Archivi tag: Comunicazione

Parlare ed ascoltare.. per una buona comunicazione

La comunicazione è uno strumento essenziale e importantissimo, ma spesso utilizziamo questo “strumento” non nella maniera giusta.

Per una comunicazione efficace bisogna sempre considerare il nostro interlocutore, le nostre parole e il modo in cui le diciamo..

Una buona comunicazione si comincia a costruire in famiglia, a partire dall’infanzia.

Buona visione! @ilpensierononlineare

Parlare ed ascoltare.. per una buona comunicazione – Youtube channel – ilpensierononlineare

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Non essere compresi..

“La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.”

PIER PAOLO PASOLINI
Peanuts

P. : “Sa com’è quella sensazione di sentirsi svuotato dentro e angosciato quando provo a parlare, ad urlare e vedo che gli altri non riescono ad ascoltarmi e non riescono a comprendermi?!!?”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicologia. Comunicare e metacomunicare – (P. Watzlawick – II Assioma) – PODCAST

Con questa tappa torneremo a viaggiare attraverso i canali della comunicazione umana. Continueremo quindi a percorrere la strada già intrapresa con l’episodio di qualche giorno fa “Psicologia. L’importanza della comunicazione. (P. Watzlawick I assioma)”. Parleremo, infatti, del secondo assioma della comunicazione umana di Watzlawick.
Buon Ascolto..

Psicologia. Comunicare e metacomunicare – (P. Watzlawick – II Assioma) – PODCAST – In viaggio con la Psicologia

“Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione, di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi meta-comunicazione”

Paul Watzlawick

Psicologia. Comunicare e metacomunicare – (P. Watzlawick – II Assioma) – PODCAST – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicologia. L’importanza della Comunicazione (P. Watzlawick – I Assioma) – PODCAST

Il termine comunicare anticamente significava “mettere in comune”. Poi nel corso del tempo il significato si è evoluto in: far conoscere, far sapere, divulgare, diffondere, rendere partecipe di un sentimento.

Si può comunicare a parole (comunicazione verbale) o con i gesti, attraverso le nostre espressioni del viso e la postura del corpo (comunicazione non verbale).
Possiamo persino comunicare stando semplicemente in silenzio.
Insomma.. come direbbe Paul Watzlawick: “Non si può non comunicare“.
Buon Ascolto.

Psicologia. L’importanza della Comunicazione (P. Watzlawick – I Assioma) – PODCAST – In viaggio con la Psicologia
Psicologia. L’importanza della Comunicazione (P. Watzlawick – I Assioma) – PODCAST – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Il tempo in famiglia

Ma quanto tempo passiamo davvero con la nostra famiglia?

Dedichiamo il giusto tempo ai figli, al partner?

Nonostante la permanenza obbligata a casa, a causa della pandemia, in quest’ultimo anno, pare che tante famiglie, non siano riuscite a “godere” e a gestire a pieno, il proprio tempo “insieme”.

Nei periodi pre – pandemia, ma anche nelle “pause” dalle grandi chiusure, in questi ultimi mesi, tra scuola lavoro, commissioni, tante famiglie facevano tanta fatica a ritagliarsi spazi condivisi per stare insieme.

Stranamente, la condizione, che si è venuta a creare a causa delle restrizioni, che ha portato ad una condivisione della casa per tanto tempo, nelle famiglie, non è stata sfruttata a pieno per compensare questa “mancanza di tempo per i propri figli”.

Parlando con diversi genitori, per consulenze o terapie, in questi ultimi mesi, pare si sia venuta a creare una situazione di inerzia e passività in alcune famiglie. Sembra quasi che la possibilità di passare più tempo insieme spaventasse, alcuni genitori. In una situazione di passività generalizzata anche i bambini e i ragazzi, stressati dalle alternanze tra dad e presenza a scuola, non sapevano assolutamente come occupare il resto del tempo.

Insomma mentre alcuni genitori si industriavano nella gestione alternativa del tempo e degli spazi comuni; altri invece non sapevano proprio cosa fare e provavano a tamponare i tempi morti con l’uso degli smartphone, delle tv e della playstation.

Come fare per sfruttare al meglio il tempo in famiglia e con i propri figli? Come conciliare i propri impegni quotidiani e lavorativi con le importantissime esigenze dei bambini, dei ragazzi e del partner?

Photo by Delcho Dichev on Pexels.com

Innanzitutto è molto importante curare la comunicazione all’interno del proprio “sistema” familiare. Bisogna parlare con il proprio partner dei propri bisogni reciproci, anche quando altri impegni sembrano impedircelo. Bisogna evitare di rimandare sempre. Una buona comunicazione in famiglia garantisce anche una buona salute psicologica comune.

Centrale nella comunicazione è negoziare e quindi mettersi d’accordo riguardo i propri impegni e le esigenze di tutti. Quindi decidere insieme anche su eventuali piccole rinunce personali, a favore di tutti.

Importante è anche una buona programmazione dei propri impegni e quelli familiari. Quindi, in tal senso, è fondamentale tener sempre conto di uno spazio per il tempo in famiglia. Prendersi anche un proprio spazio personale di svago, legato ad interessi personali, ma evitando gli eccessi, che possono condizionare troppo la propria “presenza” nella vita familiare.

Il lavoro è importante e fondamentale, ma anche in questo caso, se è possibile, bisognerebbe evitare di concedersi troppo agli impegni lavorativi (ovviamente questo vale per chi può farlo e decide di sua volontà di lavorare più del dovuto).

La qualità del lavoro è molto meglio della quantità.

Quando è possibile è molto importante farsi aiutare da nonni, parenti o amici. Ammettere i propri limiti e accettare un aiuto esterno, può essere molto positivo sia per i figli che per i genitori.

Infine, è chiaro che per avere una maggiore sensazione di benessere in famiglia e per migliorare la propria esperienza familiare, considerando il tempo e gli spazi di condivisione familiari, bisogna mettere comunque e sempre la famiglia al primo posto.

La famiglia è come una squadra e proprio come una squadra ha bisogno di armonia, comunicazione, condivisione e obiettivi comuni per vincere e funzionare bene.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Seguiteci anche su Twitter!! https://twitter.com/Ilpensierononl1

Comunicazione Patologica – Squalifica e Disconferma – PODCAST

La nostra prossima tappa ci farà comprendere una delle sfaccettature della comunicazione umana, andremo infatti ad osservare più da vicino due fenomeni che caratterizzano gli aspetti patologici della comunicazione e della relazione umana.

Parleremo di comunicazione squalificante e di disconferma.

Buon ascolto..

Comunicazione Patologica – Squalifica e Disconferma – Podcast – In viaggio con la Psicologia (SPREAKER)

Comunicazione Patologica – Squalifica e Disconferma – Podcast – Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Comunicazione e relazioni: il terzo assioma

“La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti”

Paul Watzlawick

Questa citata sopra è il terzo assioma della comunicazione umana, definito da Watzlawick nella sua “Pragmatica della comunicazione umana”.

In genere, per punteggiatura potremmo definire l’insieme dei segni che definiscono i rapporti sintattici tra le parti di un testo e servono a suggerire, a chi legge, eventuali pause e intonazioni della voce nella lettura.

Watzlawick fa riferimento ovviamente alla comunicazione umana.

Può esserci una discrepanza di punteggiatura e quindi questo può generare un dubbio su ciò che il comunicante debba considerare come causa e ciò che deve considerare come effetto.

Immagine internet – Pinterest

Ad esempio, in una relazione interpersonale, può capitare che un’interlocutore crede di star solo reagendo a certi comportamenti o atteggiamenti dell’altro, ma non pensa possa essere stato lui a provocarli. In tal caso, il rischio è che si instaurino circoli viziosi che è difficile infrangere, a meno che i due interlocutori non comincino a comunicare sulla comunicazione e cioè a meta-comunicare.

Un esempio di punteggiatura del discorso è possibile farla anche con quelli che con hanno bisogno di interlocutori. I “discorsi interiori”.

Ad esempio nel caso del fenomeno della “profezia che si autoadempie o autodetermina”, la persona pensa di star reagendo a situazioni tangibili e realistiche ( “non penso di essere competente” – “inutile, sono fatto così” ) e non immagina che agendo in un determinato modo può far si che avvengano.

Praticamente la persona non si percepisce come un soggetto attivo, spesso lo esclude; bensì crede di essere un soggetto che subisce solo l’azione degli altri, esterna. Questo è l’esempio di una punteggiatura, legata ad un “discorso interno” e va a toccare quella che è la percezione di sé e le capacità legate all’autodescrizione.


“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Podcast: Rap e Psicoanalisi (pt1)

Allora.. Brò.. Fraté … sei pronto a fare questo viaggio ritmato tra rime e slang? Conosciamo insieme il mondo del rap e i suoi collegamenti con il mondo della psicoanalisi.

Buon Ascolto.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.