenze relazionali mi ha sorpreso e mi ha spinto a coinvolgere anche voi in questo fondamentale aspetto della nostra quotidianità.

Il termine comunicare anticamente significava mettere in comune. Poi nel corso del tempo il significato si è evoluto in: far conoscere, far sapere, divulgare, diffondere, rendere partecipe di un sentimento; ( comunicare la propria tensione ). Si può comunicare a parole (verbale) con i gesti oppure attraverso le nostre espressioni del viso e la postura del corpo (non verbale). Possiamo persino comunicare stando semplicemente in silenzio.

Le radici – Immagine personale

In tutti i…

View original post 313 altre parole

Vicinanza reale e vicinanza social

Siamo proprio certi che le nuove tecnologie, che i nuovi mezzi di comunicazione, ogni anno sempre più raffinati e potenziati siano veramente in grado di “avvicinarci” ?

Tra “me” e l’altro si è in maniera prepotente inserito un mezzo tecnologico che promette di far “rete”, di creare connessioni. La questione è che le persone comunicano tra loro non solo attraverso le parole, ma anche attraverso la comunicazione “analogica” (non verbale). Lo stare insieme, vicini, sentire la presenza reale dell’altro è un’esperienza che difficilmente può essere sostituita. Il rischio, in “assenza di presenza”, che si corre è quello di alimentare il senso dell’assenza con un’inebriante illusione della presenza. Essere solo in presenza degli altri, gruppi di persone anonime e distanti.

Le persone costrette all’uso smodato dell’intermediario tecnologico, perdono la loro abilità sociale, quel senso del reale, dello stare assieme a livello umano, emotivo, psicologico.

“L’incontro con l’altro, o con gli altri, è sempre stata l’esperienza comune e fondamentale per il genere umano “

Ryszard Kapuscinski

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi